Scritto: Giovedì, 03 Novembre 2022 00:53 Ultima modifica: Giovedì, 03 Novembre 2022 04:24

La Russia insiste, ancora un Tundra in orbita


Alle 06:48 UTC del 2 novembre, il razzo Sojuz-2.1b è stato lanciato dal sito 43/4 del cosmodromo di Plesetsk, trasportando il sesto satellite del sistema di allerta precoce di nuova generazione. Dopo aver raggiunto l'orbita, il veicolo spaziale è stato designato come Cosmos-2563.

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Nella foto il decollo del razzo Sojuz 2.1b/Fregat con il satellite Tundra.
Nella foto il decollo del razzo Sojuz 2.1b/Fregat con il satellite Tundra.
Credito: Roscosmos.

 Il satellite piazzato in orbita è conosciuto come EKS-6 (o Tundra 16L). La serie di satelliti Tundra, nota anche come Kupol o Edinaya Kosmicheskaya Sistema (EKS), è la nuova generazione di satelliti russi di allerta precoce, progettati per sostituire i satelliti di allerta precoce US-K e US-KMO del sistema Oko-1. I satelliti EKS Kupol fanno parte di un programma in via di sviluppo di satelliti di allerta precoce, progettati per identificare eventuali lanci di missili balistici e integrare i radar di allerta precoce come il Voronezh. Questa rete di allerta precoce, formata attualmente da cinque satelliti in servizio attivo, informerebbe in anticipo di un potenziale attacco nucleare e fornirebbe informazioni ai sistemi di difesa che proteggono Mosca, nonché a qualsiasi altra risorsa di difesa missilistica e contrattacco russa.

 Inutile sottolineare come, l'invio di un nuovo satellite di questo tipo, non faccia che aggravare la già precaria situazione internazionale fra la Russia ed i paesi occidentali, che si trovano di fronte ad una crisi seconda solo a quella dei missili a Cuba nell'ottobre 1962.

 Lo sviluppo dei satelliti EKS è iniziato nel 2000, ma il Ministero della Difesa russo non ha aggiudicato un contratto per il programma fino al 2007, con RKK Energia impostato per progettare il bus satellitare e un primo lancio previsto per il 2009. Diversi problemi, cambiamenti dei requisiti, e un caso giudiziario ha portato a lunghi ritardi, posticipando infine il primo lancio alla fine del 2014, e il lancio sarebbe poi avvenuto l'11 novembre 2015. L'ultimo di questi satelliti, il Tundra 15L, era stato lanciato lo scorso 25 novembre, sempre da Plesetsk.

 Un'orbita tundra è un tipo particolare di orbita geosincrona caratterizzata da elevata eccentricità (0,2–0,3), elevata inclinazione (di solito intorno a 63,4°) e periodo orbitale di un giorno siderale. Un satellite posto in orbita tundra trascorre la maggior parte del tempo sopra una specifica area della Terra, pertanto quest'orbita viene di solito utilizzata da satelliti per telecomunicazioni che devono servire regioni ad elevata latitudine, che non potrebbero quindi essere posti in orbita geostazionaria. È simile all'orbita Molnija, ma quest'ultima ha un periodo orbitale di mezzo giorno siderale.

 Il Soyuz-2.1b è una delle tre varianti attive della famiglia di razzi Sojuz e assomiglia di più ai primi razzi Soyuz, utilizzando quattro booster a propellente liquido che circondano un nucleo centrale. Questo design viene utilizzato anche sulla Sojuz-2.1a ma non sulla Sojuz-2.1v, che non utilizza i quattro booster laterali e utilizza invece un singolo core. Il lancio di mercoledì ha utilizzato anche lo stadio superiore Fregat. I piani per riprogettare il razzo Sojuz con questo nuovo stadio sono stati introdotti negli anni '90, basati sul modulo di propulsione delle sonde interplanetarie Phobos.

 Da notare, questa volta, che sull'ogiva del razzo, anziché l'ormai classica 'Z', introdotta con l'inizio della sciagurata invasione russa dell'Ucraina, vi era disegnata una 'V'.

 SI è trattato del 150esimo lancio orbitale globale del 2022, il 145esimo a concludersi con successo e del 20esimo per la Russia.

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Letto: 477 volta/e Ultima modifica Giovedì, 03 Novembre 2022 04:24

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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