Scritto: Mercoledì, 23 Gennaio 2013 06:15 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Le aurore dei pianeti extrasolari: ora sarà possibile rilevarle


Le aurore polari, protagoniste di spettacolari paesaggi notturni sulla Terra, sono continuamente monitorate e studiate dagli scienziati, così come quelle scoperte sui pianeti del nostro Sistema Solare.

Ora, sarà possibile ottenere molto di più e rilevare direttamente le aurore dei pianeti alieni extrasolari.

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 Aurore su Giove

Aurore su Giove
Credit: NASA

Le aurore polari, protagoniste di spettacolari paesaggi notturni sulla Terra, sono continuamente monitorate e studiate dagli scienziati, così come quelle scoperte sui pianeti del nostro Sistema Solare.

Ora, sarà possibile ottenere molto di più e rilevare direttamente le aurore dei pianeti alieni extrasolari.

Le aurore sulla Terra si verificano quando le particelle cariche provenienti dal Sole, incanalate dal campo magnetico terrestre verso i poli, interagiscono con l'alta atmosfera, innescando spettacolari giochi di luce.
Processi simili sono stati osservati su altri pianeti del Sistema Solare, con aurore 100 volte più luminose rispetto a quelle terrestri.

Adesso, grazie al telescopio Low-Frequency Array nei Paesi Bassi, gli scienziati hanno rilevato le emissioni radio di possibili aurore su pianeti estrasolari.

"Questi risultati confermano che le aurore si generano su corpi fuori del nostro Sistema Solare e le loro emissioni radio sono abbastanza potenti - 10000 volte più luminose delle aurore di Giove - e rintracciabili attraverso le distanze interstellari", ha detto l'autore dello studio Jonathan Nichols, dell'University of Leicester in Inghilterra, in un comunicato.

Le aurore di Giove, ad esempio, a differenza di quelle terrestri, sono innescate dalla rotazione stessa del pianeta.
Giove ruota attorno al proprio asse ogni 10 ore con il suo enorme campo magnetico: la rotazione di questo magnete produce quindi enormi quantità di energia soprattutto ai poli.
Rilevate per la prima volta dalla Voyager 1 nel 1979, sono generate principalmente dall'iterazione delle molecole prodotte dall'attività vulcanica dalla sua luna Io, con il campo magnetico del pianeta.

Aurore simili a quelle terrestri, invece, sono state avvistate su Saturno nel 2009, dalla sonda della NASA Cassini e forse nuovamente immortalate e da noi individuate, in alcune riprese a luglio 2012.

Questa nuova ricerca dimostra che le aurore possono formarsi su altri pianeti non necessariamente a causa delle particelle cariche trasportate dal vento solare. Al contrario, è molto probabile che altrove, le aurore siano molto più simili a quelle gioviane.

Attraverso lo studio di queste emissioni radio gli scienziati otterranno un quadro più chiaro della forza del campo magnetico di un pianeta, di come interagisce con la sua stella madre, delle sue lune e anche sulla durata della sua rotazione.

La nuova ricerca è stata pubblicata in un recente numero del The Astrophysical Journal.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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