La NASA sta cercando di risolvere un problema al "payload computer" di Hubble Space Telescope, presentatosi domenica scorsa, quando in Italia erano da poco passate le 22. Si sospetta che il problema possa derivare da un modulo di memoria difettoso, forse degradato dal tempo e dai raggi cosmici, che ha indotto il blocco al computer. In giornata odierna, il team a terra effettuerà uno "switch" su uno dei diversi moduli di riserva e subito dopo il computer verrà riattivato e fatto funzionare ininterrottamente per circa 24 ore, nella speranza che non si presentino altre anomalie. Solo dopo il team riattiverà tutti gli strumenti e il telescopio tornerà alla normale operatività.

 Scopo del "payload computer" è quello di controllare e coordinare gli strumenti di bordo. Dopo il suo blocco, il computer principale di HST ha smesso di ricevere comunicazioni da esso e ha quindi messo in "modalità sicura" tutti gli strumenti del telescopio. I tecnici del centro di controllo "Goddard Space Flight Center" di Greenbelt, Maryland avevano provato a far ripartire il payload computer già ieri, usando un altro modulo di memoria, ma il problema si è ripresentato.

 Il payload computer è un dispositivo NASA "Standard Spacecraft Computer-1" (NSSC-1), realizzato dalla NASA negli anni '80, ed è parte del modulo "Science Instrument Command and Data Handling", rimpiazzato dagli astronauti durante l'ultima missione di manutenzione nel 2009. Per fortuna, il modulo ha diversi livelli di ridondanza che possono venire attivati quando necessario. In effetti, i computer sono due e sono tra loro ridondanti come lo sono i 4 moduli di memoria CMOS, da 64 KB ciascuno (di fatto ne basta uno per il normale funzionamento).

 Già nella seconda settimana di Marzo c'erano stati altri problemi tecnici, legati stavolta ad un aggiornamento software sul computer principale e anche all'alimentazione dello strumento WFC3.

 In oltre 30 anni, HST ha effettuato 1,4 milioni di osservazioni. 

 Il 18 giugno, la NASA ha comunicato un aggiornamento sulla situazione. Il tentativo effettuato giovedi sera per rimettere on line i due moduli di memoria non funzionanti e di ottenere dati diagnostici su entrambi non ha avuto esito positivo ed ora il team a terra condurrà dei test per raccogliere più informazioni ed isolare il problema. Il telescopio, nel complesso, è in buona salute ma gli strumenti scientifici rimarranno in "safe mode" fino a quando non si troverà una soluzione.

 Nell'ultimo aggiornamento, giunto dopo 9 giorni dal malfunzionamento, si rivela che il problema ai moduli di memoria era solo un sintomo e che, in realtà, la vera causa potrebbe risiedere nell'interfaccia hardware STINT tra le varie componenti e il "Central Processing Module" (CPM), oppure in quest'ultimo. Il team sta approntando una serie di test per verificare tale ipotesi e isolare il problema ma; eventualmente, potrebbe essere necessario attivare il computer di backup, mai utilizzato da quando è stato installato nel 2009. In questo caso, saranno necessari alcuni giorni prima che il suo funzionamento sia verificato e si possa rendere operativo.

 Aggiornamento del 9 luglio: nell'ultima settimana è stata condotta una serie di test che prelude allo switch sul sistema di backup, previsto la settimana prossima. https://www.nasa.gov/feature/goddard/2021/operations-underway-to-restore-payload-computer-on-nasas-hubble-space-telescope