Scritto: Venerdì, 06 Agosto 2021 16:12 Ultima modifica: Sabato, 07 Agosto 2021 05:50

Il futuro prende la forma di Starship


 Con occhi increduli ed entusiasti al tempo stesso, il mondo oggi ha assistito allo "stacking" del veicolo spaziale più grande e potente mai realizzato, prova generale di un lancio che sembra ormai imminente e che segnerà l'inizio di una nuova era!

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Il complesso Starship B4+S20 ripreso dalla Orbital Tower
Il complesso Starship B4+S20 ripreso dalla Orbital Tower
Credits: Elon Musk / SpaceX

Elon Musk sembra ormai inarrestabile e sta dimostrando anche una certa impazienza nel vedere volare quanto prima il suo "dream vehicle", lo Starship. In un succedersi di eventi cui è stato davvero difficile star dietro, nell'ultima settimana abbiamo assistito prima alla installazione della piattaforma "launch pad", poi al completamento del Booster B4 con i 29 motori raptor alla base e le appendici aerodinamiche "grid fins" alla sua sommità, poi al rollout del suddetto booster nel poligono di lancio e al trasferimento, al suo posto, dell'orbiter S20 nella "High Bay" per l'assemblaggio finale. Gli ultimi episodi sono stati, l'altro ieri, la sistemazione del B4 sulla piattaforma di lancio e, ieri, il "rollout" ovvero il trasferimento di S20 al sito di lancio, insieme ad un nuovo serbatoio che dovrà rifornire il combustibile criogenico allo Starship.

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L'orbiter S20 (a destra) e il serbatoio (a sinistra) lasciano il sito di produzione (Sanchez property) diretti al poligono di lancio, ieri all'alba - Credits: NASA Spaceflight.com

 Durante lo spettacolare trasferimento di ieri, le telecamere di LabPadre e di NASA Spaceflight hanno inquadrato parecchi dettagli interessanti e sorprendenti. In particolare, la copertura termica presentava notevoli buchi, il più evidente nella porzione superiore, in corrispondenza dell'inizio di quello che sarà il settore "payload" di Starship. Evidentemente, la fretta di Musk era tale da costringere a interrompere temporaneamente l'installazione delle scure tegole o mattonelle esagonali ("tiles") fatte di materiale refrattario ed essenziali per proteggere l'orbiter dal calore del rientro atmosferico. Inoltre, numerose tegole mostrano evidenti scheggiature superficiali e alcune di esse appaiono sconnesse o leggermente inclinate, ma forse queste anomalie non sono reputate gravi per il buon funzionamento della protezione.

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Dettagli della porzione fino a ieri mancante (a sinistra) ed esempi di tegole danneggiate (a destra) - Credits: NASA Spaceflight.com

 Dopo un viaggio di 2 ore, S20 è stato inizialmente parcheggiato nei pressi del prototipo booster BN3, sistemato sul Pad-A, ma poi è stato trasferito ai piedi della grande gru LB13500 in previsione dello "stacking" o impilamento sopra B4, previsto nel pomeriggio. Tuttavia, come racconta lo stesso Musk, venti forti hanno impedito l'operazione che è stata rimandata a stamattina, appunto. Nel frattempo, si è pensato bene di aggiungere le tegole mancanti e si è proceduto anche a verniciare di grigio i 6 piloni che sostengono la launch table, rendendola di colore uniforme.

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Sulla sinistra, S20 pronto ad essere issato, ieri a mezzogiorno, in cima al booster B4, a sua volta posato sulla launch table. In alto, svettano la gru LR13500 e la Torre Orbitale - Credits: E.Musk / SpaceX

Ed eccoci al momento cruciale. Stamane, poco prima delle 7 locali, la gru ha iniziato a sollevare S20 con un movimento quasi impercettibile, circa 12 cm/s. Nel giro di un'ora, dopo attenti controlli, l'orbiter è stato delicatamente adagiato sul booster.

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La splendida vista dello Starship in configurazione di lancio - Credits: E.Musk/SpaceX

In un tweet, Elon ha scritto laconicamente "Starship fully stacked" ma in quel momento l'emozione doveva essere forte, come sottolineato dalla voce di Sinatra che cantava, non a caso, "Fly me to the Moon" dagli altoparlanti del poligono di Starbase; la situazione ricordava un po' l'altro evento memorabile, quando lo Starman fece capolino sulla Tesla roadster lanciata dal Un Falcon Heavy e SpaceX diffuse le note di "Life on Mars" di D.Bowie. Anche questo risultato, oltre ad essere un enorme successo tecnologico, è una grande operazione di immagine e sta a dirci che davvero non dovremo aspettare molto prima di vedere lo Starship posarsi sulla Luna e su Marte, come sembra suggerire questa suggestiva inquadratura ripresa durante lo staging.

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Credits: NASA Spaceflight.com

 Poco dopo lo staging, è avvenuto il "de-staging" e S-20 è stato riportato a terra per poi essere trasferito nuovamente nella High-bay del sito di produzione, dove verrà ultimata la copertura termica e verranno fatti gli ultimi preparativi in vista dei test "Cryo" e "Static Fire", la prossima settimana. Anche B4 dovrà essere testato ed è possibile che, a questo scopo, venga presto trasferito sul "Pad-B" già modificato per l'occasione.

 

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Lunedì, 09 Agosto 2021 17:05 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Grazie Claudio per l'aggiunta di tutte queste informazioni che avevo tralasciato, per non appesantire troppo l'articolo. Sono d'accordo sul fatto che esiste ancora molto lavoro da fare, soprattutto per quel che riguarda le strutture di supporto a terra (il "mechazilla" e il sistema di alimentazione del combustibile, in primis). Tuttavia, in riferimento al primo volo di prova orbitale e non operativo, verranno adottate soluzioni temporanee e "di fortuna", come l'utilizzo della gru per sistemare i due veicoli sul launch pad (cosa già avvenuta con successo); dato che l'atterraggio avverrà in mare per entrambi gli elementi, anche il sistema di "catch" per ora non serve e quindi non è affatto azzardato ipotizzare un lancio entro questo mese o al massimo ai primi di settembre, considerata anche l'accelerazione data ai lavori negli ultimi 10 giorni. Per quanto riguarda la dimostrazione di venerdi scorso, credo si sia trattato anche di una "prova di forza" e di un preciso messaggio inviato a Bezos e soprattutto alla NASA, viste le recenti polemiche e i ricorsi sull'assegnazione del contratto per il lander lunare; è stato un modo spettacolare e concreto per dire "guardate che noi abbiamo un veicolo già quasi operativo, mentre la concorrenza ha solo progetti e modellini al riguardo!".

  • Comment Link Claudio Costerni Domenica, 08 Agosto 2021 22:26 posted by Claudio Costerni

    Hanno da fare ancora molto lavoro prima di riuscire a lanciare missioni operative, non è proprio imminente. 
    Vari elementi devono ancora essere progettati, simulati al computer o sono in corso d'opera ed in continua evoluzione nel susseguirsi di rapide iterazioni costruttive. 
    Questo vale anche per la base di lancio che in futuro dovrà acchiappare il primo stadio muovendo le sue braccia (Musk ha battezzato quel meccanismo: Mechazilla) durante le fasi finali del rientro, con il Booster che probabilmente effettuerà, negli ultimi secondi della discesa, uno spostamento laterale in diagonale verso la torre, prima di appoggiarsi alla torre stessa, supportato dalle sue grid fins, le robuste alette a griglia di manovra che resteranno sempre in posizione aperta, diversamente da quelle dei Falcon 9. 
    Possono solo ruotare, non richiudersi ed aprirsi, e per farlo usano motori elettrici e batterie Tesla. 
    Piccola perdita di efficenza aereodinamica durante l'ascesa, ma guadagno in robustezza strutturale e doppia funzionalità. 
    Elon Musk definisce Stage 0, tutto ciò che sta a terra attorno alla torre di lancio. 

    Il primo tentativo di volo orbitale (fra settimane o mesi) vedrà Booster (primo stadio) e Starship (secondo stadio) finire nell'oceano, se tutto andrà bene e non esploderanno prima. 
    Parte critica e tutta nuova ancora da sperimentare sarà la protezione attiva, con gas sotto pressione, sparati sulle parti in movimento delle grid fins, che altrimenti potrebbero rimanere fatalmente esposte al plasma incandescente e danneggiarsi durante il rientro in atmosfera. 
    Ci saranno sensori termici e fotocamere interne ad infrarosso per poter controllare cosa succederà e dove ci saranno eventuali surriscaldamenti oltre al limite amissibile. 
     
    Le mattonelle mancanti erano irrilevanti al fine dell'unico scopo in quelle ore che era il vedere se le due parti, primo e secondo stadio (Booster e Starship), potevano essere unite senza difficoltà e combaciare perfettamente. 
    Era anche necessario vedere quanto tempo richiedeva tutta l'operazione, montaggio e smontaggio. 
    Solo verifiche meccaniche e dimensionali sulla precisione costruttiva delle due parti, alta 70 m una, 50 m l'altra e pesanti probabilmente un centinaio di tonnellate l'una, da spostare ed alzare con una gru gigantesca. 
    Anche tutti i motori sono e saranno smontati, devono essere testati, etc, etc. 

    Se hai due piccoli modellini in mano, fai presto a provare se li hai costruiti bene e se combaciano, nella tua officina, senza sguardi indiscreti, ma qui lo devi fare in grande ed all'aperto alla luce del sole, non puoi mantenerlo segreto, tutti possono guardare e far congetture di varia natura. 
    Solo un piccolo passo avanti, molto scenografico e stimolante, ma non molto di più, per ora.  

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