Scritto: Martedì, 09 Agosto 2016 16:45 Ultima modifica: Martedì, 09 Agosto 2016 21:14

Marte: vene minerali come prova di antichi laghi


In base ad un nuovo studio, guidato dalla Open University e dalla Leicester University, i dati rilevati da Curiosity nella zona di Yellowknife Bay testimoniano un ambiente abitabile passato nel cratere Gale, con presenza di acqua e sali minerali simile a Watchet Bay nel Nord Devon sulla Terra.

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Marte: vene minerali come prova di antichi laghi Crediti: NASA

Secondo i ricercatori, l'evaporazione degli antichi laghi, che una volta riempivano il bacino, avrebbe portato alla formazione di depositi ricchi di silice e solfati. La loro dissoluzione successiva ad opera delle acque sotterranee avrebbe favorito la formazione di vene di solfato puro all'interno del fango indurito di Yellowknife Bay.

Il team ha confrontato le acque del Gale con i fluidi che hanno modellato i meteoriti marziani, Shergottiti, Nakhliti ed il famoso ALH 84001, così come le acque sotterranee e superficiali terrestri. Dall'esame è emerso che la soluzione acquosa presente durante l'alterazione dei sedimenti associati con la formazione di vene minerali all'interno del cratere, deve aver avuto un alto contenuto di sodio, potassio e silicio, basse concentrazioni di magnesio, ferro e alluminio ed un pH alcalino o quasi neutro.

"Il sapore di questo fluido marziano sotterraneo sarebbe piuttosto sgradevole, come ad esempio circa 20 volte il contenuto di solfato e sodio in una bottiglia d'acqua minerale", ha dichiarato il professore John Bridges del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Leicester. "Tuttavia, come spiega il Dr Schwenzer della Open University, ad alcuni microbi sulla Terra piacciono i fluidi ricchi di zolfo e di ferro perché possono usare questi elementi per ricavare energia. Pertanto, per quanto riguarda il concetto di abitabilità nel cratere Gale, il sapore dell'acqua è una notizie molto interessante".

Ashwin Vasavada, Project Scientist della missione Curiosity al Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, ha detto: "Questi risultati forniscono un'ulteriore prova della lunga e variegata storia dell'acqua nel cratere Gale. Una vasta generazione di fluidi, ciascuno con una chimica unica, deve essere tenuta in considerazione quando studiamo le rocce che troviamo oggi".

Fluids during diagenesis and sulfate vein formation in sediments at Gale crater, Mars [abstract]

We model the fluids involved in the alteration processes recorded in the Sheepbed Member mudstones of Yellowknife Bay (YKB), Gale crater, Mars, as revealed by the Mars Science Laboratory Curiosity rover investigations. We compare the Gale crater waters with fluids modeled for shergottites, nakhlites, and the ancient meteorite ALH 84001, as well as rocks analyzed by the Mars Exploration rovers, and with terrestrial ground and surface waters. The aqueous solution present during sediment alteration associated with phyllosilicate formation at Gale was high in Na, K, and Si; had low Mg, Fe, and Al concentrations—relative to terrestrial groundwaters such as the Deccan Traps and other modeled Mars fluids; and had near neutral to alkaline pH. Ca and S species were present in the 10−3 to 10−2 concentration range. A fluid local to Gale crater strata produced the alteration products observed by Curiosity and subsequent evaporation of this groundwater-type fluid formed impure sulfate- and silica-rich deposits—veins or horizons. In a second, separate stage of alteration, partial dissolution of this sulfate-rich layer in Yellowknife Bay, or beyond, led to the pure sulfate veins observed in YKB. This scenario is analogous to similar processes identified at a terrestrial site in Triassic sediments with gypsum veins of the Mercia Mudstone Group in Watchet Bay, UK.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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