Scritto: Martedì, 29 Luglio 2014 20:13 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:14

ESA: Venus Express risale dall'inferno


La sonda dell'ESA Venus Express ha concluso il suo esperimento di aerobraking (aerofrenaggio), salendo nuovamente di quota. Ora, la sonda continuerà le osservazioni di Venere per almeno un paio mesi.

A partire dal 23 giugno, Venus Express era scesa di quota, mantenendosi mediamente ad altitudini comprese tra i 131 e i 135 chilometri per un paio di minuti alla volta, durante ciascuno degli approcci più vicini al pianeta.

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ESA Venus Express aerobraking

Credit: ESA–C. Carreau

La sonda dell'ESA Venus Express ha concluso il suo esperimento di aerobraking (aerofrenaggio), salendo nuovamente di quota. Ora, la sonda continuerà le osservazioni di Venere per almeno un paio mesi.

A partire dal 23 giugno, Venus Express era scesa di quota, mantenendosi mediamente ad altitudini comprese tra i 131 e i 135 chilometri per un paio di minuti alla volta, durante ciascuno degli approcci più vicini al pianeta.

Le normali operazioni di Venus Express avvengono in un'orbita ellittica di 24 ore che raggiunge i 66.000 chilometri sopra il polo sud e i circa 250 chilometri al polo nord, appena sopra la parte superiore dell'atmosfera. Ma dopo otto anni di missione, ormai a corto di propellente, la sonda ha terminato le operazioni di routine il 15 maggio scorso.
Il team, così, prima di andare in contro ad un destino segnato entro la fine di quest'anno, ha deciso di tentare delle immersioni nell'inospitale atmosfera del pianeta per esplorare regioni ancora sconosciute ed ottenere informazioni sul comportamento di una navicella spaziale che incontra diversi strati atmosferici ad alta velocità (10 chilometri al secondo).

La manovra, già utilizzata per altri veicoli spaziali come il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA e prevista per missioni future, sfrutta l'attrito dell'atmosfera del pianeta per rallentare la sonda e regolarne l'orbita, risparmiando carburante.
L'aerobraking può essere utilizzato per ridurre la velocità di un veicolo spaziale mentre si avvicina ad un pianeta o ad una luna con un'atmosfera, inserendolo in orbita e portandolo da un orbita ellittica ad una più circolare.

"Abbiamo raccolto dati preziosi sull'atmosfera venusiana in una regione difficile da caratterizzare con altri mezzi", afferma Håkan Svedhem, scienziato Venus Express dell'ESA.

"I risultati mostrano che l'atmosfera sembra essere più variabile di quanto pensavamo a queste altitudini, ma saranno necessarie ulteriori analisi per spiegare correttamente le variazioni".

Tra i 165 e i 130 chilometri di altitudine, la densità atmosferica aumenta circa un migliaio di volte e Venus Express ha rilevato forze e sollecitazioni decisamente maggiori rispetto a quelle registrate durante le operazioni standard.

La sonda ha inoltre sperimentato diversi cicli di riscaldamento estremo, con temperature in crescita oltre i 100 gradi Celsius durante le immersioni.

La resistenza atmosferica, a queste altitudini più basse, è stata così elevata da ridurre il periodo orbitale della navicella di oltre un'ora.

Joerg Fischer, ingegnere per Venus Express, ha dichiarato che la sonda ha dimostrato di essere robusta ed apparentemente non manifesta alcun segno di degrado anche se una valutazione dettagliata è ancora in corso.

Alla fine della campagna in aerobraking, 15 accensioni dei propulsori hanno risollevato l'orbita della navicella, impedendole di cadere nell'atmosfera. L'ultima è stata eseguita lo scorso giovedì, portando Venus Express a 460 chilometri nel punto più vicino e a 63.000 chilometri nel punto più lontano, destinati a scendere nuovamente di quota nei prossimi mesi fino all'immersione finale che decreterà anche la fine della missione. Questa nuova orbita richiede 22 ore e 24 minuti per essere completata.

"Durante le 15 manovre, ogni propulsore ha sparato più di 8.000 impulsi e bruciato un totale di circa 5,2 kg di propellente per sollevare il veicolo spaziale a questa nuova altitudine", ha aggiunto Joerg.

Letto: 3145 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:14
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Elisabetta Bonora Mercoledì, 30 Luglio 2014 20:21 posted by Elisabetta Bonora

    Salve Franz, pubblico con piacere il tuo commento perché, oltre a condividere la tua opinione, potrebbe essere un interessante punto di discussione per esperti linguisti.

    Per questo termine, personalmente, preferisco l'utilizzo in versione inglese ma la traduzione ha ovviamente lo scopo di renderlo più familiare, per così dire.

    Aerofrenata o frenata aerodinamica suonano sicuramente bene, tuttavia, aerofrenaggio non sembra essere una traduzione errata e credo si adatti a rappresentare l'operazione in senso più ampio.
    Tale parola è di fatto utilizzata per descrivere la manovra in diverse occasioni, per esempio su Wikipedia: [url]http://it.wikipedia.org/wiki/Aerofrenaggio[/url]
    D'altra parte, "frenaggio" fa parte del vocabolario italiano e per esempio, su [url=http://www.treccani.it/vocabolario/frenaggio/]treccani.it[/url] è così definito:
    1. Nome di manovre che, in alcuni sport (pattinaggio, hockey e sci), sono intese a rallentare e arrestare il moto: f. a spazzaneve, a mezzacosta, a cristiania.
    2. Con sign. concreto, l'insieme degli organi che servono a frenare una macchina.

    Ma io mi fermo qui ed alzo le mani, come ho detto all'inizio, la parola agli esperti.

  • Comment Link Franz Mercoledì, 30 Luglio 2014 18:12 posted by Franz

    Aerofrenaggio non esiste in italiano così come aerobraking. La traduzione corretta è aerofrenata o frenata aerodinamica.
    E' importante negli articoli di divulgazione scientifica utilizzare termini adatti e il più possibile italiani. E' una regola che facilita la comprensione ed evita fraintendimenti oltre a render scorrevole la lettura degli articoli.

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