Scritto: Sabato, 10 Ottobre 2015 17:04 Ultima modifica: Lunedì, 12 Ottobre 2015 10:07

Pronta la colonna vertebrale del James Webb Space Telescope


Consegnata la struttura portante che sosterrà gli specchi e la strumentazione del successore di Hubble

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Vista della reale struttura del "mirror backplane" del JWST che sostiene i 18 segmenti dello specchio primario e, ripiegata davanti ad essa, la struttura che sostiene lo specchio secondario. Immagine scattata all'interno del NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, Md. Vista della reale struttura del "mirror backplane" del JWST che sostiene i 18 segmenti dello specchio primario e, ripiegata davanti ad essa, la struttura che sostiene lo specchio secondario. Immagine scattata all'interno del NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt, Md. Credit: Ken Kremer/kenkremer.com

Nota: questo articolo è in gran parte una traduzione del reportage scritto da K.Kremer per UniverseToday

 La costruzione del telescopio spaziale James Webb Space Telescope (JWST) ha compiuto un grande balzo in avanti con la consegna della struttura effettivamente destinata al volo e che fungerà da elemento critico di supporto (o "spina dorsale") dello specchio multiplo dell'osservatorio [l'anno scorso, avevamo raccontato della consegna della versione "di riserva" di questa struttura, destinata a una serie di test]. "Siamo a buon punto con il JWST", ha detto il dottor John Mather, scienziato NASA vincitore di un premio Nobel, in un'intervista esclusiva con Universe Today durante una visita al NASA Goddard Space Flight Center. "JWST ha la capacità di guardare indietro nel tempo, verso i primi oggetti che si formarono dopo il Big Bang" ha spiegato Mather. Com'è possibile? "James Webb ha uno specchio molto più grande di Hubble. Così la sua risoluzione è molto migliore" ha detto l'astronauta e capo-scienzato della NASA John Grunsfeld, nel corso di un'intervista esclusiva [in realtà, il vero vantaggio di JWST rispetto a HST sarà nella maggiore superficie di raccolta della luce; la risoluzione sarà invece paragonabile a quella di Hubble poichè Webb lavorerà a lunghezze d'onda mediamente maggiori, nell'infrarosso medio]. Grunsfeld ha volato su un trio di spedizioni "Hubble Servicing Mission" a bordo dello Space Shuttle, compresa quella finale (la missione STS-125 nel 2009). "JWST può guardare indietro nel tempo, e una distanza maggiore di HST, in modo da poter vedere le prime stelle e galassie formatesi nell'Universo". Queste scoperte sono possibili solo con Webb, che diventerà il telescopio più potente mai inviato nello spazio quando sarà lanciato nel 2018.

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Una delle due "ali" laterali della intelaiatura, ciascuna destinata a supportare tre dei 18 specchi esagonali in berillio; dopo il lancio, le ali ruotano per formare una superficie riflettente unica. - Credit: Ken Kremer/kenkremer.com

 La massiccia struttura di JWST comprende il “backplane assembly”, che mantiene in posizione gli specchi primaro e secondario, come pure l'apparato scientifico ISIM con i quattro strumenti "allo stato dell'arte" nel piano focale del telescpio. "Il backplane appare davvero imponente", ha detto Grunsfeld. Numerosi centri di ricerca NASA [e anche dell'ESA] e numerose aziende aerospaziali sono coinvolte nella costruzione l'osservatorio e della sua struttura portante. "La struttura backplane è stata consegnata a fine agosto da Northrop Grumman Aerospace Systems", ha detto Sandra Irish, capo ingegnere strutturale durante un'intervista con Universe Today presso la "clean room" del Goddard. "Questo è l'hardware che volerà effettivamente".

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La struttura del backplane sistemata verticalmente all'interno del Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Maryland. - Credits: NASA/SVS/Mike McClare

 Lo scopo del gruppo di backplane di JWST è quello di sostenere i 18 segmenti esagonali dello specchio primario, avente un diametro di 6,5 metri. La struttura comprende anche la "torre" estensibile, con tre lunghi supporti che si dispiegheranno davanti al telescopio primario per sostenere lo specchio secondario. La struttura completa misura quasi 8 metri dalla base alla punta del bracci della torre.

 Gli specchi primario e secondario sono già arrivati ​​a Goddard; una volta lanciati e raggiunta la destinazione finale (il punto di librazione L2 nella penombra terrestre, a 1.5 milioni di km di distanza) dovranno dispiegarsi e rimanere precisamente allineati e immobili, in modo che JWST possa svolgere efficacemente le indagini scientifiche. Durante il funzionamento a temperature estremamente fredde (sotto i 50 Kelvin) il backplane non deve muoversi più di 38 nanometri, circa 1 / 1.000 del diametro di un capello umano. A questo scopo, ciascuno dei segmenti che compongono lo specchio primario è dotato di attuatori per regolazioni fine. "Un bel vantaggio di Webb che lo differenzia da Hubble è il fatto che abbiamo la capacità di aggiustare l'orientamento di ogni singolo elemento dello specchio; perciò, se siamo fuori dai valori pre-calcolati a causa di un disallineamento dovuto al lancio o al dispiegamento a gravità zero, possiamo fare alcune regolazioni di precisione in orbita" ha sottolineato Irish. "Siamo in grado di regolare tutti gli specchi in un intervallo di 50 nanometri; questo è importante perché non possiamo inviare astronauti per riparare il nostro telescopio. Sarà semplicemente impossibile. Abbiamo una sola possibilità per riuscirci!"

 jwst front view

 

 

Riferimenti:
http://www.universetoday.com/122500/nasa-webb-telescope-construction-leaps-forward-with-delivery-of-mirror-holding-backbone-flight-structurehttp://jwst.nasa.gov/index.html
http://aliveuniverse.today/rubriche/immagine-del-giorno/1664-uno-specchio-dorato
flash-news/spazio-astronomia/886-il-james-webb-space-telescope-prende-forma
http://aliveuniverse.today/flash-news/spazio-astronomia/886-il-james-webb-space-telescope-prende-forma
http://www.nasa.gov/feature/goddard/nasas-james-webb-space-telescope-structure-stands-tall

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Letto: 5663 volta/e Ultima modifica Lunedì, 12 Ottobre 2015 10:07

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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