Scritto: Giovedì, 22 Novembre 2012 06:09 Ultima modifica: Mercoledì, 26 Dicembre 2012 12:18

Su Marte, le tempeste di polvere solvegliate speciali


La sonda Mars Reconnaissance Orbiter ha segnalato la scorsa settimana dei cambiamenti atmosferici prodotti da una tempesta di polvere marziana, rilevati anche dai rover di superficie Opportunity e Curiosity.

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Martian Dust Storm, Nov. 18, 2012

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

La sonda Mars Reconnaissance Orbiter ha segnalato la scorsa settimana dei cambiamenti atmosferici prodotti da una tempesta di polvere marziana, rilevati anche dai rover di superficie Opportunity e Curiosity.

Bruce Cantor del Malin Space Science Systems di San Diego si è accorto dell'evento utilizzando il Mars Color Image (MARCI) a bordo della sonda MRO ed ha tempestivamente avvertito i team che seguono le operazioni dei rover: la tempesta è iniziata il 10 novembre ed passata a meno di 1347 chilometri da Opportunity, incrementando l'opacità atmosferica.

Poco più lontano, la stazione meteo di Curiosity ha rilevato i cambiamenti atmosferici causati dalla tempesta: il Rover Environmental Monitoring Station (REMS) ha registrato una diminuzione di pressione e un leggero aumento delle temperature minime notturne.

"Questa è una tempesta regionale. Ha coperto una zona ampia con una nebbia di polveri e si è sviluppata in una parte del pianeta dove tempeste regionali nel passato sono cresciute in nebbie globali di polvere", ha detto Rich Zurek, scienziato del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. "Per la prima volta dalle missioni Viking del 1970, stiamo studiando una tempesta di polvere regionale, sia dall'orbita sia con una stazione meteo di superficie".

La posizione equatoriale di Curiosity e l'evoluta stazione metereologica REMS, insieme ai dati forniti dal Mars Reconnaissance Orbiter, garantiscono nuovi vantaggi rispetto a quanto potevano offrire le rilevazioni dei Viking.

Ogni anno marziano dura circa due anni terrestri.
Tempeste di polvere regionali hanno colpito Marte tra il 2001 e il 2007 ma non dal 2007 ad oggi.

"Quello che vogliamo capire è come mai alcune tempeste di sabbia marziane arrivano a queste dimensioni e poi smettono di crescere, mentre altre di queste dimensioni continuano a crescere e diventano globali", ha detto Zurek.

Da decenni di osservazioni del Pianeta Rosso, gli scienziati hanno imparato che queste grandi tempeste sono spesso legate agli andamenti stagionali: quella appena osservata, ad esempio, è iniziata poche settimane fa con l'arrivo della primavera nell'emisfero sud.

A partire dal 16 novembre, lo strumento Mars Climate Sounder della sonda Mars Reconnaissance Orbiter, ha rilevato un riscaldamento atmosferico circa 25 chilometri sopra la tempesta. Da allora le temperature atmosferiche della zona sono aumentate di circa 25° Celsius. Questo è dovuto alla maggiore capacità di assorbimento della luce solare da parte delle polveri marziane.

L'innalzamento termico si ripercuote anche verso le latitudini settentrionali polari, a causa di una diversa circolazione atmosferica.

Cambiamenti analoghi influenzano i dati rilevati da Curiosity anche se la polvere della tempesta è lontana.

Se la fitta e polverosa nebbia dovesse raggiungere i rover, il più penalizzato sarebbe Opportunity: la polvere si depositerebbe sui suoi pannelli solari, riducendo la produzione di energia mentre Curiosity, alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi, scatterebbe solo foto con una minore visibilità.

A questo link è possibile scaricare i report del MARCI:
http://www.msss.com/msss_images/subject/weather_reports.html

Mentre qui è disponibile il filmato (9,1 Mb).

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