Scritto: Sabato, 03 Luglio 2021 01:59 Ultima modifica: Sabato, 03 Luglio 2021 05:58

Altro terzetto di lanci orbitali


La Virgin Orbit, nel suo primo volo operativo, ha aperto le danze, seguita, poche ore dopo da un Falcon 9 ed infine da un Sojuz 2,1b. Tre sistemi diversi ma tutti con lo stesso obiettivo, consegnare in orbita carichi utili a prezzi competitivi.

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Nell'immagine il razzo LauncherOne appena rilasciato dall'ala dell'areo madre 747. Nell'immagine il razzo LauncherOne appena rilasciato dall'ala dell'areo madre 747. Crediti: Virgin Orbit

 Il trio di lanci orbitali di fine giugno 2021 è stato aperto dalla Virgin Orbit, che ha confermato di aver inserito con successo in orbita tutti e 7 i satelliti dei clienti a bordo del suo razzo LauncherOne durante la missione 'Tubular Bells: Part One' compiuta il 30 giugno. L'aereo da trasporto 747 della Virgin Orbit 'Cosmic Girl' è decollato dal Mojave Air and Space Port la mattina alle 6:50 locali (le 15:50 italiane) ed ha volato verso un sito di lancio sull'Oceano Pacifico, a circa 80 km a sud delle Isole del Canale. A questo punto, alle 7:47 a.m. PDT (le 16:47 italiane) il razzo è stato rilasciato dalla sua posizione sotto l'ala del Jumbo, mentre i veicoli si trovavano a circa 10,7 km di quota. Il razzo a due stadi, alimentato a cherosene ed ossigeno liquido, è caduto per alcune decine di metri prima di accendere il proprio motore a razzo e schizzare verso l'alto. Il motore NewtonThree del primo stadio di LauncherOne ha funzionato per circa tre minuti, seguito da un'accensione di diversi minuti del motore del secondo stadio NewtonFour che ha spinto il veicolo in un'orbita di parcheggio ellittica. Il secondo stadio si è riacceso al primo apogeo per circolarizzare l'orbita di inserzione con una quota di 510 km x 60 gradi di inclinazione. La missione 'Tubular Bells Part One' includeva quattro satelliti US Space Force Space Test Program (STP) come parte della missione STP-VP27A. Due payload aggiuntivi erano STORK 4 e 5, satelliti di osservazione della Terra per la SatRevolution polacca. Il settimo carico utile era Brik 2, un satellite della Royal Netherlands Air Force (RNLAF), l'aviazione militare olandese.

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Nell'illustrazione il razzo LauncherOne e l'aereo madre Cosmic Girl. Crediti: Virgin Orbit

 “Due lanci di successo e due gruppi di clienti soddisfatti in 5 mesi parlano davvero delle capacità del nostro team. Stanno facendo sembrare facile il lancio in aria, e posso dirvi per esperienza che non lo è," ha affermato Dan Hart, CEO di Virgin Orbit. “Possiamo ora affermare con orgoglio che 17 satelliti lanciati dal nostro sistema sono nello spazio esattamente nelle loro orbite previste. Non vediamo l'ora di aumentare enormemente quel numero mentre spingiamo per aumentare la nostra cadenza di volo nei prossimi mesi".

 “Che esperienza indimenticabile essere qui nel Mojave per vedere il team di Virgin Orbit completare un'altra perfetta missione nello spazio. Tutto è andato esattamente secondo i piani e il fatto che abbiamo lanciato il razzo dal nostro 747 alle 7:47 PDT lo ha reso particolarmente adatto. Tempismo perfetto!" ha detto il fondatore di Virgin Orbit, Sir Richard Branson. "Abbiamo avuto clienti qui da tre paesi e mi congratulo con tutti loro e con tutto il nostro meraviglioso team". 'Tubular Bells: Part One' prende il nome dalla prima traccia del disco Tubular Bells di Mike Oldfield del 1973, l'album che ha ispirato Richard Branson a creare la Virgin Records e il primo mai pubblicato dall'etichetta. Si è trattato del 60esimo lancio orbitale del 2021, il 58esimo di successo.

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Nell'immagine il Falcon 9 di SpaceX al momento del decollo per la missione rideshare Transporter-2. Crediti: SpaceX

 Alcune ore dopo un Falcon 9 v1.2 ha lanciato 88 satelliti in orbita da Cape Canaveral, in Florida. Il decollo da SLC 40 ha avuto luogo alle 19:31 UTC (le 21:31 italiane). È stato il terzo lancio in orbita quasi polare da parte di un Falcon 9 decollato dalla Florida. Il Falcon 9 si è mosso da sud-sudest a sud-sudovest durante la sua ascesa mentre volava lungo la costa della Florida. Anche tre satelliti Internet Starlink erano inclusi nel numeroso carico utile. Dopo aver funzionato per 2 minuti e 15 secondi durante la salita, il primo stadio B1060.8, al suo ottavo volo, ha eseguito le accensioni di frenata, ingresso e atterraggio per posarsi sulle sue zampe sulla piazzola della zona di atterraggio 1 (LZ1) di Cape Canaveral. Dopo il distacco delle due semi-ogive protettive del carico utile (entrambe avevano già eseguito due missioni) il secondo stadio ha eseguito una accensione di 5 minuti e 58 secondi per raggiungere un'orbita di parcheggio ellittica con un apogeo di circa 525 km. Le due semi-ogive sono state poi recuperate in mare dalla nave HOS Briarwood a nord di Cuba .Lo stadio ha sorvolato Cuba, Panama e l'Antartide prima di eseguire una riaccensione di 2 secondi sull'Oceano Indiano circa 54 minuti e 13 secondi dopo il decollo per raggiungere un'orbita sincrona solare di circa 525 km. Poi ha avuto luogo un lungo periodo di oltre 30 minuti per il dispiegamento della moltitudine di satelliti. I satelliti, trasportati a gruppi da società di servizio come la Spaceflight Inc., Exolaunch, D-Orbit, ISILaunch e Nanoracks, erano sia microsatelliti che nanosatelliti con masse da pochi kg a qualche decina. Questa missione era conosciuta come Transporter-2 (la prima era avvenuta lo scorso 24 gennaio con il numero record di 143 satelliti a bordo).

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Nelle immagini tre momenti della missione Transporter-2. Da sinistra, il primo stadio mentre si avvicina alla costa della Florida, l'atterraggio del booster e il dispenser dei satelliti in orbita. Crediti: SpaceX

 Il programma SpaceX 'rideshare' (volo condiviso) è impostato per fornire prezzi bassi e accesso di routine a orbite popolari come SSO o orbite a cui SpaceX andrà comunque, come le orbite per le loro distribuzioni Starlink. Il prezzo di 1 milione di dollari per 200 chilogrammi (con costi aggiuntivi per una massa maggiore) è molto economico rispetto ad altri fornitori di lancio. B1060.8 aveva eseguito un test statico di accensione dei nove motori Merlin 1D sulla rampa SLC-40 il 22 giugno ma senza il carico utile. Il decollo è stato rinviato di un giorno dopo che il 29 giugno, un elicottero, era entrato inavvertitamente nello spazio aereo limitato sopra Cape Canaveral ad appena 11 secondi dal lancio. L'atterraggio e recupero del primo stadio è stato l'89esimo di successo per la SpaceX, il ventesimo lancio Falcon 9 del 2021. Si è trattato inoltre del 61esimo lancio orbitale del 2021, il 59esimo di successo.

 Ma spostiamoci in Russia, dove, un razzo russo Sojuz, dotato di uno stadio superiore Fregat, ha messo in orbita altri 36 satelliti Internet OneWeb giovedì, portando la flotta della compagnia a 254 veicoli spaziali, sufficienti per avviare il servizio commerciale al di sopra dei 50 gradi di latitudine.

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Nella foto il momento del decollo del razzo Sojuz 2-1b per la missione OneWeb-8. Crediti: Roscosmos

 Il razzo Sojuz-2.1b è stato lanciato dalla piattaforma di lancio S1 presso il cosmodromo di Vostochny, nell'estremo oriente russo, alle 12:48:33 GMT (le 14:48 italiane) per iniziare una missione di quasi quattro ore per consegnare in orbita i 36 satelliti OneWeb. Il decollo è avvenuto alle 21:48 ora locale a Vostochny, il terzo lancio di un razzo della famiglia Sojuz in appena sei giorni. Si è trattato dell'ottava missione Sojuz dedicata al trasporto di satelliti per OneWeb, una società con sede a Londra che sta realizzando una rete Internet spaziale globale. Il lancio di altri 36 veicoli spaziali porta la costellazione di OneWeb a 254 satelliti. La società prevede di lanciare 648 satelliti entro il prossimo anno per completare la sua flotta di prima generazione fornendo servizi Internet a bassa latenza. I satelliti di OneWeb sono stati fissati all'interno dell'ogiva del razzo Sojuz-2.1b. Uno stadio superiore Fregat montato sopra il razzo Sojuz ha completato il compito di mettere in orbita i satelliti di OneWeb. Ogni satellite OneWeb ha le dimensioni simili a quelle di un mini-frigo e pesa circa 148 kg. I veicoli spaziali sono costruiti da OneWeb Satellites, una joint venture tra OneWeb e Airbus, in una fabbrica appena fuori dai cancelli del Kennedy Space Center della NASA in Florida. I satelliti OneWeb trasmettono segnali Internet a banda larga agli utenti a terra, in mare o in aria, fornendo connettività ad alta velocità e bassa latenza per consumatori, grandi aziende e governi. OneWeb è in competizione con la rete Starlink di SpaceX, insieme alle costellazioni Internet pianificate di altre società. Con i satelliti lanciati giovedì la OneWeb avrà abbastanza satelliti per fornire servizi Internet ai clienti a nord di 50 gradi di latitudine. Ci vorranno alcuni mesi perché i nuovi veicoli spaziali superino i test post-lancio e il innalzamento dell'orbita. La OneWeb è emersa dalla bancarotta lo scorso anno sotto la proprietà di Bharti Global e del governo del Regno Unito e ha ripreso i lanci a dicembre. "Questo ultimo lancio dei satelliti OneWeb metterà la banda larga ad alta velocità alla portata di tutto l'emisfero settentrionale entro la fine dell'anno, incluso il miglioramento della connettività nelle parti più remote del Regno Unito," ha affermato il primo ministro britannico Boris Johnson. "Sostenuta dal governo britannico, OneWeb dimostra ciò che è possibile, quando gli investimenti pubblici e privati si uniscono, mettere il Regno Unito all'avanguardia delle ultime tecnologie, aprendo nuovi mercati e, in definitiva, trasformando la vita delle persone in tutto il mondo," ha affermato Johnson. in una dichiarazione.

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Nella foto i satelliti OneWeb8 sistemati prima del lancio, pronti per essere chiusi nell'ogiva protettiva. Crediti: Roscosmos

 Dopo il decollo da Vostochny, il razzo Sojuz-1.b ha rilasciato i suoi quattro booster del primo stadio, alimentati a cherosene, circa due minuti dopo il decollo, quindi le due semi-ogive del carico utile sono state scaricate scaricata a T+3 minuti e 35 secondi, una volta che il veicolo aveva superato gli strati più spessi e più bassi dell'atmosfera. Lo stadio centrale del Sojuz ha funzionato fino a poco prima dei cinque minuti della missione, poi si è separato per ricadere a terra sul territorio russo. Il razzo è salito alla luce del sole pochi minuti dopo il decollo, avvenuto subito dopo il tramonto a Vostochny. La luce del sole ha illuminato il pennacchio di scarico in espansione del razzo, creando uno spettacolo di luci spettacolare in una trasmissione video in diretta dal sito di lancio. Il motore del terzo stadio si è acceso per spingere lo stadio superiore Fregat e la pila di satelliti OneWeb su una traiettoria balistica suborbitale. Quindi il motore principale di Fregat si è acceso a T+10 minuti e 22 secondi per un'accensione di cinque minuti in modo da posizionare i satelliti OneWeb in un'orbita allungata preliminare. Dopo essersi librati a nord sopra l'Oceano Artico e di nuovo a sud, una seconda accensione dello stadio superiore Fregat, circa 73 minuti dopo il decollo, ha terminato il lavoro di posizionamento dei payload OneWeb nell'orbita polare alta 449 km per il dispiegamento. Lo stadio superiore di Fregat rilascia i satelliti OneWeb in orbita quattro alla volta, con impulsi dai propulsori di controllo più piccoli del Fregat tra ogni rilascio per fornire lo spazio tra i veicoli spaziali. L'ultimo quartetto di satelliti si è separato dallo stadio superiore del Fregat quasi quattro ore dopo il decollo. Il controllo missione di OneWeb ha acquisito segnali da tutti i 36 satelliti, confermando la loro salute dopo l'arrivo in orbita. I satelliti sono stati programmati per estendere i loro pannelli solari generatori di energia e accendere i propulsori al plasma, alimentati allo xeno, per aumentare la loro altitudine a 1.200 chilometri, dove si uniranno al resto della costellazione di OneWeb. Si è trattato del 62esimo lancio orbitale del 2021, il 60esimo di successo.

Letto: 92 volta/e Ultima modifica Sabato, 03 Luglio 2021 05:58

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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