Scritto: Giovedì, 04 Ottobre 2012 05:49 Ultima modifica: Mercoledì, 13 Agosto 2014 21:53

Espansione dell'Universo: misura più accurata della costante di Hubble


Utilizzando il telescopio spaziale Spitzer della NASA, gli astronomi sono riusciti a misurare con maggior precisione il valore della costante di Hubble, ossia la velocità di espansione dell'universo.

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Costante di Hubble

Image credit: NASA/JPL-Caltech/Carnegie

Utilizzando il telescopio spaziale Spitzer della NASA, gli astronomi sono riusciti a misurare con maggior precisione il valore della costante di Hubble, ossia la velocità di espansione dell'universo.

La costante di Hubble è un numero chiave in astronomia e prende il nome da Edwin P. Hubble che, nel 1920, stupì il mondo affermando che l'universo è in espansione dal momento del Big Bang. Da allora, nel 1990 gli astronomi scoprirono che l'espansione stava accelerando.

La costante di Hubble (Ho) indica la relazione tra il moto di allontanamento di una galassia dalla nostra visuale e la sua distanza dalla Terra, non facile da rilevare: gli astronomi devono determinare quindi sia la velocità radiale verso l'esterno che la distanza precisa dal nostro pianeta. Per far questo, vengono utilizzati dei marcatori di distanza all'interno della galassia stessa, come le stelle variabili o le supernove ma il calcolo porta con sé necessariamente degli errori.

Determinare il tasso di espansione è fondamentale per capire l'età e la dimensione dell'Universo.

A differenza del telescopio spaziale Hubble che lavora a lughezza d'onda nello spettro della luce visibile, lo Spizter è riuscito ad ottenere risultati più accurati in infrarosso, facendo scendere l'incertezza del 3%. Un risultato considerevole in termini astronomici.

Il nuovo valore per la costante di Hublle è di 74,3 più o meno 2,1 chilometri al secondo per megaparsec (un megaparsec è pari a circa 3 milioni di anni luce).

In più, i risultati sono stati utilizzati per ottenere una misurazione indipendente dell'energia oscura.

"Si tratta di un puzzle enorme", ha detto l'autore principale del nuovo studio, Wendy Freedman dell'Observatories of the Carnegie Institution for Science a Pasadena. "E' eccitante che siamo stati in grado di utilizzare lo Spitzer per affrontare i problemi fondamentali della cosmologia: il tasso preciso a cui l'universo si sta espandendo oggi, così come la misurazione della quantità di energia oscura".

Glenn Wahlgren, scienziato della NASA del programma Spitzer a Washington, ha sottolineato che la visione ad infrarosso del telescopio spaziale offre una vista migliore delle stelle variabili Cefeidi, permettendo di perfezionare le precedenti misurazioni del Hubble.

Queste stelle pulsanti sono fondamentali nella scala delle distanze cosmiche in quanto il loro periodo di pulsazione è strettamente collegato alla loro luminosità, attraverso la quale è possibile risalire alla distanza: un insieme di oggetti a distanza nota e la velocità alla quale si allontanano da noi, determina il tasso di espansione dell'Universo.

Spitzer ha osservato 10 Cefeidi nella nostra galassia ed 80 nella Grande Nube di Magellano.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal.

Letto: 14391 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 13 Agosto 2014 21:53
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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