Scritto: Sabato, 16 Gennaio 2016 19:17 Ultima modifica: Mercoledì, 27 Gennaio 2016 07:06

Bilanci e novità per la ricerca di asteroidi pericolosi


Mentre la Terra viene sfiorata in pochi giorni da una flotta di piccoli asteroidi, la NASA affina le armi per combattere la possibile minaccia; vediamo come è andata la ricerca di questi oggetti nell'anno appena concluso.

Rate this item
(0 votes)
L'osservatrio robotizzato Pan-STARRS-1 alle Hawaii ha scoperto la maggior parte dei NEO nel 2015 L'osservatrio robotizzato Pan-STARRS-1 alle Hawaii ha scoperto la maggior parte dei NEO nel 2015 credit: University of Hawaii Institute for Astronomy / Rob Ratkowski

 Negli ultimi giorni la Terra è stata bersaglio di un vero e proprio tiro incrociato: ben 3 piccoli oggetti (tutti sotto i 10 metri di diametro, dunque inncoui) ci hanno sfiorati nel giro di 97 ore, passando ben più vicino della distanza Terra-Luna. Ecco la sequenza degli eventi:

  • Il giorno 10 alle 14:15, l'oggetto 2016 AQ164 (magnitudine assoluta 29,88) è passato a 104400 ± 800 km dal centro della Terra (il 27% della distanza Terra-luna);
  • Il 12/1 alle 12:24 è toccato a 2016 AH164 (M=29,60) a soli 26680 ± 350 km (ovvero 20300 km di altezza);
  • il 14/1 alle 14:55, infine, 2016 AN164 (M=30,51) a 37043 ± 52 km (circa 30670 km di altezza).

 Come si vede, gli ultimi due corpi sono passati all'interno dell'orbita geostazionaria, dove risiedono gran parte dei satelliti meteo e di telecomunicazioni. Curiosamente, i tre oggetti hanno nomi e dimensioni molto simili e sono passati a intervalli di tempo piuttosto regolari, spaziati di circa 48 ore uno dall'altro! Inoltre, il primo e l'ultimo hanno orbite piuttosto simili (a parte la longitudine del perielio), segno che potrebbe trattarsi di corpi appartenenti ad una stessa “famiglia” e generati da uno stesso “progenitore”...

 Questa insolita sequenza inaugura il nuovo anno, dopo un 2015 che è stato un anno record per la ricerca di oggetti potenzialmente pericolosi. Come riportato nella pagina sulle "discovery statistics" del JPL, infatti, sono stati scoperti 1530 "Near Earth Asteroids" e 127 "Potentially Hazardous Asteroids" mentre, nel 2014, ci si era fermati a 1477 NEA e 93 PHA [per una definizione di queste due categorie, si rimanda il lettore all'articolo di approfondimento scritto 1 anno fa]. L'andamento nel tempo delle scoperte di NEA è riportato nei due grafici qui sotto e si intuisce che, all'inizio del nuovo millennio, erano necessari 4 anni per accumulare un simile numero di scoperte.

NEA storico

Numero cumulativo di oggetti NEA scoperti negli ultimi 45 anni; in rosso quelli di dimensioni superiori a 1 km - Credits: NASA/JPL/A.B. Chamberlin

NEA PHA 6yrs

Dettaglio del numero totale di NEA e PHA negli ultimi 6 anni (dati aggiornati mensilmente) - Dati originali: NASA/JPL - Elaborazione: M. Di Lorenzo (DILO)

 Come dimostra il seguente diagramma, la metà di questi oggetti è stata scoperta con il telescopio robotizzato "Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System" (Pan-STARRS) 1, ritratto nell'immagine di apertura.

NEA pie

Diagramma a torta che mostra come sono ripartiti i NEA scoperti nel 2015 in basa all'osservatorio che li ha scoperti
Dati originali: NASA/JPL - Elaborazione: M. Di Lorenzo (DILO)

 Va detto che la stragrande maggioranza delle nuove scoperte riguarda corpi di dimensioni medio/piccole, mentre quelli sopra 1 km sono solo 14 (dunque l'1% del totale); questo è dovuto all'effetto di "saturazione" perchè ormai sono stati scoperti quasi tutti gli oggetti grandi (la percentuale, basata sull'andamento interpolato mostrato qui sotto, dovrebbe essere vicina al 93% per i NEO e 97% per i PHA).

NEA km

Andamento del numero di NEO e PHA al di sopra di 1 km; le curve continue rappresentano una interpolazione dei dati tramite "asintoto esponenziale" - Dati originali: NASA/JPL - Elaborazione: M. Di Lorenzo (DILO)

 Intanto la NASA ha riorganizzato il suo programma di ricerca, battezzandolo "Planetary Defense Coordination Office" (PDCO). L'ufficio, all'interno Planetary Science Division della NASA, sarà responsabile della supervisione di tutti i progetti finanziati dalla NASA per trovare e caratterizzare asteroidi e comete che passano vicino l'orbita della Terra e dovrà anche assumere un ruolo guida nel coordinamento tra le agenzie governative in ​​risposta ad eventuali minacce di impatto. "il rilevamento/tracciamento degli asteroidi e la difesa del nostro pianeta sono questioni che la NASA, i suoi partner e la comunità globale prendono molto sul serio", ha dichiarato John Grunsfeld, amministratore associato della "Science Mission Directorate" della NASA a Washington. "Anche se non ci sono minacce di impatto note in questo momento, il super-bolide di Chelyabinsk nel 2013 e il recente incontro ravvicinato con l'asteroide 'Halloween' ci ricordano che dobbiamo rimanere vigili e tenere gli occhi al cielo".

 La NASA è impegnata nella pianificazione a livello mondiale per la difesa planetaria da tempo e questo ufficio migliorerà e approfondirà questi sforzi, in collaborazione con l'Agenzia Federale Emergency Management (FEMA) e altre agenzie federali. Oltre a individuare e seguire gli oggetti potenzialmente pericolosi, l'ufficio emetterà avvisi di passaggi ravvicinati e le avvertenze di eventuali potenziali impatti, individuati sulla base di dati scientifici credibili. "La costituzione formale dell' ufficio di Coordinamento per la difesa planetaria rende evidente che l'agenzia si è impegnata a svolgere un ruolo di leadership negli sforzi nazionali ed internazionali per la rilevazione di questi pericoli di impatto naturali", ha detto Lindley Johnson, capo del progetto. Gli astronomi rilevano gli oggetti vicini alla Terra utilizzando telescopi a terra in tutto il mondo così come il telescopio spaziale NEOWISE a infrarossi della NASA. I dati di monitoraggio sono forniti per un database globale gestito dal Minor Planet Center, sancito dall'Unione Astronomica Internazionale. Una volta rilevati, le orbite sono caolcolate e monitorate dal Centro per gli Studi NEO (CNEOS) al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. A cratterizzare i NEO hanno contribuito anche l' InfraRed Telescope Facility della NASA, lo  Spitzer Space Telescope e i radar interplanetari gestiti dalla NASA e dalla National Science Foundation. Tali sforzi sono coordinati e finanziati da lunga data dal programma di osservazioni NEO della NASA.

 "Con oltre il 90 per cento dei NEO più grandi di 1 chilometro già scoperti, la NASA è ora focalizzata sulla ricerca di oggetti sopra i 140 metri (magnitudine 22). Nel 2005, la NASA si è imposta di trovare il 90 per cento di questi PHA entro la fine del 2020 e finora ne hanno rilevati il 25 per cento di queste medie dimensioni. Gli obiettivi di difesa planetaria a lungo termine della NASA comprendono tecnologie per deviare gli oggetti in rotta di collisione con la Terra. Il concetto di "Asteroid Redirect Mission" della NASA dovrà dimostrare l'efficacia del metodo del "trattore gravità", utilizzando la sua gravità per deviare leggermente un asteroide dalla sua traiettoria originale. NASA ed ESA stanno lavorando al concetto di "Asteroid Impact and Deviation Assessment" (AIDA), una missione congiunta che, se realizzata, dimostrerà un metodo deviazione tramite impatto.

 Il concetto di un ufficio centrale per coordinare il rilevamento di asteroidi e mitigazione del rischio è stato preso in considerazione dal 2010, quando una "Task Force" sulla difesa planetaria ha raccomandato alla NASA di "organizzare un'azione efficace di difesa planetaria e preparsi a rispondere alle minacce di impatto". Inoltre, nel 2014, il presidente Obama ha annunciato un nuovo obiettivo per la NASA, una missione umana verso un asteroide; nello stesso anno, il finanziamento del programma NEO è raddoppiato a $40 milioni, dando un impulso del 40% al ritmo di scoperta di NEO.

 

Riferimenti:
http://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=4816
http://www.nasa.gov/planetarydefense

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 2972 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 27 Gennaio 2016 07:06
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi...

StatisticaMENTE

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 14/1/21 - Sol 758] - Mete...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 12 Gennaio [Last ...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 10 gennaio [updated on Jan,10]...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 9 gennaio [Last update...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

(aggiornato il 10/11/20). Le manovre della so...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista