Scritto: Mercoledì, 05 Maggio 2021 01:17 Ultima modifica: Mercoledì, 05 Maggio 2021 05:20

Starship da buca ma SpaceX piazza altri 60 Starlink in orbita


La SpaceX ha eseguito il 26esimo lancio per la propria costellazione di satelliti Starlink. Ed il primo stadio utilizzato ha compiuto il suo nono volo e rientro sulla Terra.

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Nelle foto il momento del decollo del Falcon 9 per la missione Starlink L25. Nelle foto il momento del decollo del Falcon 9 per la missione Starlink L25. Credit: SpaceX webcast

 Mentre gli appassionati di SpaceX tenevano gli occhi sulla Starbase Texas, presso Boca Chica, nel Texas del Sud, per il previsto volo suborbitale del prototipo Starship SN15 (poi rinviato per il troppo vento), la compagnia eseguiva perfettamente un altro lancio Falcon 9 per la propria costellazione di satelliti Starlink per internet. Questa volta la missione Starlink v1.0 L25 è decollata dalla rampa 39A del Kennedy Space Center, alle 3:01 p.m. EDT (le 21:01 italiane) di martedì 4 maggio. Entrambe le piattaforme di lancio che utilizza la SpaceX in Florida sono quindi tornate nel flusso di lancio dei satelliti Starlink. Dopo un periodo relativamente tranquillo per la rampa 39A, nelle settimane attorno alla cruciale missione Crew-2, un'altra ondata di lotti di satelliti Starlink verrà lanciata, nel prossimo mese, sia dalla 39A che dalla SLC-40, presso la Cape Canaveral Space Force Station. Questa rapida cadenza di lancio completerà presto il guscio iniziale della costellazione e fornirà opportunità per nuove pietre miliari di riutilizzo del Falcon 9. Il lancio della missione v1.0 L25 è stato eseguito con il primo stadio B1049, che diventa quindi il secondo, dopo B1051, ad aver compiuto nove missioni con successo. Questo booster ha infatti compiuto il suo debutto sulla missione Telstar-18V nel settembre 2018 prima di fare un viaggio alla base aerea di Vandenberg, in California, per supportare la missione Iridium-8 nel gennaio 2019. B1049 è stato quindi restituito in Florida e ha ora lanciato sette missioni Starlink. Dopo essersi sganciato dal secondo stadio, B1049 è rientrato nell'atmosfera terrestre ed è atterrato perfettamente al centro della piattaforma galleggiante Autonomous Spaceport Drone Ship (ASDS) 'Of Course I Still Love You' che stazionava a circa 633 chilometri a nord-est del sito di lancio. Invece la nave di recupero delle ogive protettive, la Shelia Bordelon, era posizionata più a valle, a circa 730 chilometri dal sito di lancio, per recuperare entrambe le metà della carenatura dopo l'ammaraggio. Una di queste metà ha già compiuto un precedente volo, sempre per una missione Starlink.

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Nell'illustrazione le varie fasi di un lancio di un Falcon 9, comprese quelle del recupero del primo stadio. Credit: SpaceX/Elaborazione @Maxi

 Elon Musk, fondatore di SpaceX, aveva precedentemente fissato come obiettivo la possibilità, per un singolo booster, di eseguire fino a 10 voli senza importanti lavori di ristrutturazione. Comunque questo non sarebbe il limite di volo per il Falcon 9, poiché Elon aveva anche affermato che ogni booster è progettato per un massimo di 100 ri-voli. Però Gwynne Shotwell, Presidente di SpaceX, ha messo in dubbio che si possa arrivare a far volare 100 volte un booster, dato il rapido sviluppo di Starship. Il numero massimo di volte in cui un booster verrà riutilizzato dipenderà dalle ispezioni post-volo di ciascun Falcon 9 e dagli effetti della corrosione dall'ambiente marino salato a cui sono esposti i booster dopo l'atterraggio sulle navi drone. Un booster spinto al limite del riutilizzo - noto anche come "Life Leader" - è riservato alle missioni Starlink interne in modo che SpaceX possa, sia monitorare le prestazioni del booster in una missione che non trasporta il satellite di un cliente pagante, sia mitigare qualsiasi problema che potrebbe risultare da un incidente in volo. Ad oggi, i problemi di riutilizzo riscontrati in volo hanno interessato solo le operazioni di atterraggio e recupero, mentre le missioni primarie continuano ad orbitare con successo. Altrettanto cruciale, per continuare la distribuzione dei satelliti Starlink, è l'uso parallelo di entrambe le piattaforme di lancio di SpaceX in Florida. La LC-39A potrà essere occupata, a volte, per supportare missioni ad alta priorità verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), compresi i voli equipaggio commerciale e cargo, e tornerà anche a supportare le operazioni del Falcon Heavy entro la fine dell'anno. Ma tra queste missioni, la storico rampa integra il cavallo di battaglia SLC-40. Starlink V1.0 L25 ha segnato il 13esimo lancio del Falcon 9 dell'anno e anche il 13esimo volo spaziale da Cape Canaveral quest'anno, poiché nessun altro razzo è stato ancora lanciato dalla Florida nel 2021. Più tardi quest'anno, il terzo sito di lancio del Falcon 9 di SpaceX in California potrebbe anche iniziare a supportare la costellazione Starlink con i primi lanci dedicati alle orbite polari. La coppia di navi droni di SpaceX, Of Course I Still Love You e Just Read The Instruction, hanno riportato i booster atterrati a Port Canaveral giusto in tempo per tornare quasi immediatamente in mare per la missione successiva. Una terza nave drone, A Shortfall of Gravitas, dovrebbe unirsi alla flotta di recupero entro la fine dell'anno. Il lancio della v1.0 L25 ha utilizzato due accensioni del secondo stadio. Dopo la separazione degli stadi, il secondo stadio del Falcon 9 ha condotto la prima accensione per raggiungere un'orbita di parcheggio preliminare, mentre il primo stadio è disceso verso Of Course I Still Love You per il suo atterraggio.

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Nelle immagini, a sinistra il primo stadio del Falcon 9 mentre torna verso la Terra, a destra il motore del secondo stadio che continua il volo verso l'orbita. Credit: SpaceX webcast

 Dopo 8 minuti e 46 secondi di volo, il motore Merlin Vacuum sul secondo stadio si è spento, seguito 37 minuti dopo da una riaccensione di 1 secondo che ha finalizzato l'orbita e ha accelerato il dispiegamento di tutti i 60 Starlink, avvenuto 1 ora 1 minuto dopo il lancio. Nei giorni successivi al lancio, i satelliti dispiegheranno i loro pannelli solari e inizieranno a manovrare verso le loro orbite operative utilizzando i loro propulsori a effetto Hall alimentati a krypton. Con quello di oggi il numero di satelliti Starlink in orbita supera i 1.400. A seconda della salute dei satelliti lanciati fino ad oggi e dei piani che cambiano occasionalmente per la costellazione, il guscio iniziale dei satelliti potrebbe finire di essere consegnato nell'orbita bassa terrestre a metà del 2021. Guardando avanti nel portafoglio ordini del Falcon 9, sono previste ulteriori missioni Starlink per maggio, prima che, ai primi di giugno si vedano una salva di voli per i clienti. Il primo attualmente programmato è SXM-8, che verrà lanciato da SLC-40 non prima del 1° giugno alle 00:25 a.m. EDT (Le 6:35 italiane). Questo sarà seguito da vicino dalla missione cargo Dragon CRS-22 dalla LC-39A e diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) non prima del 3 giugno alle 1:00 p.m. EDT (le 19:00 italiane) circa. Tornando all'SLC-40, la successiva missione attualmente prevista è quella del satellite GPS III SV05 per la US Space Force. Quella missione è attualmente prevista per non prima del 17 giugno nella finestra 18:00-21:00 EDT (00:00 – 3:00 italiane). Per i lanci non da parte di SpaceX, maggio vedrà anche il ritorno dell'Atlas V della United Launch Alliance (ULA) a seguito di una sospensione non pianificata causata della mancanza di preparazione del carico utile fin dal novembre 2020. La missione di Atlas V porterà il 17 Maggio in orbita il satellite SBIRS GEO-5 per la US Space Force in un'orario che deve ancora essere definita pubblicamente.

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Letto: 97 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 05 Maggio 2021 05:20

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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1 commento

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 06 Maggio 2021 05:58 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Giornata memorabile, si è aperto un nuovo capitolo per la storia dell'astronautica (e probabilmente anche di tutta l'umanità). Non posso che rinnovare la mia gratitudine a Elon Musk e a tutti coloro che hanno creduto nelle sue idee rivoluzionarie!

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