Scritto: Lunedì, 14 Giugno 2021 22:41 Ultima modifica: Martedì, 15 Giugno 2021 04:53

Pegaus XL, chi si rivede!


Il 13 giugno un razzo Pegasus XL aviolanciato ha piazzato in orbita un satellite per la U.S. Space Force. Sono passati quasi due anni dall'ultimo lancio di questo razzo così particolare che ha debuttato oltre 30 anni fa.

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Nella foto, il Pegasus XL ancora sotto la pancia dell'aereo madre L-1011, poco prima del lancio della missione TacRL-2. Nella foto, il Pegasus XL ancora sotto la pancia dell'aereo madre L-1011, poco prima del lancio della missione TacRL-2. Credit: Northrop Grumman

 Un razzo Pegasus XL della Northrop Grumman ha piazzato in orbita la missione Tactically Responsive Launch-2 (TacRL-2) della U.S. Space Force il 13 giugno alle 1:11 a.m. ora del Pacifico (le 10:11 italiane) dalla base della forza spaziale di Vandenberg, in California. Il carico utile è stato rilasciato con successo nell'orbita bassa terrestre, lo ha dichiarato domenica un portavoce della Space Force. Il Pegasus è un razzo aviolanciato da un aereo Stargazer L-1011. Poco dopo il suo rilascio da Stargazer, a circa 12.000 metri sopra l'Oceano Pacifico, Pegasus ha acceso il suo primo stadio e ha portato il TacRL-2 verso la sua orbita prevista, lo ha confermato la Space Force. TacRL-2 è un satellite dimostrativo tecnologico da utilizzare per la sorveglianza spaziale. L'ufficio Space Safari dello Space and Missile Systems Center ha integrato il satellite costruito e gestito dall'Air Force Research Laboratory e dallo Space Dynamics Laboratory. La missione fa parte del programma di lancio tatticamente reattivo della Space Force, uno sforzo per capire come ridurre le tempistiche per la pianificazione delle missioni spaziali. "Quando ho sfidato lo Space and Missile Systems Center, circa un anno fa, a dimostrare una capacità spaziale reattiva, hanno accettato e consegnato," ha dichiarato in una nota il capo delle operazioni spaziali, il generale John Raymond. "Il team ha presentato un satellite integrato per il dominio spaziale pronto per il lancio in tempi record," ha affermato. "Ciò che normalmente avrebbe richiesto da due a cinque anni, ha richiesto 11 mesi". La progettazione, la costruzione, l'integrazione e i test del veicolo di lancio sono stati completati entro quattro mesi dall'aggiudicazione del contratto, ha affermato il tenente colonnello Ryan Rose, capo della divisione Small Launch and Targets di SMC. TacRL-2 è stata la prima missione supportata dal nuovo ufficio del programma Space Safari di SMC. Questo è stato il 45esimo lancio del Pegasus a propellente solido. Northrop Grumman ha affermato che Pegasus ha lanciato più di 90 satelliti in orbita terrestre bassa da cinque siti di lancio negli Stati Uniti, in Europa e nelle Isole Marshall.

northropgrumman pegasus archive

Nella foto, un Pegasus XL all'interno di un hangar della base di Vandenberg. Credit: NASA/Randy Beaudoin

 Gli ufficiali militari hanno rilasciato pochi dettagli sul satellite Odyssey, che sarebbe stato lanciato durante la missione TacRL-2 e non è stata nemmeno trasmessa una diretta del lancio. I dati di tracciamento dell'orbita pubblicamente disponibili indicano che il razzo Pegasus XL ha consegnato il satellite Odyssey in un'orbita polare con un perigeo, o punto basso, di 405 chilometri, un apogeo, o punto più alto, di 452 chilometri, e un'inclinazione di 97,5° rispetto all'equatore.

 Il debutto di questo razzo, lungo appena 17 metri e con un diametro di 1,27, risale al 5 aprile 1990, quando, decollando sotto l'ala di un bombardiere B-52 piazzò in orbita due satelliti militari. Dal sesto volo, nel 1994, viene utilizzato per il lancio un aereo passeggeri Lockheed Tristar L-1011 della Air Canada modificato, chiamato 'Stargazer'. Il nome è un omaggio alla serie televisiva 'Star Trek: The Next Generation' dove, il personaggio del Capitano Jean Luc Picard aveva comandato una nave con quel nome ed il suo primo ufficiale, William Riker, aveva servito a bordo di una nave stellare Pegasus. Negli oltre 30 anni di carriera ha avuto tre fallimenti completi e due parziali. Dal 1997, tutte le 31 missioni compiute hanno avuto pieno successo. Il razzo è dotato di tre stadi a propellente solido ed è in grado di portare un carico utile di 443 kg in orbita bassa terrestre. Il primo stadio è dotato di piccole ali ed un timone che forniscono, nella prima parte del volo, il controllo atmosferico. Il razzo venne sviluppato a partire dal 1987 da un team della Orbital Sciences Corporation ora acquisita dalla Northrop Grumman, guidato da Antonio Elias con l'aiuto del progettista Burt Rutan e della sua compagnia, la Scaled Composite. Si è trattato del primo veicolo di lancio spaziale privato ad essere sviluppato. La Northrop ha ancora un Pegasus XL nel suo magazzino ed è alla ricerca di clienti. Al momento non è ancora previsto il suo ritiro dal mercato, nonostante che negli ultimi 13 anni abbia volato soltanto cinque volte. Le sue missioni sono state le più varie, da satelliti commerciali, a satelliti scientifici per la NASA (l'ultimo lo Ionospheric Connection Explorer – ICON) nel 2019 e diverse missioni per l'aviazione militare USA.

Letto: 84 volta/e Ultima modifica Martedì, 15 Giugno 2021 04:53

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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