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Cassini 10 e lode!

Giovedì scorso, il mio consueto tour mattutino tra le ultime notizie spaziali, è iniziato con un gradito annuncio: dopo diversi mesi di agonia, a quanto pare, la NASA ha raschiato il fondo, trovando abbastanza fondi per garantire la sopravvivenza delle sette missioni scientifiche planetarie in corso.

Saturn on August 17, 2014 from about 1,040,000 kilometers W00089004-06 - RED GRN BL1

Saturn on August 17, 2014 from about 1,040,000 kilometers W00089004-06 - RED GRN BL1
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44

Giovedì scorso, il mio consueto tour mattutino tra le ultime notizie spaziali, è iniziato con un gradito annuncio: dopo diversi mesi di agonia, a quanto pare, la NASA ha raschiato il fondo, trovando abbastanza fondi per garantire la sopravvivenza delle sette missioni scientifiche planetarie in corso.

Leggendo la classifica, devo dire il vero, ho anche esultato un po'.
Ecco la pagella che mette la missione Cassini al primo posto (vicino ad ogni missione è riportato l'anno di lancio e la votazione):

Cassini (1997) Eccellente

Lunar Reconnaissance Orbiter (2009) Eccellente / Molto buono

Mars rover Opportunity (2003) Eccellente / Molto buono

Mars Reconnaissance Orbiter (2005) Eccellente / Molto buono

Mars Express (missione europea, 2003) Molto buono

Mars Odyssey (2001) Molto buono

Mars rover Curiosity (2011) Molto buono / buono

Ora, la sonda Cassinii potrà godere di sonni tranquilli fino alla fine programmata, nel 2017.

L'atmosfera di Saturno ripresa con i filtre CL1 CB3 dalla Narrow Angle Camera della Cassini il 1 settembre 2014

Il team di missione ha proposto validi motivi scientifici per giustificare la missione estesa, come:

- osservare l'atmosfera e la magnetosfera di Saturno esattamente nello stesso momento in cui un altro veicolo spaziale, Juno, osserverà l'atmosfera e la magnetosfera di Giove, per migliorare la comprensione di come i due pianeti giganti rispondono in modi diversi, nelle varie stagioni, alla stessa attività solare;

- osservare il susseguirsi delle stagioni su Saturno e le sue lune.
La sonda ha osservato Saturno per oltre un quarto di suo anno, assistendo all'inverno inoltrato e all'arrivo della primavera al polo nord, e alle stagioni opposte a sud. Non solo, potrà operare fino al solstizio dell'estate a maggio 2017 ed assistere, per la prima volta, ad un solstizio su questo pianeta.

- studiare la stagione estiva al polo nord di Titano e vedere quali fenomeni meteorologici e trasformazioni comporterà;

- approfondire lo studio dei geyser di Encelado.
La Cassini avrà la possibilità di eseguire ancora 3 sorvoli molto stretti, assaggiando nuovamente la composizione dei getti;

- mappare le regioni settentrionali delle lune di Saturno.
A partire dal 2015, un'orbita meno inclinata e la giusta illuminazione, permetteranno alla sonda di cogliere nuovi dettagli delle aree polari per perfezionare le mappe;

- studiare le "eliche" ("propellers") degli anelli di Saturno, curiose strutture simili a minilune, in cui il materiale si aggrega.

Ma il 29 novembre 2016, il periasse di Cassini inizierà a scendere a soli 10 mila chilometri dall'anello F; il 22 aprile 2017, un flyby su Titano lo cambierà drasticamente, portandolo più interno dell'anello D: la Cassini viaggerà meno di 4.000 chilometri sopra le cime delle nubi del pianeta.
Questa è la parte della missione recentemente battezzata "Gran Finale".

E così, dopo aver osservato il sistema di Saturno da posizioni inedite, il 15 settembre 2017, la sonda entrerà nella sua atmosfera, che la schiaccerà e vaporizzerà.

Però, mentre la Cassini è passata pieni vuoti, sembra che la commissione sia stata piuttosto critica verso Curiosity, la più recente e anche la più costosa delle sette missioni.

"Guidare di meno e fare di più la scienza", sarebbe stato il "consiglio".

E' stato giudicato il basso numero di campioni prelevato, definito "scienza povera", e la mancanza di chiarezza del ruolo che giocheranno ChemCam e MastCam nella missione estesa.
Il comitato avrebbe mal digerito anche le indagini troppo sbrigative sulle argille trovate dal rover lungo il percorso che, invece, avrebbero potuto offrire più indizi sull'abitabilità passata del pianeta.

Riferimenti:
http://www.lpi.usra.edu/pss/sep2014/Senior-Review-2014-Report.pdf
http://news.sciencemag.org/funding/2014/09/nasa-extends-seven-planetary-missions
http://www.planetary.org/blogs/emily-lakdawalla/2014/cassinis-awesomeness-fully.html
http://www.universetoday.com/114322/nasa-curiosity-rover-missing-scientific-focus-and-detail-in-mars-mission-review/

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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