Un team internazionale di scienziati, guidato da Guillem Anglada-Escudé della Queen Mary University di Londra, ha trovato chiare prove che un mondo extrasolare potenzialmente abitabile orbita attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina alla Terra che si trova a soli 4,2 anni luce dal nostro Sistema Solare ed ha circa la stessa età del nostro Sole (4,9 miliardi di anni).
Proxima b, questo è il nome del nuovo pianeta, è quasi sicuramente roccioso ed è 1,3 volte più massiccio della Terra; orbita attorno alla sua stella madre ad una distanza di 7,5 milioni di chilometri ogni 11,2 giorni terrestri.
E' probabile che sia in rotazione sincrona, ossia che mostri sempre la stessa faccia a Proxima Centauri ma si trova nel bel mezzo della fascia abitabile, cioè alla giusta distanza dalla stella perché possa esistere acqua allo stato liquido sulla sua superficie. Il primo aspetto, un tempo considerato sfavorevole alla vita, oggi sembra non essere un problema perché alcuni studi suggeriscono che nei mondi in rotazione sincrona i venti potrebbero distribuire il calore mitigando le temperature estreme, troppo calde o troppo fredde dei due emisferi. E se Proxima b fosse davvero abitabile, la vita avrebbe tutto il tempo di evolversi perché le nane rosse rimangono stabili per per centinaia di miliardi di anni, a differenza di stelle come il Sole che muoiono dopo 10 miliardi di anni o giù di lì. Eppure, nonostante i dati sembrino promettenti, Proxima b potrebbe non essere così ospitale: non conoscendo l'esistenza o meno di un campo magnetico protettivo, il pianeta potrebbe sperimentare una bella dose di raggi ultravioletti e raggi X ad alta energia proveniente dai frequenti e potenti brillamenti emessi dalla stella.

Proxima Centauri b - infografica

Questa infografica confronta l'orbita del pianeta di Proxima Centauri (Proxima b) con una regione di simili dimensioni del Sistema Solare. Proxima Centauri è più piccola e più fredda del Sole e l'orbita del pianeta è molto più vicina alla stella di quanto accada per Mercurio. Ne risulta che Proxima b si trova all'interno della zona abitabile, quella in cui l'acqua liquida potrebbe esistere sulla superficie del pianeta.
Crediti: ESO/M. Kornmesser/G. Coleman

Gli astronomi sono a caccia di pianeti intorno a Proxima Centauri da almeno 15 anni, utilizzando strumenti come l'Ultraviolet and Visual Echelle Spectrograph (UVES) e il High Accuracy Radial velocity Planet Searcher (HARPS). Entrambi sono installati e gestiti dall'European Southern Observatory (ESO) in Cile e permettono di rilevare le lievi oscillazioni nel movimento delle stelle causate dall'influenza gravitazionale dei potenziali pianeti in orbita.
Una prima traccia fu individuata nel 2013 ma non era così convincente. Così la squadra lanciò una campagna, chiamata "Pale Red Dot" ("Piccolo Punto Rosso", visto che Proxima Centauri è una nana rossa!).
HARPS ha monitorato la stella tutte le notti dal 19 gennaio fino al 31 marzo di quest'anno e, dopo aver combinato i nuovi dati con le osservazioni UVES riprese tra il 2000 ed il 2008 e le precedenti HARPS dal 2005 al 2014, il segnale di un possibile pianeta è diventato più chiaro.

I ricercatori hanno commentato nello studio:
"Campionamenti irregolari e sporadici in combinazione con la variabilità a lungo termine della stella, sembrano essere il motivo per cui il segnale è rimasto ambiguo fino al 2016".

Oltre ad ottenere più dati su questo mondo intrigante, sarà importante scoprire la sua storia: come sono stati i primi anni di vita in un sistema stellare giovane e maggiormente attivo, sapere se si è formato lì o più lontano per poi migrare e così via. Tuttavia, il pianeta non potrà essere osservato con il metodo del transito perché non passa davanti alla sua stella dal punto di vista della Terra e ciò ne renderà lo studio molto più complicato. Ma d'altra parte, è così vicino a noi che molto presto potremmo essere in grado di catturare un'immagine diretta.
Anche un viaggio verso il sistema Alpha Centauri non è escluso in un prossimo futuro e se ne parla da molti anni. Un'idea che sembra essere anche nei piani del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg del grande fisico Stephen Hawking che, insieme all'imprenditore russo Yuri Milner, hanno lanciato il progetto Breakthrough Starshot ad aprile 2016.

Ma non è finita qui!
Sembrerebbe che attorno a Proxima Centauri orbiti anche un altro pianeta con periodo orbitale di tra i 60 e i 500 giorni. Ma questo secondo segnale è molto debole e deve essere ancora ben identificato.

A terrestrial planet candidate in a temperate orbit around Proxima Centauri [abstract]

At a distance of 1.295 parsecs, the red dwarf Proxima Centauri (α Centauri C, GL 551, HIP 70890 or simply Proxima) is the Sun’s closest stellar neighbour and one of the best-studied low-mass stars. It has an effective temperature of only around 3,050 kelvin, a luminosity of 0.15 per cent of that of the Sun, a measured radius of 14 per cent of the radius of the Sun and a mass of about 12 per cent of the mass of the Sun. Although Proxima is considered a moderately active star, its rotation period is about 83 days and its quiescent activity levels and X-ray luminosity are comparable to those of the Sun. Here we report observations that reveal the presence of a small planet with a minimum mass of about 1.3 Earth masses orbiting Proxima with a period of approximately 11.2 days at a semi-major-axis distance of around 0.05 astronomical units. Its equilibrium temperature is within the range where water could be liquid on its surface.