Scritto: Venerdì, 15 Maggio 2015 06:22 Ultima modifica: Venerdì, 15 Maggio 2015 12:45

Kepler osserva Nettuno e le sue lune


Il telescopio della NASA Kepler, noto per essere un abile cacciatore di pianeti extrasolari, questa volta ha sfoggiato le sue capacità studiando ininterrottamente per 70 giorni, Nettuno e le sue lune, Tritone e Nereide. Le osservazioni sono concentrate in un filmato di 34 secondi, basato su 101.580 immagini riprese tra novembre 2014 e gennaio 2015, durante la Campaign 3 della missione K2.

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Il numero dei giorni di osservazione corre in alto a destra inquesto video.
Nettuno appare da sinistra al quindicesimo giorno, in compagnia della sua luna più grande, Tritone, che orbita intorno al pianeta in 5,8 giorni. Sempre da sinistra, al ventiquattresimo giorno, spunta anche Nereide, la terza luna di Nettuno per grandezza che ha un'orbita molto più lenta ed impiega 360 giorni per compiere un giro attorno a Nettuno. Sullo sfondo c'è qualche asteroide che viaggia in rapido movimento, mentre i punti rossi sono le stelle che generalmente Kepler esamina alla ricerca di un transito di un pianeta extrasolare.

Nettuno appare molto luminoso e sovraesposto perché la sua atmosfera riflette la luce del Sole.
Intorno al giorno 42, noterete qualcosa di strano nel suo moto apparente: il pianeta sembra fermarsi per un attimo e poi tornare indietro. Ciò è dovuto ad un effetto geometrico di "parallasse" legato all'orbita circolare di 372 giorni del telescopio Kepler intorno al Sole. Se si guarda, infatti, un oggetto molto distante, come il campo stellato sullo sfondo di queste riprese, e si muove lateralmente la testa, gli oggetti più vicini a noi sembreranno spostarsi anch'essi a destra e sinistra rispetto allo sfondo statico di stelle. Un effetto analogo produce gli "epicicli" nel moto apparente dei pianeti esterni visti da Terra, mentre questa ruota attorno al Sole.

Ora, un team internazionale di astronomi ha intenzione di utilizzare i dati di queste osservazioni per sondare la struttura interna di Nettuno, basandosi sulle deboli fluttuazioni di luce che solo Kepler può rilevare.

Il programma K2 (Kepler-2), ufficialmente iniziato a maggio 2014, è un'ambiziosa soluzione proposta dal team nel 2013 per continuare a sfruttare le grandi capacità di questo telescopio, nonostante la missione fosse stata dichiarata conclusa l'11 maggio 2013 a seguito di alcuni problemi di puntamento dovuti alle ruote di reazione. A febbraio 2014, durante la fase di test, K2 diede già i suoi frutti con la scoperta di un nuovo pianeta extrasolare candidato,  HIP 116454b, successivamente confermato dal Telescopio Nazionale Galileo alle Canarie.

Letto: 1906 volta/e Ultima modifica Venerdì, 15 Maggio 2015 12:45
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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