Scritto: Mercoledì, 20 Aprile 2016 11:06 Ultima modifica: Giovedì, 21 Aprile 2016 08:37

Pianeti solitari o nane brune? Questi oggetti potrebbero essere più numerosi delle stelle della Via Lattea


La nostra galassia potrebbe brulicare di "pianeti canaglia", ossia di mondi solitari senza stella ospite e compagni. Ma da dove provengono? Sono oggetti espulsi dai sistemi planetari o hanno un'origine stellare come le nane brune? Ora, un nuovo studio, basato sui dati del Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) del 2010 e quelli del Two Micron All Sky Survey (2MASS) di dieci anni prima, fornisce nuovi indizi su questo mistero cosmico.

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Posizione della famiglia TW Hydra, situata a 184 anni luce dal Sistema solare nella costellazione dell'Idra. Posizione della famiglia TW Hydra, situata a 184 anni luce dal Sistema solare nella costellazione dell'Idra. Crediti: NASA/JPL-Caltech

L'oggetto rivelatore potrebbe essere una massa planetaria fluttuante, stimata tra le 5 e le 10 volte la massa di Giove, denominata WISEA J114724.10−204021.3 o più brevemente WISEA 1147 ed appartenente ad una famiglia di giovani stelle, chiamata "associazione TW Hydrae".

WISEA 1147 condividerebbe quindi con TW Hydrae, una stella situata a 184 anni luce dal Sistema Solare nella costellazione dell'Idra, il moto proprio e l'età di 10 milioni di anni. Proprio quest'ultima sarebbe un elemento chiave, dato che i pianeti richiedono almeno 10 milioni di anni solo per formasi e sicuramente un ulteriore periodo per essere eventualmente cacciati dal proprio sistema. Per questo motivo WISEA 1147 è probabilmente una nana bruna piuttosto che un mondo alieno, la più giovane e quella di massa più bassa trovata finora.
"Con un monitoraggio continuo, sarà possibile tracciare la storia di WISEA 1147", ha detto nel report Adam Schneider dell'Università di Toledo (Ohio), autore del nuovo studio accettato per la pubblicazione dalla rivista The Astrophysical Journal.

A questo punto, molti dei miliardi di mondi fluttuanti potrebbero essere nane brune e solo alcuni, veri pianeti canaglia.
"Saremo in grado di comprendere meglio anche gli esopianeti, studiando le giovani nane brune di piccola massa", ha concluso Schneider.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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