Scritto: Domenica, 04 Luglio 2021 16:22 Ultima modifica: Lunedì, 05 Luglio 2021 00:41

Perseverance persevera nella sua marcia!


Il rover americano non sta mai fermo e in 10 giorni ha percorso quasi mezzo chilometro, infrangendo i precedenti record di percorrenza e avvicinandosi al primato stabilito dal cugino Curiosity. Merito anche della "guida autonoma" da poco attivata!

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n alto, grafico della distanza percorsa (odometria) nei singoli spostamenti (rombi viola) e cumulativa (curva rossa), con indicazione della velocità media negli ultimi 10 giorni.(azzurro); in basso, altezza del rover rispetto al luogo di atterraggio e pendenza media in ciascun drive n alto, grafico della distanza percorsa (odometria) nei singoli spostamenti (rombi viola) e cumulativa (curva rossa), con indicazione della velocità media negli ultimi 10 giorni.(azzurro); in basso, altezza del rover rispetto al luogo di atterraggio e pendenza media in ciascun drive Data Source: NASA/JPL/JSON - Processing/Plots: Marco Di Lorenzo

Un pò di statistiche...

 Da quando un mese fa la missione di Perseverance è entrata nel vivo, con l'avvio della campagna scientifica vera e propria, il rover (o meglio, il team che lo gestisce a Terra) ha premuto decisamente sull'acceleratore dirigendosi a Sud, verso la regione di Seith, dove è prevista la raccolta dei primi campioni di suolo. In effetti, mentre nei primi 100 Sol di attività (dal 18 Febbraio al 31 Maggio) Percy ha effettuato solo 24 spostamenti o "drives", nei successivi 31 Sol i drives sono stati 19, il che significa che la percentuale di giorni dedicati agli spostamenti è aumentata di oltre 2,5 volte! Parlando di distanze percorse, anche qui il cambiamento di ritmo è impressionante: nel primo periodo Perseverance ha coperto poco meno di 377 metri, in media, 3,8 m/Sol ovvero 15,7 metri/drive; invece, dal 1 giugno al 2 luglio sono stati percorsi oltre 830 metri, dunque 26,8 m/Sol o 43,7 m/drive. Insomma, gli spostamenti non sono solo diventati più frequenti ma anche quasi 3 volte più lunghi, in media. Queste ed altre informazioni sono contenute nei due grafici di apertura, tratti dal Mission Log curato dal sottoscritto e aggiornato quasi continuamente sulla base delle informazioni pubblicate nel sito ufficiale della missione.

LN130

Porzione di un frame ripreso in direzione Nord dalla Left-Navigation-Camera nel Sol130, dopo il drive-record di oltre 125 metri; evidenti le tracce lasciate dalle ruote sul terreno, sulla destra c'è l'antenna a basso guadagno del rover e una porzione del generatore RTG - Crediti: NASA/JPL/Caltech - Processing: Marco Di Lorenzo

 Tra i primati ultimamente stabiliti sono da rimarcare i primi due drives oltre i 100 metri di lunghezza (105 metri il Sol 130 e, addirittura, 125,5 metri il Sol precedente); peraltro, proprio durante il drive più lungo, è stato completato il primo km percorso da Perseverance e ci si è avvicinati molto al record personale di Curiosity, che nel suo Sol 88 stabilì una percorrenza di 129 metri. A questo punto è probabile che, a breve, Percy infranga anche quel record e magari si avvicini al record assoluto di percorrenza marziana, 220 metri percorsi da Curiosity nel Sol 410, nell'ormai lontano 2005.

N131

Altra vista della Navigation-Camera nel Sol successiva, dopo il drive di 105 metri - Crediti: NASA/JPL/Caltech - Processing: Marco Di Lorenzo

L'aiuto del pilota automatico

 Se Perseverance ha raggiunto simili risultati, lo si deve anche al supporto fornito da Ingenuity che ha ripreso in anticipo il terreno dall'alto, aiutando a pianificarne il percorso; tuttavia, questo discorso non si applica agli ultimi drives, dato che ora Percy ha superato il drone che rimane posato circa 200 metri più a nord. In realtà, il merito principale dei successi negli ultimi giorni è da attribuire alla decisione di attivare il sistema a guida autonoma.

 Sempre più spesso, infatti, il rover si occuperà del viaggio da solo, utilizzando un potente sistema di navigazione automatica chiamato "AutoNav". Questo sistema avanzato crea mappe 3D del terreno davanti al rover, identifica i pericoli e pianifica un percorso per aggirare gli ostacoli, senza ulteriori indicazioni dai controllori a Terra e quindi con un notevole risparmio di tempo, visti i ritardi nella comunicazione. A questo link è possibile vedere un filmato illustrativo al riguardo.

 Come racconta Vandi Verma del JPL, "Il rover ha la capacità di pensare alla guida autonoma mentre le sue ruote girano" e questa capacità, combinata con altri miglioramenti, potrebbe consentire a Perseverance di raggiungere una velocità massima di 120 metri all'ora, dunque svariate centinaia di metri al giorno. In verità, anche Curiosity è dotato di una versione precedente di AutoNav che, però, garantisce solo 20 metri all'ora. "Abbiamo velocizzato AutoNav di quattro o cinque volte", ha affermato Michael McHenry, sempre del JPL, "Stiamo guidando molto più lontano in molto meno tempo di quanto dimostrato da Curiosity". Durante le indagini nel cratere Jezero,  AutoNav sarà una caratteristica chiave per aiutare a portare a termine il lavoro. "Saremo in grado di raggiungere i luoghi in cui gli scienziati vogliono andare molto più rapidamente", ha affermato Jennifer Trosper, che ha lavorato su tutti i rover marziani della NASA ed è il project manager del rover Mars 2020 Perseverance. "Ora siamo in grado di guidare attraverso questi terreni più complessi invece di aggirarli: non è qualcosa che siamo stati in grado di fare prima".

 In effetti questa autonomia e capacità di spostamento rapido, oltre a moltiplicare i risultati scientifici, sarà cruciale anche per consentire a Perseverance di raggiungere in tempo utile la zona in cui si prevede di far atterrare la futura missione "sample return" MDW, che dovrà raccogliere i campioni raccolti da Perseverance per riportarli a Terra all'inizio del prossimo decennio. Una volta esplorato il letto del cratere Jezero e il delta del pale-fiume Neretva, infatti, Percy dovrà scavalcare il bordo occidentale del cratere e percorrere circa 20 km in direzione Ovest per arrivare all'appuntamento con questo lander/rover, il cui design provvisorio è illustrato di seguito.

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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