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Scritto: Sabato, 27 Novembre 2021 06:09 Ultima modifica: Sabato, 27 Novembre 2021 07:45

Parker Solar Probe: swing-by da record


L'osservatorio solare della NASA ha battuto i propri record di velocità e distanza dal Sole domenica 21 novembre, mentre stava effettuando il suo decimo swing-by.

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Parker Solar Probe sta eseguendo la decima delle 24 orbite pianificate, per avvicinarsi progressivamente al Sole. Il veicolo spaziale è stato lanciato il 12 agosto 2018.
Parker Solar Probe sta eseguendo la decima delle 24 orbite pianificate, per avvicinarsi progressivamente al Sole. Il veicolo spaziale è stato lanciato il 12 agosto 2018.
Crediti: NASA/Johns Hopkins APL

Parker Solar Probe ha raggiunto una velocità massima alle 8:25 UCT, arrivando a 586,864 chilometri orari (ossia circa 163 chilometri al secondo), hanno detto i funzionari della NASA. Una velocità record che avrebbe portato la sonda dalla Terra alla Luna in meno di un'ora. Contemporaneamente ha anche stabilito un record di distanza, arrivando a soli 8,5 milioni di chilometri dalla fotosfera (la superficie del Sole). Nel sorvolo precedente, del 9 agosto, la navicella era passata a 10,4 milioni di chilometri dalla superficie del Sole, raggiungendo una velocità massima di 532.000 chilometri orari.


Più polvere del previsto

Avvicinarsi così tanto al Sole espone Parker a temperature estreme. Questo problema era ben noto agli ingegneri che hanno protetto la sonda con uno scudo termico unico, chiamato affettuosamente "frisbee gigante", una sorta di sandwich costituito da vernice riflettente, un nucleo in schiuma di carbonio e pannelli di composti di carbonio. Tuttavia, hanno detto di essere rimasti sorpresi della polvere che c'è vicino al Sole. Parker è stata progettata anche per questo ma la quantità osservata direttamente sta superando i modelli.

"Abbiamo progettato materiali e componenti che sopravvivono agli impatti della polvere iperveloci e agli effetti delle particelle ancora più piccole create in questi impatti", ha detto Jim Kinnison, ingegnere dei sistemi di missione Parker Solar Probe presso l'Applied Physics Laboratory della Johns Hopkins University. "Abbiamo modellato la composizione e gli effetti dell'ambiente polveroso", ha aggiunto Kinnison, "abbiamo testato il modo in cui i materiali reagiscono alle particelle di polvere e installato sistemi di bordo tolleranti ai guasti che mantengono Parker Solar Probe al sicuro in questa regione inesplorata". Ma "Stiamo osservando quantità di polvere superiori al previsto vicino al Sole", ha affermato Nour Raouafi, scienziato del progetto Parker Solar Probe presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL). "La cosa eccitante di questo è che sta migliorando notevolmente la nostra comprensione delle regioni più interne della nostra eliosfera, dandoci una visione di un ambiente che, fino ad ora, era un mistero totale".

Il team ha anche notato che, occasionalmente, gli star tracker, ossia le fotocamere di navigazione, vengono accecate dalla luce riflessa dalle particelle di polvere frantumante che possono interrompere momentaneamente la capacità della fotocamera di vedere le stelle, utilizzate come mappa per l'orientamento e la rotta della navicella.

Parker non è dotata di un rilevatore di polvere ma quando i granelli colpiscono la sonda lungo il suo percorso, gli impatti ad alta velocità creano nuvole di plasma le quali, a loro volta, producono cariche elettriche uniche che vengono rilevate da diversi sensori sullo strumento FIELDS,  progettato per misurare i campi elettrici e magnetici vicino al Sole. La fotocamera WISPR è in grado di riprendere si i frammenti più vicini che i pulviscoli più lontani. Sebbene conoscere la polvere spaziale non sia un obiettivo scientifico primario della missione, i due strumenti porteranno avanti un'indagine specifica sulla polvere vicino al Sole, in una regione del Sistema Solare in cui nessuna missione è mai stata operativa.


I prossimi record

Il team della missione prevede di continuare a battere i record di velocità e distanza, soprattutto dopo che Parker avrà completato due sorvoli di Venere nell'agosto 2023 e nel novembre 2024 per smaltire energia cinetica e restringere ulteriormente la sua orbita. Entro dicembre 2024, Parker dovrebbe avvicinarsi a 6,2 milioni di chilometri dalla superficie solare, con velocità superiori a 690.000 chilometri orari.

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Letto: 638 volta/e Ultima modifica Sabato, 27 Novembre 2021 07:45

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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