Scritto: Martedì, 01 Settembre 2015 14:45 Ultima modifica: Sabato, 12 Settembre 2015 14:39

La verità sull'asteroide 2015 PU228


Negli ultimi giorni si è sparsa la voce (o meglio la "fobia") per un nuovo asteroide che potrebbe caderci addosso nientemeno che nel 2081. Stavolta la notizia è vera, ma vediamo perchè non è proprio il caso di allarmarsi! (aggiornato al 5 Settembre)

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schermata relativa al rischio di impatto di 2015 PU228 fornta da NASA/JPL al 1/9/2015 schermata relativa al rischio di impatto di 2015 PU228 fornta da NASA/JPL al 1/9/2015 http://neo.jpl.nasa.gov/risk

Nota: in fondo all'articolo ci sono gli ultimi aggiornamenti (l'ultimo datato 11 Settembre).

 Intanto, la data avrà fatto sorridere molti: nel 2081 saremo probabilmente già deceduti, a parte qualche giovanissimo lettore... certo, dirà qualcuno, è bene pensare anche per le future generazioni! Vediamo allora perchè non c'è comunque un reale motivo di preoccuparsi, almeno per il momento...

 L'oggetto in questione ha ricevuto la denominazione provvisoria (orribile) di 2015 PU228 ed è stato scoperto lo scorso 13 Agosto dallo Space Surveillance Telescope, due settimane dopo essere passato alla minima distanza di 24 milioni di km dalla Terra.

 Se si consulta la tabella on-line sui potenziali impatti NEO gestita dalla NASA/JPL, notiamo che in effetti questo è l'unico oggetto evidenziato in verde perchè classificato come "livello 1" nella "Scala di Torino". Cosa significa? La scala di Torino è stata realizzata 16 anni fa per comunicare al grande pubblico il grado di pericolosità di un impattatore. La scala va da zero (nessun pericolo concreto) a 10 (catastrofe globale certa) e combina le informazioni sulla energia liberata nell'impatto (E) e sulla probabilità che quell'impatto avvenga davvero (P), come riportato nello schema seguente:

648px Torino scale.svg

Grafico E-P con le zone designate secondo la "scala di Torino" - Credits: Wikipedia (Image:Torino scale big.png created by en:User:Looxix).

 Diciamo subito che, attualmente, 2015 PU228 è classificato come livello 1 nella scala di Torino; questo implica una pericolosità estremamente bassa ma non trascurabile; per essere più precisi, la definizione ufficiale è quella di "scoperta abituale, nella quale è previsto un passaggio nelle vicinanze della Terra che non crea alcun livello insolito di pericolo. I calcoli attuali indicano che la probabilità di collisione è estremamente bassa e non vi è motivo di preoccupazione o attenzione del pubblico". In effetti, come mostrato nella schermata in apertura di articolo, l'oggetto non è abbastanza grande per creare effetti su scala globale. In base alla sua luminosità, ha un diametro stimato di circa 310 metri e questo significa che, ragionevolmente, la sua massa è dell'ordine di 40 milioni di tonnellate; dato che la velocità prevista di impatto è 27.9 km/s, l'energia liberata dovrebbe essere circa 3800 Megatoni*. Questa è sicuramente una energia notevole, dato che è circa 70 volte quella della più potente bomba all'idrogeno mai realizzata, ma è in grado di fare solo danni a livello locale, sebbene su una zona molto ampia (svariate decine di migliaia di km2); cadendo sulla terraferma, scaverebbe un cratere di 7 km di diametro (quasi 6 volte più grande del celebre Meteor Crater in Arizona) e profondo oltre 500 metri.

 Ma il motivo principale di una pericolosità così ridotta è che la probabilità di caduta è estremamente bassa: solo 72 parti per milione o, se si preferisce, una possibilità su 14000! *
Il reale motivo di questa bassa probabilità risiede nella nostra ignoranza sulla conoscenza dell'orbita: anche una piccola incertezza, infatti, si traduce in una grande indeterminazione nel calcolo della posizione a distanza di molti anni (66 in questo caso). In effetti, mentre orbita attorno al Sole l'asteroide risente dell'influenza di tutti gli altri corpi del sistema solare, soprattutto quando si avvicina molto ad uno di essi, e il moto di un sistema a n-corpi soggetti alla gravità è non lineare: anche piccole oscillazioni nelle condizioni iniziali vengono fortemente amplificate dopo un tempo sufficientemente lungo. Questo è proprio il caso di 2015 PU228 che, dopo essere passato vicino alla terra un mese fa, grazie alla sua orbita molto allungata è destinato ad avvicinarsi significativamente a Giove in due diverse occasioni, nel 2023 e nel 2059; questi incontri modificheranno significativamente la sua orbita e c'è la possibilità che, se certi parametri rientrano in particolari intervalli (fessure soprannominate "keyholes", molto più strette dell'intervallo di incertezza con cui conosciamo quei parametri), l'asteroide potrebbe davvero incrociare la Terra il 9 Gennaio 2081. Un ulteriore elemento di incertezza, poi, è dato dagli effetti non-gravitazionali e in particolare l'effetto Yarkovsky, legato alla pressione della radiazione infrarossa emessa dalla superficie dell'asteroide mentre, riscaldato dalla luce solare, ruota su se stesso.

 Tutte queste incertezze possono essere progressivamente ridotte solo attraverso ulteriori osservazioni della posizione dell'asteroide, su intervalli di tempo più ampi possibile. Finora, tutte le volte che le osservazioni si sono accumulate e la conoscenza dell'orbita (e dei suddetti effetti) si affinava, le probabilità di impatto di oggetti potenzialmente pericolosi si sono progressivamente ridotte fino a diventare trascurabili. Questo, ad esempio, è successo anche per il celebre Apophis che, poco dopo essere stato scoperto nel 2004, raggiunse il livello 4 nella scala di Torino con una probabilità del 2.7% di venirci addosso nel 2029, probabilità che nel giro di pochi giorni è scesa a zero grazie anche a osservazioni radar molto precise.

 A voler essere onesti, per ora l'aggiunta di nuove osservazioni ha fatto salire le probabilità di impatto per 2015 PU228: se 10 giorni dopo la scoperta, la probabilità di impatto era di 1:84000, il 28 Agosto era salita a 1:33000 e, adesso, è ulteriormente salita a 1:14000, sulla base di ben 119 osservazioni fatte su un arco temporale di quasi 37 giorni.

 E' molto probabile che, prima che l'asteroide venga perso di vista a causa della distanza crescente, le nuove osservazioni invertiranno questa tendenza come è già successo molte volte; se così non dovesse essere, avremo qualcosa di cui preoccuparci ma c'è tutto il tempo per intervenire e, rispetto a molte altre minacce sicuramente più concrete e vicine, questo sarà comunque l'ultimo dei nostri pensieri!

 * Per completezza di informazione, partendo dagli stessi dati il sito europeo/pisano NeoDys riporta una probabilità leggermente più alta (1:11500) e una energia di impatto più bassa (3300 Mton)

ULTIMI AGGIORNAMENTI:

 L'8 Settembre, anche sul sito NEO Sentry del JPL l'oggetto è stato squalificato al "livello 0" sulla scala di Torino; questo perchè, sulla base di 142 osservazioni visuali, la probabilità  di impatto nel 2081 si è ridotta a sole 6 parti per milione, 20 volte più bassa rispetto a 4 giorni fa! Pertanto, la pericolosità di 2015 PU228 si può considerare trascurabile.

 L'11 settembre, sulla base di un totale di 150 osservazioni in quasi 48 giorni, entrambi i siti forniscono una probabilità di impatto assolutamente trascurabile (inferiore a 0,1 ppm); in pratica, quello del 2081 sarà quasi certamente solo un incontro e neanche tanto ravvicinato, dato che la distanza minima sarà intorno a 20 milioni di km! Il grafico seguente illustra l'evoluzione delle probabilità (adesso in scala logaritmica) e del numero di misure in funzione del tempo:

PU228E

 

Riferimenti:
- http://neo.jpl.nasa.gov/risk/
- http://attivissimo.blogspot.it/2015/08/antibufala-lasteroide-2015-pu228.html

Read 3037 times Ultima modifica Sabato, 12 Settembre 2015 14:39
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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