Scritto: Martedì, 29 Marzo 2016 16:47 Ultima modifica: Mercoledì, 30 Marzo 2016 07:59

Trovato un altro KBO: una nuova prova dell'esistestenza del Nono Pianeta?


La scoperta di un altro oggetto nella Fascia di Kuiper riaccende gli animi dei cercatori del Nono Pianeta.
Secondo Mike Brown, l'astronomo planetario del California Institute of Technology (Caltech) che a gennaio aveva previsto l'esistenza di un mondo dieci volte più massiccio della Terra, probabilmente gassoso, oltre l'orbita di Nettuno, il "nuovo KBO [Kuiper Belt Object] è esattamente dove il Nono Pianeta prevede che sia".

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Mike Brown ‏@plutokiller 24 mar
Hey Planet Nine fans, a new eccentric KBO was discovered. And it is exactly where Planet Nine says it should be.

Dopo un anno e mezzo di simulazioni, Brown ed il collega Konstantin Batygin, assistente in scienze planetarie, si sono convinti che deve esserci un importante pezzo del Sistema Solare là fuori, ancora sconosciuto.
Il Nono Pianeta avrebbe un'orbita molto eccentrica di 10.000-20.000 anni attorno al Sole. Secondo gli scienziati questo spiegherebbe alcune curiose caratteristiche osservate negli oggetti della remota Fascia di Kuiper, la regione che si estende dall'orbita di Nettuno cioè dalla distanza di 30 UA (Unità Astronomiche) fino a 50 UA dal Sole.

In particolare, sono le orbite di 6 corpi transnettuniani (TNO Trans Neptunian Object), sui 13 noti, a destare sospetti: queste sembrano puntare nella stessa direzione dello spazio fisico, con un'inclinazione quasi identica rispetto al piano geometrico su cui si muove il Sistema Solare.

In questo schema sono rappresentate le orbite dei sei oggetti noti più distanti del Sistema Solare e quella del Nono Pianeta.

In questo schema sono rappresentate le orbite dei sei oggetti noti più distanti del Sistema Solare e quella del Nono Pianeta.
Credit: Caltech/R. Hurt (IPAC)

Ora, mentre ricerche parallele cercano di definire la posizione dell'ipotetico mondo, secondo Brown, il nuovo KBO, denominato uo3L91, appena scoperto grazie al Canada France Hawaii Telescope nell'ambito del programma Outer Solar System Origins Survey (OSSOS), sarebbe un importante pezzo del puzzle in grado di "ridurre la possibilità di un errore di matematico a circa lo 0,001 per cento".

uo3L91 sembra condividere il comportamento orbitale degli altri sei oggetti, suggerendo che deve essere stato spinto da un grande pianeta a circa 149 miliardi chilometri dal Sole (75 volte più lontano di Plutone), o anche di più.

Tuttavia, anche se le dichiarazioni di Brown sembrano ottime congetture, lo studio non è ancora stato sottoposto a peer-review ed i dettagli del nuovo oggetto ancora non sono stati rilasciati. Un'indagine completa dovrà cercare le conferme necessarie studiando un numero maggiore di KBO per verificare se i dati sono davvero coerenti con la presenza di un pianeta lontano o se può esserci qualche altra spiegazione.

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Letto: 2910 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 30 Marzo 2016 07:59
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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