Scritto: Martedì, 18 Novembre 2014 20:12 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Asteroide Vesta: prima mappa geologica globale


Un team di 14 ricercatori, guidato da David Williams della School of Earth and Space Exploration presso l'Arizona State University e da W. Brent Garry del Goddard Spaceflight Center NASA a Greenbelt nel Maryland, ha completato la prima mappa geologica globale dell'asteroide Vesta.

La carta è stata realizzata utilizzando le immagini ad alta risoluzione della sonda Dawn della NASA riprese tra giugno 2011 e settembre 2012.

Rate this item
(0 votes)

Un team di 14 ricercatori, guidato da David Williams della School of Earth and Space Exploration presso l'Arizona State University e da W. Brent Garry del Goddard Spaceflight Center NASA a Greenbelt nel Maryland, ha completato la prima mappa geologica globale dell'asteroide Vesta.

La carta è stata realizzata utilizzando le immagini ad alta risoluzione della sonda Dawn della NASA riprese tra giugno 2011 e settembre 2012.

La Framing Camera (FC) scatta immagini panoramiche con sette diversi filtri e, per Vesta è riuscita a raggiungere una risoluzione di 25 metri per pixel (per Cerere si prevedono invece 62 metri per pixel). Le immagini sovrapposte possono offrire una vista stereoscopica che permette di creare modelli topografici della superficie ed aiutano l'interpretazione geologica.

"Ci sono voluti circa due anni e mezzo per completare la mappatura geologica di Vesta", spiega Williams.
"Le mappe risultanti ci hanno permesso di costruire una scala geologica temporale per confronto con altre lune e pianeti".

Il lavoro è stato descritto sul numero di dicembre della rivista Icarus:

In this paper we present a time-stratigraphic scheme and geologic time scale for the protoplanet Vesta, based on global geologic mapping and other analyses of NASA Dawn spacecraft data, complemented by insights gained from laboratory studies of howardite–eucrite–diogenite (HED) meteorites and geophysical modeling. On the basis of prominent impact structures and their associated deposits, we propose a time scale for Vesta that consists of four geologic time periods: Pre-Veneneian, Veneneian, Rheasilvian, and Marcian. The Pre-Veneneian Period covers the time from the formation of Vesta up to the Veneneia impact event, from 4.6 Ga to >2.1 Ga (using the asteroid flux-derived chronology system) or from 4.6 Ga to 3.7 Ga (under the lunar-derived chronology system). The Veneneian Period covers the time span between the Veneneia and Rheasilvia impact events, from >2.1 to 1 Ga (asteroid flux-derived chronology) or from 3.7 to 3.5 Ga (lunar-derived chronology), respectively. The Rheasilvian Period covers the time span between the Rheasilvia and Marcia impact events, and the Marcian Period covers the time between the Marcia impact event until the present. The age of the Marcia impact is still uncertain, but our current best estimates from crater counts of the ejecta blanket suggest an age between ∼120 and 390 Ma, depending upon choice of chronology system used. Regardless, the Marcia impact represents the youngest major geologic event on Vesta. Our proposed four-period geologic time scale for Vesta is, to a first order, comparable to those developed for other airless terrestrial bodies.

La storia di Vesta racconta un passato di grandi impatti: i maggiori sono quelli che hanno formato i due crateri Veneneia e Rheasilvia in tempi più antichi e, il cratere Marcia più recentemente.

Asteroide Vesta

Credit:  NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI

Per procedere gli scienziati hanno iniziato studiando le caratteristiche superficiali, le loro interruzioni e sovrapposizioni in modo da creare una scala temporale relativa, fino a ricostruire la cronologia degli eventi cratere per cratere, frattura per frattura. Ma esprimere i tempi in anni non è cosa facile perché le tre specifiche classi di meteoriti correlate a Vesta, Howarditi, Eucriti, Diogeniti, appartenenti ad una famiglia di meteoriti basaltici (HED), che non mostrano una datazione chiara con i metodi di laboratorio.

"Tradurre la data in anni è un processo step-by-step", ha detto Williams.
"Lavoriamo con i campioni delle rocce lunari delle missioni Apollo di decenni fa. Questi forniscono date effettive per i grandi impatti lunari".
"La parte difficile", spiega, "sta nella creazione di uno schema che colleghi la scala dei tempi degli impatti lunari al resto del Sistema Solare".

Nel caso di Vesta, gli scienziati hanno sviluppato due modelli differenti per stimare l'età superficiale: uno basato sulla frequenza degli impatti sulla Luna, l’altro sul tasso degli impatti sugli asteroidi.
Applicando i due criteri, il team ha concluso che la più antica crosta di Vesta precede la formazione del cratere Veneneia, che avrebbe 2,1 miliardi di anni secondo il modello basato sugli asteroidi e 3,7 miliardi di anni in base al modello lunare. Il cratere Rheasilvia avrebbe invece un'età di 1 miliardo di anni o 3,5 miliardi di anni, a seconda del metodo preso in esame.

"L'ultimo grande evento di Vesta, l'impatto del cratere Marcia, invece, ha un'età ancora incerta", dice Williams. "Ma le nostre migliori stime attuali suggeriscono che è compresa tra i circa 120 e 390 milioni di anni".

Vesta mappa geologica globale

Credit: NASA/JPL-Caltech/Arizona State University

L'obiettivo della missione Dawn della NASA, lanciata nel 2007, è quello di caratterizzare i due oggetti più massicci nella principale fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, Vesta e Cerere.

La sonda lasciò Vesta il 5 settembre 2012 ed ora è prossima a raggiungere Cerere.

L'approccio inizierà all'inizio del 2015: per essere costantemente aggiornati sulla fase di avvicinamento, restate sintonizzati sulla rubrica di Marco Di Lorenzo "DAWN APPROACH TO CERES".

Letto: 19677 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla...

StatisticaMENTE

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 25 gennaio [updated on Jan,25]...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 25/1/21 - Sol 768] - Mete...

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 25 gennaio [Last updat...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 25 Gennaio [Last ...

Mars Attacks!

Mars Attacks!

 Dove si trovano le tre sonde lanciate a Lugl...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista