Scritto: Martedì, 28 Luglio 2015 05:30 Ultima modifica: Martedì, 28 Luglio 2015 06:31

Piccole ma dense


Due studenti della San José State University hanno scoperto le due galassie più dense finora conosciute. Se ci trovassimo su un ipotetico pianeta al centro di una di esse, i nostri occhi vedrebbero più di un milione di stelle in un cielo notturno da capogiro!

Rate this item
(0 votes)
Rappresentazione artistica del cielo notturno visto da un pianeta al centro di una galassia ultracompatta. Le stelle visibili ad occhi nudo sarebbero più di un milione, contro le poche migliaia visibili dalla Terra. Rappresentazione artistica del cielo notturno visto da un pianeta al centro di una galassia ultracompatta. Le stelle visibili ad occhi nudo sarebbero più di un milione, contro le poche migliaia visibili dalla Terra. Credit: NASA, ESA, G. Bacon (STScI) and P. van Dokkum (Yale University)

M59-UCD3 e M85-HCC1 sono due galassie nane ultra-compatte (UCD, Ultra-Compact Dwarf).
La prima è duecento volte più piccola della Via Lattea ed ha una densità stellare diecimila volte superiore a quella in prossimità del nostro quartiere galattico; la seconda è ancora più ricca, con una densità di circa un milione di volte maggiore.

Glassie UCD M59-UCD3 e  M85-HCC1

Credit: A. Romanowsky (SJSU), Subaru, Hubble Legacy Archive

Lo studio è stato condotto da Michael Sandoval e Richard Vo, analizzando i dati raccolti dello Sloan Digital Sky Survey, dal Subaru Telescope e dal Telescopio Spaziale Hubble, combinati con le analisi spettroscopiche dello spettrometro Goodman del Southern Astrophysical Research Telescope (SOAR), all'Osservatorio di Cerro, in Cile, sul Cerro Tololo.

"I sistemi stellari ultracompatti come questi sono facili da trovare quando sai cosa cercare. Tuttavia, sono stati trascurati per decenni perché nessuno immaginava esistessero tali oggetti. Erano nascosti in piena vista", ha detto Vo. "Quando abbiamo scoperto un UCD casualmente, abbiamo deciso di cercarne altri".

La natura e l'origine delle galassie nane ultra-compatte rimane ancora poco chiara: si ritiene siano i resti di galassie normali, inghiottite in parte da un processo che deve aver rimosso le zone esterne meno affollate, lasciando i densi centri galattici.
"Uno dei migliori indizi è che alcune ospitano buchi neri supermassicci", fa notare Sandoval, proprio come i nuclei delle galassie più grandi. "Questo è plausibile", ha aggiunto, "perché le UCD si trovano nei pressi di galassie normali che avrebbero potuto dare il via al processo di stripping".

Un'altra prova è la grande abbondanza di elementi pesanti: dato che più la galassia è grande e più è efficiente la produzione di questi elementi, elevati contenuti di metalli potrebbero indicare che in ogine erano strutture molto più estese.

L'animazione mostra il processo di formazione di una galassia nana ultra-compatta.

Ora, il giovane team cercherà di verificare queste teorie cercando di identificare un eventuale buco nero al centro di M59-UCD3.

Hiding in plain sight: record-breaking compact stellar systems in the Sloan Digital Sky Survey [abstract]

Motivated by the recent, serendipitous discovery of the densest known galaxy, M60-UCD1, we present two initial findings from a follow-up search, using the Sloan Digital Sky Survey, Subaru/Suprime-Cam and Hubble Space Telescope imaging, and SOuthern Astrophysical Research (SOAR)/Goodman spectroscopy. The first object discovered, M59-UCD3, has a similar size to M60-UCD1 (half-light radius of r_h ~ 20 pc) but is 40% more luminous (M_V ~ -14.6), making it the new densest-known galaxy. The second, M85-HCC1, has a size like a typical globular cluster (GC; r_h ~ 1.8 pc) but is much more luminous (M_V ~ -12.5). This hypercompact cluster is by far the densest confirmed free-floating stellar system, and is equivalent to the densest known nuclear star clusters. From spectroscopy, we find that both objects are relatively young (~9 Gyr and ~3 Gyr, respectively), with metal-abundances that resemble those of galaxy centers. Their host galaxies show clear signs of large-scale disturbances, and we conclude that these dense objects are the remnant nuclei of recently accreted galaxies. M59-UCD3 is an ideal target for follow-up with high-resolution imaging and spectroscopy to search for an overweight central supermassive black hole as was discovered in M60-UCD1. These findings also emphasize the potential value of ultra-compact dwarfs and massive GCs as tracers of the assembly histories of galaxies.

 

Press release:
- http://www.noao.edu/news/2015/pr1504.php

Letto: 2170 volta/e Ultima modifica Martedì, 28 Luglio 2015 06:31
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla...

StatisticaMENTE

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 25 gennaio [updated on Jan,25]...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 25/1/21 - Sol 768] - Mete...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 25 gennaio [Last updat...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 25 Gennaio [Last ...

Mars Attacks!

Mars Attacks!

 Dove si trovano le tre sonde lanciate a Lugl...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista