Scritto: Giovedì, 28 Luglio 2016 10:58 Ultima modifica: Giovedì, 28 Luglio 2016 20:23

Giove: la Grande Macchia Rossa riscalda l'atmosfera


Secondo un team internazionale di astronomi, la Grande Macchia Rossa, cioè la tempesta che imperversa su Giove da almeno 300 anni, sarebbe responsabile dell'anomalo riscaldamento dell'atmosfera del pianeta. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

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Giove: la Grande Macchia Rossa riscalda l'atmosfera Crediti: Art by Karen Teramura, UH IfA with James O’Donoghue and Luke Moore

Sulla Terra la luce solare può scaldare l'atmosfera fino a quote superiori ai 400 chilometri, l'altitudine a cui orbita mediamente la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ma Giove è cinque volte più distante dal Sole e, nonostante tutto, la sua atmosfera ha temperature paragonabili a quelle terrestri.

La squadra, guidata dai ricercatori della Boston University, ha mappato le temperature del gigante gassoso.
Lo spettrometro SpeX dell'Infrared Telescope Facility (IRTF) sul Mauna Kea, alle Hawaii, ha mostrato che la temperatura ha valori molto elevati ad alcune latitudini e longitudini dell'emisfero meridionale, soprattutto in corrispondenza della Grande Macchia Rossa.

"Abbiamo notato quasi subito che le temperature più elevate in alta quota erano al di sopra della Grande Macchia Rossa, una strana coincidenza o un importante indizio?", ha commentato nel report James O’Donoghue, autore principale dello studio.
Secondo il team, proprio sopra all'uragano, due tipi di onde energetiche si scontrano e scaldano l'atmosfera superiore di Giove.
"Le temperature estremamente elevate osservate al di sopra della tempesta sembrano essere la prova schiacciante di un trasferimento di energia", ha detto O'Donoghue.

Questo stesso effetto è stato osservato sulle Ande sulla Terra e potrebbe verificarsi anche altrove nel Sistema Solare.
La sonda della NASA Juno, da poco arrivata nel sistema di Giove, avrà diverse opportunità per osservare la Grande Macchia Rossa durante i suoi 20 mesi di missione e chissà che non riesca a trovare altre prove dirette per svelare il mistero.

La Grande Macchia Rossa fu individuata già a metà del 1600 ma fu osservata in dettaglio per la prima volta grazie alla missione Voyager 1 nel 1979. Ha cambiato il suo aspetto nel corso dei secoli fino a raggiungere una grandezza tale da contenere circa tre diametri terrestri.

Heating of Jupiter’s upper atmosphere above the Great Red Spot [abstract]

The temperatures of giant-planet upper atmospheres at mid- to low latitudes are measured to be hundreds of degrees warmer than simulations based on solar heating alone can explain. Modelling studies that focus on additional sources of heating have been unable to resolve this major discrepancy. Equatorward transport of energy from the hot auroral regions was expected to heat the low latitudes, but models have demonstrated that auroral energy is trapped at high latitudes, a consequence of the strong Coriolis forces on rapidly rotating planets. Wave heating, driven from below, represents another potential source of upper-atmospheric heating, though initial calculations have proven inconclusive for Jupiter, largely owing to a lack of observational constraints on wave parameters. Here we report that the upper atmosphere above Jupiter’s Great Red Spot—the largest storm in the Solar System—is hundreds of degrees hotter than anywhere else on the planet. This hotspot, by process of elimination, must be heated from below, and this detection is therefore strong evidence for coupling between Jupiter’s lower and upper atmospheres, probably the result of upwardly propagating acoustic or gravity waves.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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