Scritto: Domenica, 15 Maggio 2016 11:33 Ultima modifica: Domenica, 15 Maggio 2016 17:24

L'innominato del sistema solare


 Analizzando le osservazioni di Kepler e Herschel, l'oggetto (225088) 2007 OR10 nella fascia di Kuiper sale dal sesto al terzo posto nella classifica dei pianeti nani più grandi nel sistema solare.

Rate this item
(0 votes)
I cinque più grandi pianeti nani conosciuti secondo le nuove osservazioni. I cinque più grandi pianeti nani conosciuti secondo le nuove osservazioni. Credits: Konkoly Observatory/András Pál, Hungarian Astronomical Association/Iván Éder, NASA/JHUAPL/SwRI - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 Scoperto nel luglio 2007 da M. E. Schwamb, M. E. Brown e D.L.Rabinowitz nel corso di una campagna osservativa su Sedna, questo corpo non ha ancora ricevuto una denominazione definitiva da parte dell'Unione Astronomica Internazionale e per ora ha il soprannome "Snow White" (BiancaNeve); tuttavia, come vedremo, sulla base delle ultime osservazioni questo nome è poco azzeccato. Si tratta del secondo oggetto trans-nettutniano più lontano dal Sole, oltre il doppio della distanza di Plutone.

 La dimensione di un pianetino viene in genere dedotta dalla sua magnitudine apparente: conoscendone la distanza, si ricava la magnitudine assoluta e quindi il diametro assumendo un valore tipico di albedo o riflettività. Dato che 2007 OR10 ha una magnitudine assoluta di 1,9 (compresa tra quella di Sedna e quella di Orcus), si riteneva che avesse un diametro di quasi 1300 km e riflettività intorno al 20%, dunque piuttosto elevata (da qui il soprannome).

 Ora, un gruppo internazionale di astronomi ha esaminato i dati ottenuti anni fa dai telescopi spaziali Kepler e Herschel, scoprendo che si tratta di un oggetto decisamente scuro, con una riflettività intorno al 9%; a questo punto, il diametro risulta quasi 250 km più grande, oltre 1500 km. Alla luce di questa scoperta, 2007 OR10 sarebbe il più grande oggetto del sistema solare privo di un nome ufficiale, battendo anche Haumea che, pur avendo un diametro massimo di oltre 1900 km, possiede una forma particolarmente allungata e quindi un volume interno minore di quello di OR10.

 Lo studio ha anche mostrato che questo corpo è uno dei più lenti a ruotare su se stesso nel sistema solare: il periodo di rotazione, desunto dalla curva di luce, è vicino a 45 ore (anche se c'è la possibilità che sia la metà di questo valore). I risultati sono riportati in questo articolo pubblicato su "The Astronomical Journal" e di cui riportiamo l'abstract:

Abstract

We present the first comprehensive thermal and rotational analysis of the second most distant trans-Neptunian object (TNOs) (225088) 2007 OR10. We combined optical light curves provided by the Kepler Space Telescope–K2 extended mission and thermal infrared data provided by the Herschel Space Observatory. We found that (225088) 2007 OR10 is likely to be larger and darker than derived by earlier studies: we obtained a diameter of $d={1535}_{-225}^{+75}\;{\rm{km}}$ which places (225088) 2007 OR10 in the biggest top three TNOs. The corresponding visual geometric albedo is ${p}_{V}={0.089}_{-0.009}^{+0.031}$. The light-curve analysis revealed a slow rotation rate of Prot = 44.81 ± 0.37 hr, superseded by very few objects. The most likely light-curve solution is double-peaked with a slight asymmetry; however, we cannot safely rule out the possibility of having a rotation period of Prot = 22.40 ± 0.18 hr, which corresponds to a single-peaked solution. Due to the size and slow rotation, the shape of the object should be a MacLaurin ellipsoid, so the light variation should be caused by surface inhomogeneities. Its newly derived larger diameter also implies larger surface gravity and a more likely retention of volatiles—CH4, CO, and N2—on the surface.

ezgif 1407123380

L'osservazione di Kepler su 2007 OR10 mentre si muove in un campo stellare - Credits: Konkoly Observatory/László Molnár and András Pál

 I dati che hanno reso possibili queste scoperte sono stati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA nell’ambito della sua missione K2 e dall’osservatorio spaziale europeo Herschel prima che venisse disattivato nel 2013. In particolare, il telescopio americano ha permesso di stimare meglio la luminosità e la rotazione mentre le misure infrarosse di Herschel hanno consentito di capire quanta energia venisse riemessa nell'infrarosso e, quindi, quale fosse la temperatura e la riflettività reale dell'oggetto.

 “K2 [Kepler] ha fornito un altro contributo importante nel rivalutare le dimensioni di 2007 OR10,” spiega Geert Barentsen della NASA, “ma ciò che è davvero impressionante è la quantità di informazioni sulle proprietà fisiche di questo oggetto che possiamo ricavare unendo i dati di Kepler a quelli di Herschel”.

 La maggiore gravità insieme al colore scuro fanno pensare a una probabile ritenzione di sostanza volatili sulla superficie del pianeta nano (ad esempio metano, monossido di carbonio e azoto, già osservati sulla superficie di Plutone).

 2007 OR10 appartiene quindi al cosddetto disco diffuso poichè possiede un'orbita piuttosto inclinata (oltre 30°) e allungata, simile a quella di Eris come si vede qui sotto; questo lo fa oscillare tra 33 e 101 unità astronomiche dal Sole, con un periodo di ben cinque secoli e mezzo.

2007OR10 orbit

Di kheider - Screenshot generated with Gravity Simulator written by Tony Dunn., GPL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5846825

 

 

Fonte: http://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=6509

Altre informazioni su questo articolo

Read 2560 times Ultima modifica Domenica, 15 Maggio 2016 17:24
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

AcquistaLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora

 

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

  • NEO News

    Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 

Log: Missioni e Detriti

  • Rilevazione di Onde Gravitazionali
    Rilevazione di Onde Gravitazionali

    Stato della rivelazione di probabili Onde Gravitazionali da parte di Virgo e Ligo (aggiornato al 25 gennaio)

  • ISS height
    ISS height

    Andamento dell'orbita della Stazione Spaziale Internazionale.

    Aggiornamento del 23 gennaio [Last update: jan,23]

  • Hayabusa 2 operations
    Hayabusa 2 operations

    Le manovre della sonda giapponese intorno a Ryugu (aggiornato il 9/12/19).

  • HST orbit
    HST orbit

    Hubble Space Telescope orbit monitor.

    Aggiornamento del 23 gennaio [Last update: 23/01].

  • Insight statistics
    Insight statistics

    Meteorologia e numero di immagini trasmesse dal lander geologo [aggiornato al 24/1/20 - Sol 411

  • OSIRIS REx operations
    OSIRIS REx operations

    Le manovre della sonda americana intorno a Bennu (aggiornato il 12/1/20). 

  • Curiosity odometry
    Curiosity odometry

    Statistiche sulla distanza percorsa, posizione, velocità e altezza del rover Curiosity.

    Aggiornato il 25 Gennaio [updated on Jan,25]

HOT NEWS