Scritto: Martedì, 07 Luglio 2015 05:25 Ultima modifica: Mercoledì, 08 Luglio 2015 05:51

Dalle rocce al pianeta


Un gruppo di astronomi dell'Università di St Andrews e Manchester ha annunciato, ieri, di aver individuato i blocchi rocciosi all'interno del disco protoplanetario che circonda una giovane stella, una zona in cui potranno formarsi nuovi mondi.

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La cintura di rocce che circonda la stella DG Tauri - rappresentazione artistica La cintura di rocce che circonda la stella DG Tauri - rappresentazione artistica Credit: J. Ilee. Adapted from original work by ESO/L. Calçada/M. Kornmesser, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/L. Calçada (ESO) Read more at: http://phys.org/news/2015-07-astronomers-pebbles-poised-planets.html#jCp

I pianeti nascono da anelli di gas e polveri attorno a giovani stelle. Nel corso del tempo, le particelle si aggregano insieme per formare elementi sempre più grandi, fin quando non raggiungono una massa sufficiente per una gravità significativa (i cosiddetti planetesimi). Nel corso di milioni di anni, queste rocce si scontrano e si fondono, formando lune e pianeti. Tutto ciò è successo anche nel nostro Sistema Solare, circa 4,5 miliardi di anni fa.

Dal 1990 ad oggi, gli astronomi hanno scoperto dischi di gas e polveri e quasi 2.000 pianeti completamente formati, ma le fasi intermedie del processo sono più difficili da individuare.

e-MerlinIl Dr Greaves e la squadra della Anita Richards dell'Università di Manchester hanno usato l'array di radiotelescopi e-MERLIN, una rete connessa tramite fibra ottica, distribuita sul territorio del Regno Unito che sfrutta l'interferometria per imitare la risoluzione di un unico grande telescopio.

Il team ha osservato la stella di soli 2,5 milioni di anni, DG Tauri, nella costellazione del Toro, scoprendo, a lunghezze d'onda radio, i deboli bagliori di rocce in orbita.

Una mappa e-MERLIN della stella DG Tauri.

Una mappa e-MERLIN della stella DG Tauri. Le zone gialle e rosse mostrano ciò che dovrebbe essere un anello di rocce in orbita.
Credit: J. Greaves / A. Richards / JCBA

Richards ha detto: "Sapevamo che DG Taur aveva un getto di gas caldo in uscita dai poli, chiaro segno di una stella ancora in formazione, quindi, sapevamo cosa cercare".
Il Dr Greaves ha aggiunto: "I dettagli straordinari che possiamo ottenere con i telescopi e-MERLIN sono la chiave di questa scoperta. Possiamo zoomare in una regione piccola come l'orbita di Giove ed abbiamo trovato una cintura di sassi lungo un'orbita molto simile, proprio dove servono e dove potrebbe formarsi un pianeta nei prossimi milioni di anni."

 

Press release:
- https://www.ras.org.uk/news-and-press/2656-astronomers-see-pebbles-poised-to-make-planets

Read 1992 times Ultima modifica Mercoledì, 08 Luglio 2015 05:51
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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