Scritto: Giovedì, 20 Gennaio 2022 01:13 Ultima modifica: Giovedì, 20 Gennaio 2022 05:02

Starlink supera i 2.000 satelliti lanciati in orbita


SpaceX ha compiuto la terza missione di un razzo Falcon 9 del 2022 piazzando in orbita altri 49 satelliti della costellazione Starlink e portando un altro booster al suo decimo volo di riutilizzo.

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Nella foto il l razzo Falcon 9 per la missione Starlink 4-6 mentre passa di fronte alla Luna piena.
Nella foto il l razzo Falcon 9 per la missione Starlink 4-6 mentre passa di fronte alla Luna piena.
Crediti: SpaceX.

 Un gruppo di 49 satelliti Starlink sono stati piazzati in orbita con un razzo Falcon 9 nella notte di martedì della Florida. Fra questi altri satelliti vi era anche il 2000esimo veicolo spaziale lanciato per la rete Internet a banda larga di SpaceX. Il successo del dispiegamento orbitale dei 49 satelliti più recenti di SpaceX ha portato il numero totale di veicoli spaziali Starlink costruiti e lanciati a 2.042, inclusi i prototipi e quelli di prova non più in servizio.

 Elon Musk, fondatore ed Amministratore Delegato di SpaceX, ha twittato sabato che la società ha 1.469 satelliti Starlink attivi, più 272 veicoli spaziali ancora in manovra verso le loro orbite operative. Musk ha aggiunto che i collegamenti laser inter-satellitari, utilizzati per trasmettere il traffico Internet da un veicolo spaziale all'altro senza passare attraverso le stazioni di terra, si attiveranno presto.

 Più di 200 satelliti Starlink si sono guastati o sono stati dismessi nel frattempo. Alcuni di quei veicoli spaziali Starlink erano modelli precedenti, usati come versioni di prova o obsoleti. L'ultima missione Starlink è stato il 35esimo lancio dedicato di Falcon 9 per realizzare la costellazione.

 Il lanciatore, alto 70 metri, è decollato dalla rampa 39A del Kennedy Space Center della NASA alle 9:02:40 p.m. EST Locali di martedì 18 gennaio (le 03:02 italiane di mercoledì) e si è arrampicato nel cielo illuminato dalla Luna piena, lasciando una scia verso sud-est, sull'Oceano Atlantico. Il Falcon 9 ha volato su una traiettoria sud-orientale per il secondo stadio eseguendo una virata verso destra per evitare le Bahamas, prima di sorvolare la Repubblica Dominicana e il Sud America. Questo è stato il secondo utilizzo di questa traiettoria per le missioni Starlink, intesa a fornire migliori condizioni meteomarine invernali per i recuperi del primo stadio e delle due semi-ogive protettive. Questa manovra però penalizza le prestazioni del razzo che in precedenza consentivano il trasporto di 53 satelliti Starlink v1.5 sulle traiettorie a nord-est dalla Florida.

 Inizialmente la missione doveva decollare lunedì notte, ma SpaceX ha ritardato il volo di un giorno per attendere il miglioramento delle condizioni meteorologiche nel sito di recupero offshore del Falcon 9, che si trovava vicino alle Bahamas. SpaceX ha ignorato un'altra opportunità di lancio alle 7:04 locali senza spiegazioni, e invece ha preso di mira uno slot di lancio di riserva quasi due ore dopo. Nove motori Merlin sono saliti a pieno regime, generando 771 tonnellate di spinta, che hanno spedito il Falcon 9 oltre la rampa di lancio.

 Una telecamera infrarossa, per il rilevamento della visione notturna ad alto ingrandimento, ha mostrato il primo stadio del razzo che spegneva i nove motori Merlin 1D a due minuti e mezzo dall'inizio della missione. Il primo stadio è stato rilasciato pochi istanti dopo e il secondo stadio ha acceso il suo unico motore Merlin VAC con uno sbuffo di scarico per continuare la salita verso l'orbita. Il primo stadio ha seguito una traiettoria parabolica, librandosi brevemente sopra l'atmosfera oltre il confine dello spazio prima di ridiscendere di nuovo sulla Terra per un atterraggio propulsivo sulla nave drone di SpaceX "A Shortfall of Gravitas" che si trovava a circa 650 chilometri a sud-est di Cape Canaveral vicino al Bahamas.

spacex f9 starlink 4 6 land 19012022

Nell'immagine, tratta dal webcast del lancio, il primo stadio del Falcon 9 per la missione Starlink 4-6 appena atterrato su ASOG. Crediti: SpaceX.

 L'atterraggio sul bersaglio ha completato il decimo volo del booster utilizzato nella missione di martedì sera. Il booster - numero seriale B1060 - aveva debuttato il 30 giugno 2020, con il lancio di un satellite di navigazione GPS militare statunitense. Il booster ha inviato 487 satelliti verso lo spazio nelle sue 10 missioni e l'atterraggio riuscito mercoledì mattina ha dato al razzo la possibilità di un 11esimo volo una volta che la nave drone sarà tornata a Port Canaveral. SpaceX ha ora fatto volare quattro dei suoi booster riutilizzabili almeno 10 volte, con un razzo che ha già registrato 11 missioni.

 Lo stadio superiore del Falcon 9 ha portato in orbita i suoi 49 satelliti Starlink quasi nove minuti dopo il decollo. Il razzo è uscito dalla portata delle stazioni di terra di SpaceX prima di rilasciare i satelliti, circa 15 minuti dopo il lancio, quindi i team di terra non sono stati in grado di confermare l'evento del dispiegamento fino a quando il Falcon 9 non ha eseguito il giro del mondo e ha fatto ritorno su un sito di localizzazione in Alaska intorno alle 4:30 italiane. La telemetria trasmessa attraverso il sito dell'isola di Kodiak ha indicato che i 49 satelliti Starlink si erano separati in orbita vicino all'altitudine e all'inclinazione previste. L'orbita obiettivo variava in altitudine tra 210 e 339 chilometri, con un'inclinazione di 53,2 gradi rispetto all'equatore.

 La conferma della separazione dei satelliti ha concluso il terzo lancio del Falcon 9 dell'anno, dopo le missioni del 6 e del 13 gennaio dalla Space Coast della Florida con un precedente lotto di satelliti Starlink e il volo condiviso di 105 piccoli satelliti chiamato Transporter 3.

 La missione di mercoledì mattina, ufficialmente denominata Starlink 4-6, apre la strada ad altri due lanci SpaceX dalla Florida previsti, rispettivamente, il 27 e 29 gennaio, con il satellite radar italiano di telerilevamento CSG 2 (COSMO-SkyMed Second Generation), e un altro gruppo di veicoli spaziali Starlink.

 La SpaceX ha il piano a lungo termine per lanciare fino a 42.000 satelliti Starlink, secondo una richiesta che la compagnia ha depositato presso l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni. L'obiettivo iniziale dell'azienda è di piazzare migliaia di satelliti su cinque "gusci" orbitali. Il guscio con inclinazione di 53,2 gradi, l'obiettivo del lancio di mercoledì, è uno di questi cinque piani orbitali con diversi angoli di inclinazione che SpaceX prevede di riempire con circa 4.400 satelliti per fornire connettività a banda larga ad alta velocità e bassa latenza in tutto il mondo. Il primo 'guscio', a 53,0 gradi, è stato riempito con il suo pieno complemento di satelliti lo scorso maggio. All'inizio del mese, SpaceX ha affermato che la rete Starlink è ora attiva in 25 paesi e regioni, servendo oltre 145.000 utenti in tutto il mondo. SpaceX costruisce i suoi satelliti Starlink in una propri catena di montaggio a Redmond, Washington, e l'azienda sta sviluppando e iterando i propri terminali utente.

spacex f9 starlink 4 6 liftoff 19012022

Nella foto il razzo Falcon 9 per la missione Starlink 4-6 mentre lascia la rampa 39A del Kennedy Space Center. Crediti: SpaceX.

 SpaceX spera di utilizzare le entrate date dal business Starlink per aiutare a finanziare le ambizioni dell'azienda di completare lo sviluppo del razzo Starship per carichi pesanti, un enorme lanciatore completamente riutilizzabile progettato per sostituire alla fine sia i razzi Falcon 9 che Falcon Heavy.

 I 49 satelliti Starlink lanciati mercoledì mattina, ciascuno con una massa di circa 250 kg., dispiegheranno i pannelli solari e utilizzeranno i propri propulsori ionici per salire all'altitudine operativa di 540 chilometri.

 Si è trattato del quinto lancio orbitale globale del 2022, il terzo di SpaceX, tutti eseguiti con successo. Al momento la classifica è guidata dagli Stati Uniti, con quattro lanci, seguita dalla Cina con uno.

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Letto: 179 volta/e Ultima modifica Giovedì, 20 Gennaio 2022 05:02

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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