Scritto: Domenica, 27 Febbraio 2022 16:31 Ultima modifica: Domenica, 27 Febbraio 2022 18:01

Starlink, ora tocca alla California


A poco più di 4 giorni dalla missione precedente, un Falcon 9 è decollato dalla costa occidentale degli Stati Uniti, per immettere in orbita altri 50 satelliti della costellazione internet Starlink.

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Nella foto il decollo dalla rampa di lancio di Vendenberg del razzo Falcon 9 per la missione Starlink 4-11.
Nella foto il decollo dalla rampa di lancio di Vendenberg del razzo Falcon 9 per la missione Starlink 4-11.
Crediti: SpaceX.

 SpaceX ha lanciato il 25 febbraio un altro set di satelliti Starlink poiché la società sostiene che la sua costellazione di satelliti è coerente con l'uso sicuro e sostenibile dell'orbita bassa terrestre.

 Un Falcon 9 è decollato alle 12:12 p.m. Est (le 18:12 italiane), per la missione 4-11, dallo Space Launch Complex 4E, presso la base della Space Force di Vandenberg, in California. Il secondo stadio Falcon 9 ha effettuato un profilo di salita a due accensioni per separare i 50 satelliti Starlink v1.5 in un'orbita di circa 306 x 316 km x 53,2 gradi. Il secondo stadio ha funzionato per 6 min 8 sec prima di raggiungere la sua orbita di parcheggio preliminare. Lo stadio si è riacceso a T+53:48 per la sua accensione di circolarizzazione dell'orbita di 2 secondi. Si è in seguito verificata un'ultima accensione del motore del secondo stadio, dopo la separazione dei satelliti avvenuta circa un'ora dopo il decollo, per favorire il suo rientro nell'atmosfera. La traiettoria del volo è passata sopra il Sud America dopo l'inserimento in orbita. La massa totale del carico utile, non annunciata, potrebbe essere stata compresa tra le 14,2 e le 14,5 tonnellate.

 Il primo stadio del Falcon 9 è atterrato sulla una nave drone Of Course I Still Love You che si trovava nell'Oceano Pacifico a circa 657 km al largo di Vandenberg quasi nove minuti dopo il decollo. Il booster, B1063.4, ha precedentemente lanciato la navicella spaziale Sentinel-6A Michael Freilich e Double Asteroid Redirection Test (DART) per la NASA, nonché una missione Starlink.

 SpaceX ha fatto notare, durante il suo webcast del lancio, che ora offre servizi in 29 paesi, più recentemente Brasile e Bulgaria. La società ha anche collaborato con il governo di Tonga per fornire connettività dopo che l'eruzione vulcanica a gennaio ha rotto i cavi sottomarini che forniscono connettività Internet per la nazione insulare del Pacifico. Mentre il principale cavo internazionale che serve Tonga è stato riparato, il governo sta utilizzando le antenne Starlink per fornire connettività alle isole periferiche dove i cavi potrebbero non essere riparati per mesi.

 Questo lancio è avvenuto ad appena quattro giorni dopo che un altro Falcon 9 aveva lanciato 46 satelliti Starlink da Cape Canaveral, in Florida. L'azienda ora ha in orbita 1.970 satelliti Starlink, una costellazione molto più grande di qualsiasi altro sistema satellitare odierno.

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Nell'immagine la seconda accensione del motore Merlin mVac del secondo stadio del Falcon 9 della missione Starlink 4-11. Crediti: SpaceX.

 La SpaceX sta chiedendo il permesso alla Federal Communications Commission di mettere in orbita fino a 30.000 satelliti Starlink di nuova generazione, suscitando obiezioni e altre critiche. Un esempio è stata una lettera dell'8 febbraio, della NASA, che delineava le sue preoccupazioni sulla proposta di SpaceX, come l'aumento delle congiunzioni tra i satelliti Starlink e altri oggetti spaziali, nonché l'interferenza con la scienza satellitare e terrestre.

 In un'apparente risposta a tale critica, SpaceX ha pubblicato il 22 febbraio una lunga dichiarazione in cui afferma di impegnarsi per la sostenibilità dello spazio. "SpaceX ha dimostrato questo impegno per la sicurezza spaziale attraverso l'azione, investendo risorse significative per garantire che tutti i nostri veicoli di lancio, veicoli spaziali e satelliti soddisfino o superino le normative e le migliori pratiche di sicurezza spaziale," ha scritto la società.

 La compagnia ha citato come prova di tale impegno la progettazione di satelliti "altamente affidabili e manovrabili" progettati per rompersi completamente al rientro; posizionare i satelliti inizialmente in orbite molto basse dopo il lancio per le prime verifiche; far funzionare l'intera costellazione ad altitudini inferiori a 600 chilometri, in modo che i satelliti rientrino naturalmente entro 25 anni dalla fine della loro vita se non vengono deliberatamente deorbitati; e l'uso di un sistema autonomo di prevenzione delle collisioni.

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Nell'immagine la differenza di sezione trasversale impegnata da un satellite Starlink, a sinistra, in configurazione di volo normale e in quella ruotata, o 'ducking'. Crediti: SpaceX.

 Sebbene la dichiarazione abbia ampiamente ribadito le argomentazioni passate dell'azienda sulla sicurezza generale del sistema Starlink, ha offerto alcuni nuovi dati. SpaceX ha affermato che i satelliti Starlink hanno eseguito 3.300 manovre di prevenzione delle collisioni nella seconda metà del 2021, con oltre 1.600 che hanno comportato incontri ravvicinati ai detriti e 1.400 con altri satelliti. Ogni satellite Starlink è progettato per "ruotare" per evitare potenziali collisioni spostando il suo grande pannello solare per creare la sezione trasversale più piccola possibile per un oggetto in avvicinamento. In questo modo è possibile ridurre ulteriormente le probabilità di una collisione di un fattore da 4 a 10.

 La SpaceX ha affermato di avere la capacità di costruire 45 satelliti, il carico utile approssimativo di un singolo lancio, a settimana. Degli oltre 2.000 satelliti lanciati fino ad oggi, SpaceX ha affermato che solo l'1% ha fallito dopo essere entrato nelle loro orbite operative. La società ha affermato che può deorbitare un satellite entro quattro settimane utilizzando prima il propellente a bordo per abbassare la sua orbita, quindi avviando una "modalità di resistenza elevata" per massimizzare la resistenza atmosferica per il rientro.

 "La SpaceX ha deorbitato in sicurezza oltre 200 satelliti utilizzando questo approccio," ha affermato la società. "Costruendo satelliti affidabili che riducono al minimo i detriti, pianificando la de-orbitazione attiva e progettandoli per la completa demisability, ci assicuriamo di mantenere lo spazio sostenibile e sicuro".

 In questo lancio, oltre al primo stadio, anche le due semi-ogive protettive del carico utile erano avevano già volato in altre tre missioni e, anche questa volta, sono state recuperate dal mare dopo una discesa con il paracadute.

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Nell'immagine il rilascio dei 50 satelliti Starlink della missione 4-11. Crediti: SpaceX.

 Questo è stato il 18esimo lancio orbitale globale del 2022, il diciassettesimo a raggiungere con successo l'orbita. Nelle prime ore del 27 febbraio Elon Musk ha confermato, via Tweet, che il servizio Starlink è stato attivato anche in Ucraina e che i primi terminali per la ricezione dei segnali sono stati inviati nel Paese. Questo ovviamente alla luce dell'invasione militare della Russia in corso da appena tre giorni. In questo approfondimento di Elisabetta Bonora le ultime ripercussioni al settore spaziale dell'aggressione militare voluta dal Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Letto: 185 volta/e Ultima modifica Domenica, 27 Febbraio 2022 18:01

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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