Scritto: Mercoledì, 20 Luglio 2016 15:49 Ultima modifica: Mercoledì, 20 Luglio 2016 16:55

Oltre 100 pianeti extrasolari confermati dalla missione Kepler K2


Il cacciatore della NASA Kepler ha fatto nuovamente incetta di pianeti extrasolari. Tra 197 candidati iniziali, ne sono stati confermati ben 104, grazie alle osservazioni di follow-up con i telescopi terrestri Gemini Nord, W. M. Keck, Automated Planet Finder e Large Binocular Telescope. Dei restanti, 63 sono ancora in sospeso mentre 30 si sono rivelati falsi positivi.

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Nell'immagine sono rappresentati l'’osservatorio di Maunakea, il telescopio spaziale Kepler e il cielo notturno con i quattro quadranti (in giallo) osservati da K2. Nell'immagine sono rappresentati l'’osservatorio di Maunakea, il telescopio spaziale Kepler e il cielo notturno con i quattro quadranti (in giallo) osservati da K2. Crediti: Karen Teramura/IFA , Miloslav Druckmüller, NASA

Sia durante la missione primaria che nella missione K2, Kepler rileva i pianeti il con metodo del transito, ossia osserva la diminuzione di segnale nella luminosità della stella quando l'ipotetico pianeta ci passa davanti.
Il telescopio ha lavorato per quattro anni monitorando oltre 150.000 stelle simultaneamente in una porzione fissa del cielo, nella costellazione del Cigno, registrando una misurazione ogni 30 minuti. Quando, però, nel 2013 si manifestarono dei problemi alla seconda delle quattro ruote di reazione, la NASA fu costretta a metterlo a riposo. Il team allora ideò e propose la missione K2 (Kepler-2), un piano creativo ed alternativo: eseguire osservazioni sul piano dell'ellittica, ruotando il telescopio in modo da mantenere sempre lo stesso orientamento dei pannelli solari rispetto al Sole per sfruttare la radiazione solare uniforme per mantenere la stabilità.

Nella missione K2, il telescopio spaziale può osservare molto più cielo:
"potremmo dire che [la missione] Kepler ha eseguito un controllo demografico, mentre la missione K2 si concentra sulle stelle luminose e vicine con diversi tipi di pianeti", ha spiegato nella press release Ian Crossfield, dell’università dell’Arizona, primo autore dello studio pubblicato sul supplemento della rivista Astrophysical Journal.

Nel recente bottino, è confermato anche un sistema planetario con quattro pianeti probabilmente rocciosi.
I nuovi mondi sono tra il 20 ed il 50 per cento più grandi della Terra ed orbitano attorno alla stella K2-72, una fredda nana rossa, situata a circa 227 anni luce di distanza dalla Terra nella costellazione dell'Acquario. E' meno della metà delle dimensioni del Sole e meno brillante ma due dei quattro mondi potrebbero sperimentare livelli di irraggiamento paragonabili a quelli terrestri. Anche se orbitano ad distanza molto ravvicinata rispetto alla loro stella madre, inferiore a quella che separa Mercurio dal Sole, la vita su questi pianeti non è da escludere proprio perché K2-72 è piccola e debole.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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