Scritto: Martedì, 03 Novembre 2015 05:22 Ultima modifica: Venerdì, 06 Novembre 2015 07:06

Il satellite astronomico indiano Astrosat ha aperto gli occhi


Il telescopio Soft X-ray (SXT) a bordo del satellite astronomico indiano Astrosat ha osservato la sua prima luce il 26 ottobre 2015.

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Blazar PKS 2155-304, la prima sorgente luminosa osservata da ASTROSAT Blazar PKS 2155-304, la prima sorgente luminosa osservata da ASTROSAT Credit: TIFR

La sorgente astronomica ripresa è il blazar PKS 2155-304, una sorgente altamente energetica e molto compatta associata a un buco nero supermassiccio in una galassia ad 1,5 miliardi di anni luce di distanza.

Lanciato con successo il 28 settembre, Astrosat è un osservatorio astronomico multispettrale in grado di studiare l'Universo in una vasta gamma di lunghezze d'onda, dai raggi X, all'ultravioletto, al visibile.
La copertura dell'ottica del SXT era stata rimossa 10 giorni fa, mentre la fotocamera è stata resa operativa alle 6:30 UT del 26 ottobre ed è ora in fase di calibrazione.

Ecco l'annuncio dell'Agenzia Spaziale Indiana ISRO:

Astrosat Soft X-ray Telescope (SXT) views the blazar PKS2155-304

The Soft X-ray Telescope (SXT) camera door was opened on 26 October, 2015. The first object viewed was a blazar PKS2155-304. Blazars are a particular type of quasars which are also high energy gamma ray sources.

The observations from the telescope are fine and SXT instrument calibrations are underway.

SXT è il primo telescopio di questo tipo costruito dall'India.
E' nato per osservare i raggi X a bassa energia, con ottiche a incidenza radente e 320 specchi d'oro assemblati per una superficie efficace totale di 120 cm2, per studiare l'evoluzione dello spettro X di lontane sorgenti, nell'intervallo energetico 0.3-8 keV.

Astrosat - SXT

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Read 1681 times Ultima modifica Venerdì, 06 Novembre 2015 07:06
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Elisabetta Bonora Venerdì, 06 Novembre 2015 07:13 posted by Elisabetta Bonora

    Sicuramente! ;) Grazie per la segnalazione.

  • Comment Link Claudio Costerni Giovedì, 05 Novembre 2015 22:20 posted by Claudio Costerni

    Oibò!
    Sarebbe molto preoccupante se fosse così vicino questo blazar.
    Probabilmente sta ad 1,5 miliardi di anni luce da noi, non un anno e mezzo.
    Giusto?

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