Scritto: Lunedì, 17 Febbraio 2014 13:33 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:14

Spazzatura spaziale: è stata la volta del satellite russo Cosmos-1220


A pochi mesi dal rientro perfetto della "Ferrari" dello spazio" dell'ESA, il satellite GOCE (Gravity Field and Steady State Ocean Circulation Explorer), un altro veicolo spaziale fuori servizio, e fuori controllo, è rietrato nella nostra atmosfera. Questa volta si trattato del satellite russo Cosmos-1220.

A dire il vero, sulla sua discesa attraverso l'atmosfera terrestre ci sono ancora notizie discordanti ma dovrebbe essere avvenuto senza arrecare danni a cose e/o persone domenica mattina all'alba.

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Cosmos-1220

A pochi mesi dal rientro perfetto della "Ferrari" dello spazio" dell'ESA, il satellite GOCE (Gravity Field and Steady State Ocean Circulation Explorer), un altro veicolo spaziale fuori servizio, e fuori controllo, è rietrato nella nostra atmosfera. Questa volta si trattato del satellite russo Cosmos-1220 che fu dichiarato inattivo già lo stesso anno del lancio.

A dire il vero, sulla sua discesa attraverso l'atmosfera terrestre ci sono ancora notizie discordanti ma dovrebbe essere avvenuto senza arrecare danni a cose e/o persone domenica mattina all'alba.

Il colonnello Alexei Zolotukhin aveva annunciato attraverso l'agenzia di stampa russa RIA Novosti che il satellite dismesso avrebbe iniziato la sua discesa incontrollata ieri, 16 febbraio e che sarebbe completamente bruciato in atmosfera.
Tuttavia, qualche detrito sarebbe potuto arrivare a Terra, secondo i calcoli, sull'Oceano Pacifico ma, come ormai ben sappiamo dai casi analoghi precedenti, le stime sono sempre molto approssimative fino a pochi minuti prima dell'evento.

Le misure esatte dell'ex satellite militare russo non sono mai state divulgate ma il razzo vettore Tsiklon-2, che lo portò in orbita nel 1980 dal cosmodromo di Baikonur, poteva trasportare circa tre tonnellate e sul sito Nasa viene riportata una massa di 4.150 chilogrammi.

Di sicuro il fatto che la Terra sia per lo più ricoperta d'acqua è un gran vantaggio statistico ma è anche vero che Cosmos-1220, pesando circa tre volte più di GOCE e non disponendo di un sistema innovativo aerodinamico tanto da poterne controllare la discesa quasi fino alla fine, era potenzialmente più pericoloso.

Parole confortanti sono arrivate in merito da Heiner Klinkrad, capo dell'Office Space Debris dell'ESA, che ha spiegato che, dalla discesa di GOCE, "in 56 anni di volo spaziale, circa 15.000 tonnellate di oggetti spaziali artificiali sono rientrati nell'atmosfera senza causare una sola ferita ad un essere umano fino ad oggi".

A quanto pare, nonostante voci controverse, Cosmos-1220 sarebbe completamente bruciato in atmosfera ieri mattina presto

Parlando con l'agenzia di stampa russa Itar-Tass, il portavoce del ministero della Difesa il colonnello Dimitry Zenin ha riferito che i frammenti del satellite sono bruciati ieri, 16 febbraio, alle 5:58 circa ora di Mosca (1:58 UTC) con i seguenti parametri:
periodo 88,32 minuti, inclinazione 64,92 gradi, apogeo 204 chilometri, perigeo 193 chilometri

In effetti, se proviamo a cercare il satellite su un qualsiasi sito che offre tracking in real time non si hanno più dati disponibili. Per cui, Cosmos-1220 deve essere effettivamente rientrato. Sull'ora resta però qualche dubbio.

Le notizie russe sarebbero infatti in conflitto con quelle degli astronomi dell'Arabia Saudita, che hanno riferito al giornale Sabq che "il [Kosmos-1220] è caduto e si è schiantato intorno alle 04:40 (01:40 UTC) di domenica. Ci sarebbe anche un video su YouTube a testimoniarlo: http://youtu.be/6wV7aDhrxng

Questa tempistica sarebbe comunque più vicino alle previsioni precedenti della NASA che aveva fissato il rientro per le 01:49 UTC.

Dichiarazione che, tra l'altro, potrebbe essere plausibile se guardiamo la finestra di rientro stimata, indicata dalla traiettoria in giallo sulla seguente mappa tratta dal sito www.satflare.com:

Cosmos-1220 re-entry

Cosmos-1220 sarebbe stato avvistato, poco prima della distruzione da uno skywatcher dell'Ungheria che lo avrebbe ripreso, in accordo con i passaggi predetti, alle 1:35 UTC del 16 febbraio (le immagini sono disponibili anche nella galleria fotografica del sito spaceweather.com):

Mentre gli esperti avevano ipotizzato che alcuni frammenti sarebbero potuti sopravvivere all'impatto con l'atmosfera terrestre e cadere a terra, non ci sono notizie di feriti dagli stati potenzialmente interessati.

Restiamo in attesa per i dettagli: magari nelle prossime ore si farà chiarezza sulla dinamica del rientro.

Letto: 7264 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:14
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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