Scritto: Giovedì, 21 Ottobre 2021 04:32 Ultima modifica: Giovedì, 21 Ottobre 2021 10:18

Lucy vola con un pannello solare non bloccato


Uno dei due pannelli solari della sonda della NASA non è riuscito a bloccarsi in posizione dopo il dispiegamento.

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Lucy vola con un pannello solare non bloccato Crediti: Lockheed Martin

Dopo il lancio avvenuto con successo il 20 ottobre 2021 dalla rampa SLC-41 di Cape Canaveral, la sonda della NASA Lucy ha dispiegato i suoi due grandi pannelli solari ma uno solo si è agganciato correttamente. Il secondo è rimassto "parzialmente dispiegato", dice la NASA nel comunicato.

"Il veicolo spaziale sta funzionando bene ed è stabile", scrive l'Agenzia. "Entrambe i pannelli stanno producendo energia e le batterie si stanno ricaricando".
"Tutti gli altri sottosistemi sono normali".

"Con l'attuale comportamento, Lucy può continuare a operare senza alcuna minaccia per la sua salute e sicurezza. Il team sta analizzando i dati del per comprendere la situazione e determinare i prossimi passi per ottenere il pieno dispiegamento del pannello solare". Il primo tentativo avverrà non prima della fine della prossima settimana.

Il dispiegamento è impegnativo

Gli ingegneri sanno bene che il dispiegamento dei pannelli solari è un processo pieno di insidie, in cui entrano in gioco migliaia di minuscoli meccanismi.
La NASA sta ora lavorando per determinare con precisione quanto il pannello sia aperto: "Quel pannello solare sta generando quasi la potenza prevista rispetto all'ala completamente dispiegata. Questo livello di potenza è sufficiente per mantenere il veicolo spaziale sano e funzionante".

D'altra parte Lucy ha dei grandi pannelli solari da 7,3 metri di diametro ciascuno, per un totale di 51 metri quadrati di celle solari,. necessari per alimentare la navicella nella Fascia Principale degli asteroidi tra Marte e Giove, dove la luce del sole è circa 25 volte più debole di quella che sperimentiamo vicino alla Terra. Queste grandi "ali" consentono a Lucy di viaggiare più lontano dal Sole rispetto a qualsiasi altro veicolo spaziale a energia solare costruito fino ad oggi.
"Quando siamo vicino alla Terra, i pannelli producono circa 18.000 Watt di potenza, quindi sarebbe equivalente ad alimentare la mia casa e un paio di case dei miei vicini", ha detto durante la conferenza stampa Katie Oakman della Lockheed Martin Space, che ha costruito il veicolo spaziale. "Tuttavia, quando voliamo verso gli asteroidi troiani di Giove, abbiamo solo circa 500 Watt di potenza, quindi questo accenderebbe solo poche lampadine nel mio soggiorno e non sarebbe sufficiente per accendere il mio microonde al mattino per scaldami il caffè".

Lucy è entrata in modalità crociera martedì scorso e la sonda "è esattamente dove dovrebbe essere", dice il team. Tuttavia, a causa del problema al pannello solare, anche il dispiegamento della instrument pointing platform è in ritardo.


Lucy

Lucy, che prende il nome dall'australopiteco scoperto nel 1974 in Etiopia, è progettata per volare su otto diversi asteroidi, la maggior parte dei quali troiani di Giove.
Questi ultimi sarebbero i resti del materiale primordiale che andò a formare i pianeti esterni più di 4 miliardi di anni fa e potrebbero contenere indizi vitali per decifrare la storia del Sistema Solare e, forse, anche le origini del materiale organico sulla Terra. Orbitano in corrispondenza dei punti di equilibrio (i punti di Lagrange) del sistema gravitazionale Sole-Giove. I gruppi principali sono concentrati in corrispondenza di L4 ed L5 (che, rispettivamente, precedono e seguono di 60º Giove nel suo tragitto orbitale), dove la risultante tra l'attrazione gravitazionale complessiva esercitata dal Sole e dal gigante gassoso e la forza centrifuga apparente sono nulle.
Lucy sarà la prima missione spaziale a studiare i Troiani.

Oltre a tutti i sistemi fondamentali, come l'antenna ad alto guadagno per comunicare con la Terra, il payload scientifico include:

- Lucy Thermal Emission Spectrometer (L'TES), uno strumento costruito dall'Arizona State University di Tempe, in Arizona, che misurerà la temperatura superficiale degli asteroidi troiani osservando lo spettro termico dell'infrarosso, aiutando a comprendere le proprietà fisiche del materiale superficiale
- Lucy LOng Range Reconnaissance Imager (L’LORRI), una fotocamera pancromatica ad alta risoluzione, realizzata dal Laboratorio di fisica applicata della Johns Hopkins University, nel Maryland. L'LORRI fornirà le immagini più dettagliate della superficie degli asteroidi troiani.
- L’Ralph, uno strumento fornito dal Goddard Space Flight Center della NASA che consiste di due parti: L'Ralph Linear Etalon Imaging Spectral Array (LEISA), uno spettrometro a infrarossi che rivelerà le linee di assorbimento che fungono da impronte digitali per diversi silicati, ghiacci e sostanze organiche che potrebbero trovarsi sulla superficie degli asteroidi troiani; L'Ralph Multi-spectral Visible Imaging Camera (MVIC), che acquisirà immagini a colori dei troiani per determinarne la composizione.

La sonda riceverà il suo primo gravity assist dalla Terra nel 2022, per dirigersi oltre l'orbita di Marte. La navicella tornerà quindi verso la Terra per un altro swing-by nel 2024, che la spingerà verso l'asteroide Donaldjohanson nel 2025, situato all'interno della Fascia Principale degli asteroidi. La sonda viaggerà, quindi, verso il suo primo incontro con un troiano di Giove nel 2027. Ne visiterà sette in 12 anni di missione. Dopo aver completato i suoi primi quattro sorvoli mirati, la navicella tornerà sulla Terra per un terzo gravity assist nel 2031, che la catapulterà verso lo sciame di troiani per un incontro programmato nel 2033.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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