Durante il sorvolo, la sonda dovrà attraversare alcune orbite cosparse di spazzatura spaziale, viaggiando peraltro "contromano" rispetto alla maggior parte dei detriti e dei satelliti. Questa manovra sarà il sorvolo più rischioso affrontato da una missione scientifica finora.


Rischi alla navigazione

Il gravity assist avrà luogo il 27 novembre alle 04:30 GMT (05:30 CET).
Al massimo avvicinamento, Solar Orbiter sarà a soli 460 chilometri sopra il Nord Africa e le Isole Canarie (la Stazione Spaziale Internazionale ora sta volando a circa 420 chilometri di quota).

La manovra è essenziale per diminuire l'energia del veicolo spaziale e allinearlo per il suo prossimo passaggio ravvicinato del Sole, ma comporta dei rischi: dovrà passare attraverso due regioni orbitali popolate da detriti.

La prima è l'anello geostazionario dei satelliti a 36000 chilometri e la seconda è l'insieme delle orbite terrestri basse a circa 400 chilometri dove, tra l'altro, un test anti-satellite russo ha anche prodotto una nuvola di frammenti che ha minacciato la Staziona Spaziale Internazionale. Di conseguenza, c'è un piccolo rischio di collisione. Il team operativo di Solar Orbiter sta monitorando la situazione molto da vicino e modificherà la traiettoria del veicolo spaziale se necessario.


Un'opportunità per la scienza

Lo swing-by offrirà un'opportunità unica per studiare il campo magnetico terrestre.
Questo è un argomento di estremo interesse perché il campo magnetico è l'interfaccia della nostra atmosfera con il vento solare, il flusso costante di particelle cariche emesso dal Sole.
Non solo le particelle del vento solare possono penetrare nel campo magnetico e innescare le aurore nel cielo, ma gli atomi della nostra atmosfera possono essere strappati e perdersi nello spazio (che poi è quello che è successo all'atmosfera di Marte che, a differenza della Terra, non possiede un campo magnetico globale).

L'ESA già studia queste interazioni con i quattro satelliti di Cluster a 60000 chilometri di altitudine e i tre veicoli spaziali di Swarm a 400 chilometri. Il fly-by di Solar Orbiter offre un'opportunità unica per acquisire ancora più dati.

Il gravity assist segna una tappa fondamentale per Solar Orbiter. Dal suo lancio nel febbraio 2020 al luglio di quell'anno, il veicolo spaziale era nella fase di messa in servizio, durante la quale gli scienziati e gli ingegneri hanno testato il veicolo spaziale e i suoi strumenti. Da luglio 2020 ad oggi, Solar Orbiter è in fase di crociera. Durante questo periodo, gli strumenti in situ hanno effettuato misurazioni del vento solare e di altre condizioni intorno alla navicella, mentre gli strumenti di telerilevamento progettati per guardare il Sole sono stati nella loro modalità estesa di calibrazione e caratterizzazione.

Nonostante Solar Orbiter non sia ancora in modalità scientifica completa, è stata prodotta molta scienza in questo periodo.
Un aggiornamento alla rete di stazioni terrestri dell'ESA ha consentito a Solar Orbiter di inviare più dati del previsto sulla Terra e questo ha già prodotto più di 50 articoli che descrivono in dettaglio i risultati scientifici della fase di crociera della sonda e saranno pubblicati a dicembre dalla rivista Astronomy & Astrophysics.


Più vicino al Sole

A marzo 2022, Solar Orbiter effettuerà un passaggio ravvicinato al Sole, chiamato perielio. Il suo primo perielio risale a giugno 2020, con la navicella che si è avvicinata a 77 milioni di chilometri. Questa volta, Solar Orbiter si avvicinerà fino a 50 milioni di chilometri
“Questo sarà a un terzo della distanza tra il Sole e la Terra. Quindi, rispetto a tutte le interessanti immagini ad alta risoluzione che abbiamo già ottenuto, tutto ora verrà ingrandito di circa un fattore due
", si legge nel comunicato.

Prima di tutto, gli scienziati non vedono l'ora di vedere più da vicino i brillamenti in miniatura chiamati "campfires". Questi potrebbero fornire indizi su come l'atmosfera esterna del Sole abbia una temperatura di milioni di gradi, mentre la superficie è a migliaia di gradi, una situazione che, apparentemente, sfida la fisica perché il calore non dovrebbe essere in grado di fluire da un oggetto più freddo a uno più caldo. E, quando la sonda volerà più lontano dalla nostra stella, misurerà il vento solare e prenderà immagini d'insieme. Questi dati potranno poi essere combinati con quelli della sonda Parker della NASA:

Ma prima che tutto ciò avvenga, Solar Orbiter deve completare il suo sorvolo della Terra. E questo rappresenta un'opportunità per gli osservatori più potenti di dare l'ultimo addio al veicolo spaziale prima che si diriga per sempre nello spazio profondo. Quando Solar Orbiter riemergerà dall'ombra della Terra, sarà in rotta per il suo appuntamento con il Sole e con le regioni polari solari mai osservate prima. Ciò segnerà l'inizio della missione scientifica.

In bocca al lupo Solar Orbiter!