Scritto: Giovedì, 17 Novembre 2016 16:50 Ultima modifica: Giovedì, 17 Novembre 2016 17:32

Il canyon di Mercurio


Grazie alle immagini della sonda della NASA MESSENGER, gli scienziati hanno potuto creare una mappa topografica ad alta risoluzione di Mercurio, la quale ha svelato una grande valle lunga più di 1.000 chilometri nell'emisfero meridionale. La scoperta sarebbe un'ulteriore prova che il pianeta si sta ancora restringendo.

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La valle in blu; in viola, il Bacino Rembrandt da cui parte il cayon. La valle in blu; in viola, il Bacino Rembrandt da cui parte il cayon. Crediti: NASA/JHUAPL/Carnegie Institution of Washington/DLR/Smithsonian Institution

Larga 400 chilometri e profonda 3, è più piccola della Valles Marineris di Marte ma più grande del Grand Canyon americano e più profonda della Great Rift Valley nell'Africa orientale.

Secondo Tom Watters, ricercatore senior presso lo Smithsonian National Air and Space Museum, non sarebbe il risultato di movimenti tettonici ma di una contrazione globale.
E' delimitata da due scogliere che devono essersi formate con il raffreddamento interno di Mercurio, quando la contrazione ha spaccato la crosta spingendo verso l'alto lungo le linee di faglia.
Il pavimento è ad una quota inferiore rispetto al pavimento circostante, suggerendo che un altro processo può essere al lavoro.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging), lanciata il 3 agosto 2004, ha terminato la sua missione il 30 aprile 2015 impattando sulla superficie del pianeta ormai a corto di propellente.

Fault-bound valley associated with the Rembrandt basin on Mercury [abstract]

The Rembrandt basin is crosscut by the largest fault scarp on Mercury, Enterprise Rupes, and a second scarp complex, Belgica Rupes, extends to the basin's rim. Topographic data derived from MESSENGER orbital stereo images show that these tectonic landforms bound a broad, relatively flat-floored valley with a mean width of ~400 km. Crosscutting relations suggest that the accumulation of structural relief likely postdates the formation and volcanic infilling of the Rembrandt basin. The valley floor, bound by fault scarps of opposite vergence, is significantly offset below the elevation of the back-scarp terrains. Along with an offset section of Rembrandt's rim, the elevation differences are evidence that the valley floor was lowered as a result of the formation of bounding fault scarps. The localization of the widely spaced thrust faults of Enterprise and Belgica Rupis and the offset of the valley floor may be the result of long-wavelength buckling of Mercury's lithosphere.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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