Scritto: Martedì, 27 Aprile 2021 22:46 Ultima modifica: Mercoledì, 28 Aprile 2021 21:17

Delta 4 Heavy vs Lunga Marcia 6


Due lanci orbitali, a distanza di poche ore, uno del gigante Delta Heavy per una missione di spionaggio e il secondo del vettore leggero cinese Lunga Marcia 6 con una serie di piccoli satelliti commerciali molto interessanti.

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Nelle foto, da sinistra, il decollo del vettore Delta 4 Heavy, a destra del Lunga Marcia 6. Nelle foto, da sinistra, il decollo del vettore Delta 4 Heavy, a destra del Lunga Marcia 6. Credit: ULA e Xinhua.

Questa strana coppia di lanci è iniziata in California, nella serata italiana di lunedì. Un veicolo di lancio pesante Delta IV, della United Launch Alliance (ULA), che trasportava la missione NROL-82 per il National Reconnaissance Office (NRO), è decollato dalla rampa Space Launch Complex-6 di Vandenberg, a 225 km a nord di Los Angeles, il 26 aprile alle 13:47 p.m. PDT (le 22:47 italiane). A bordo del razzo un satellite spia segreto grande come un autobus scolastico. Dopo che una palla di fuoco di idrogeno si è sprigionata intorno alla base del razzo - una firma rivelatrice di tutti i lanci dei Delta 4 - il lanciatore a tre corpi è salito dalla SLC-6 a Vandenberg, una struttura originariamente costruita per supportare i voli degli astronauti militari a bordo degli Space Shuttle NASA. Quei piani non si sono mai concretizzati e il programma Delta 4 è stato trasferito sulla piattaforma di lancio dell'SLC-6. Al nono lancio del Delta 4 da SLC-6, i tre motori principali del razzo hanno generato 952 tonnellate di spinta a piena potenza, portando il vettore sull'Oceano Pacifico. Dirigendosi a sud da Vandenberg, il Delta 4-Heavy ha superato la velocità del suono dopo quasi un minuto e mezzo dall'inizio della missione. Il motore centrale del razzo a tre corpi ha funzionato a una spinta parziale per i primi minuti di volo per risparmiare propellente. I booster laterali hanno consumato il loro carburante e hanno spento i motori a T+3 minuti e 56 secondi. I booster a perdere sono stati rilasciati due secondi dopo ricadendo nell'Oceano Pacifico. Il motore principale dell'RS-68A ha accelerato alla massima potenza e ha bruciato fino a T+5 minuti e 37 secondi. Sette secondi dopo, il booster centrale si è separato dal secondo stadio del Delta 4. Il motore Aerojet Rocketdyne RL10 sul secondo stadio si è acceso a T+5 minuti e 56 secondi. L'ogiva protettiva del carico utile della Delta 4-Heavy è stata rilasciata a T+6 minuti e 7 secondi. Ciò ha segnato la fine della trasmissione in diretta del lancio da parte di ULA, conclusa con l'ordine dell'NRO per nascondere i dettagli sul resto della sequenza di lancio.

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Nelle foto il decollo del Delta 4 Heavy dalla rampa SLC-6 di Vandenberg, in California. Credit: ULA.

 Circa due ore dopo il lancio, l'ULA, la US Space Force e l'NRO hanno rilasciato dichiarazioni che salutavano il successo della missione, presumibilmente dopo, che lo stadio superiore del Delta 4, aveva dispiegato in orbita il satellite spia top secret dell'NRO. Analisti indipendenti ipotizzano che il razzo Delta 4-Heavy ha probabilmente portato in orbita un satellite da ricognizione ottica del titpo KH-11 dell'NRO. I satelliti KH-11 hanno all'incirca le dimensioni di un autobus, dotati di ottiche simili a quelle del Telescopio Spaziale Hubble, solo che puntano verso il basso, verso la Terra, per raccogliere immagini ineguagliabili ad alta risoluzione di luoghi strategici, situati in tutto il mondo, per l'analisi da parte delle agenzie di intelligence statunitensi. Secondo Marco Langbroek, archeologo olandese ed esperto nelle orbite dei satelliti militari, il percorso del razzo verso lo spazio suggerisce che il Delta 4-Heavy posizionerà il suo carico in un'orbita polare sincrona con il Sole ed un'inclinazione di circa 98 gradi rispetto all'equatore. La tempistica del lancio di lunedì è strettamente allineata con il piano orbitale di un satellite KH-11 lanciato nel gennaio 2011 a bordo di una precedente missione Delta 4-Heavy. Il nuovo satellite potrebbe sostituire quel veicolo spaziale vecchio di 10 anni. L'NRO ha almeno tre satelliti KH-11 attivi lanciati rispettivamente nel 2005, 2011 e 2013, tutti nello stesso tipo di orbita solare sincrona. Il più recente lancio di Delta 4-Heavy da Vandenberg, nel 2019, aveva dispiegato il suo carico satellitare NRO in un'orbita diversa, sollevando dubbi se trasportasse un satellite KH-11 o un altro tipo di veicolo spaziale clandestino. Ad oggi ULA ha lanciato 143 volte con il 100% di successo delle missioni. "La potenza ineguagliata del Delta IV Heavy ha dimostrato, ancora una volta, il suo ruolo di collaudato veicolo per carichi pesanti consegnando precisamente, questa risorsa cruciale della nazione, nella sua orbita prevista," ha affermato Gary Wentz, vice presidente ULA dei programmi governativi e commerciali. "Siamo onorati di supportare lo spazio per la sicurezza nazionale e ringraziamo i nostri partner di missione per la loro continua fiducia e il lavoro di squadra".

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Nell'illustrazione, una possibile configurazione del satellite KH-11, molto simile a quella del Telescopio Spaziale Hubble. Credit: Giuseppe De Chiara, Wiki Commons..

Il Delta IV Heavy è utilizzato per la fornitura di missioni ad alta priorità per la US Space Force, la NRO e la NASA. Il veicolo ha anche lanciato la capsula Orion della NASA nel suo primo volo di prova orbitale e ha inviato la Parker Solar Probe nel suo viaggio destinato a svelare i misteri del Sole. Questo è stato il 42esimo lancio del razzo Delta IV, il 13esimo nella configurazione Heavy, quella più potente, e il 31esimo lancio di ULA con l'NRO. Il Delta IV Heavy è composto da tre booster comuni, ciascuno spinto da un motore Aerojet Rocketdyne (AR) RS-68A a idrogeno ed ossigeno liquido, che producono, tutti assieme, oltre 952 tonnellate di spinta. Il secondo stadio è alimentato da un motore AR RL10B-2, sempre a idrogeno ed ossigeno liquido. Il prossimo lancio di ULA sarà la missione GEO Flight 5 Space Based Infrared System (SBIRS) per la US Space Force, prevista per il 17 maggio 2021, dalla Cape Canaveral Space Force Station, in Florida.

Ma la giornata proseguiva alcune ore dopo, dall'altra parte del globo, in Cina, per la precisione. La Cina ha infatti lanciato martedì mattina il suo razzo Lunga Marcia-6, inviando nove satelliti commerciali nello spazio. Il razzo è decollato dal centro di lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia dello Shanxi, nel nord della Cina, alle 11:20 ora di Pechino (le 5:20 italiane) di martedì 27 aprile. Si è trattato della 366esima missione per un razzo della famiglia Lunga Marcia. Un paio di satelliti di telerilevamento Qilu, Qilu-1 e Qilu-4, provengono dallo Shandong Industrial Research Institute. Qilu-1 è dotato di un sistema radar ad apertura sintetica per fornire immagini radar della superficie terrestre in ogni condizione di tempo. Le sue osservazioni saranno integrate dai sistemi di imaging ottico pancromatico di Qilu-4.

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Nelle foto il razzo CZ-6 sulla rampa di lancio poco prima del decollo. Credit: Zheng Taotao/Xinhua)

 Insieme, questi veicoli spaziali forniranno aiuto per l'uso del suolo e il monitoraggio agricolo, la pianificazione urbana e la gestione dei disastri nella provincia di Shandong. Foshan-1 dispone anche di una fotocamera pancromatica ad alta risoluzione in grado di produrre immagini con risoluzioni fino a 50 centimetri. Costruito per il Jihua Laboratory dalla Gengyu Muxing Space Technology Company di Pechino, ha una massa di circa 100 chilogrammi e una vita utile di tre anni. È progettato per interagire con Qilu-4 per produrre immagini stereo, utilizzando due immagini contemporaneamente da diverse angolazioni per mostrare la profondità. Il satellite NEO-1, sviluppato da Origin Space, effettuerà dimostrazioni tecnologiche in orbita come precursore delle future missioni di estrazione di asteroidi. Una volta in orbita, il satellite rilascerà un bersaglio - una piastra quadrata con l'immagine di una spirale - e quindi tenterà di riprenderlo usando una rete. A bordo del satellite è presente anche un sistema di cattura di immagini. Alla fine della sua missione, NEO-1 si deorbiterà, dimostrando l'uso di tale missione per rimuovere i detriti dall'orbita, nonché potenziali applicazioni future per catturare risorse da asteroidi vicini alla Terra. Tanqui-9 è un satellite sperimentale per le comunicazioni che funge da precursore della "Costellazione dell'Apocalisse" proposta da Guodian Gaoke, destinata a fornire il trasferimento di dati da macchina a macchina nelle regioni in cui la copertura delle comunicazioni tradizionali è scarsa. Taijing II-01, costruito dalla Beijing Weina Star Technology Company, e la coppia di satelliti Jin Zijing - o Golden Bauhinia - del Beijing Zero-G Lab saranno tutti usati per missioni ottiche di telerilevamento della superficie terrestre. Zhongan Guotong 1, noto anche come Hangsheng-1, condurrà una missione di dimostrazione della tecnologia a doppio scopo e di imaging ottico per la Hunan Hangsheng Satellite Technology Company e la Zhongan Guotong Satellite Technology Development Company. 

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Nelle foto i satelliti Qilo-4 e Foshan-1 prima di essere imbarcati sul razzo CZ-6. Credit: Shandong Industrial Research Institute.

 Il razzo Lunga Marcia-6 (Chang Zheng 6 o CZ-6), è stato progettato per trasportare carichi leggeri nell'orbita bassa terrestre. Si tratta di un vettore a tre stadi, completamente a propellente liquido, che ha volato per la prima volta nel settembre 2015 e il lancio di martedì segna la sua quinta missione. CZ-6 fa parte di una flotta di nuovi razzi che la Cina ha sviluppato per sostituire i primi membri della famiglia Chang Zheng, che hanno contribuito allo sforzo spaziale della Cina dagli anni '70. Con questa serie di nuovi razzi, che includono i veicoli più grandi Lunga Marcia 5, 7 e 8, il CZ-6 condivide molti elementi e componenti di design, dando un certo grado di comunanza a tutta la flotta. CZ-5 ha uno stadio centrale del diametro di cinque metri con quattro booster da 3,35 metri raggruppati attorno ad esso. I modelli CZ-7 e 8 utilizzano uno di questi booster come stadio principale, mentre i loro booster hanno un diametro di 2,25 metri. Il CZ-6 era stato originariamente progettato per utilizzare questi booster più piccoli come primo stadio. Questa scelta è stata successivamente rivista per utilizzare un nucleo accorciato di 3,35 metri con un singolo motore YF-100, al posto dei due motori che hanno volato sul CZ-7. Il secondo stadio utilizza lo stesso motore YF-115 della sua controparte sul CZ-7, tuttavia, con un diametro ridotto di 2,25 metri. Un piccolo terzo stadio, alimentato da quattro motori YF-85, completa l'inserimento orbitale e può essere riavviato per raggiungere un'orbita target precisa. Il primo e il secondo stadio del razzo bruciano cherosene raffinato aeronautico (RP-1) e ossigeno liquido (LOX). Il terzo stadio utilizza gli stessi propellenti. Tuttavia, invece di LOX, viene utilizzato come ossidante il perossido di idrogeno. Questa combinazione di propellente ipergolico e immagazzinabile rende più facile riavviare lo stadio in orbita poiché il carburante e l'ossidante si accendono al contatto e il perossido di idrogeno può essere conservato a temperatura ambiente, il che significa che non evaporerà nel tempo. Chang Zheng 6 può posizionare carichi utili fino a 1.500 chilogrammi nell'orbita bassa terrestre o 1.080 chilogrammi in un'orbita sincrona solare di 700 chilometri. Queste prestazioni ne fanno un temibile concorrente per il lanciatore europeo Vega, il cui prossimo lancio è previsto fra un paio di giorni. Nel lancio di martedì, i satelliti sono stati dispiegati in un'orbita sincrona con un perigeo di 495 chilometri, un apogeo di 508 chilometri e 97,4 gradi di inclinazione. Dopo la separazione del veicolo spaziale, lo stadio superiore si è riacceso ulteriormente per abbassare il suo perigeo, finendo in un'orbita di 383 per 553 chilometri.

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Nell'immagine il centro di controllo della missione del Lunga Marcia-6 di martedì. Credit: Chinanews.com.

 La China Aerospace Science and Technology Corporation ha iniziato a sviluppare il CZ-6 nel 2008. Il primo lancio è avvenuto il 19 settembre 2015 con venti satelliti in miniatura a bordo. Poco più di due anni dopo, nel novembre 2017, il secondo volo ha orbitato un trio di satelliti commerciali per il telerilevamento Jilin-1 Shipin. Un altro lancio nel novembre 2019 ha dispiegato la costellazione di cinque satelliti Ningxia-1. Prima del volo di martedì, la sua missione più recente è stata lo scorso novembre, quando ha trasportato dieci navicelle NuSat in orbita per la Satellogic S.A. Argentina. Il lancio di martedì è avvenuto dalla piattaforma di lancio numero 16 presso il Taiyuan Satellite Launch Center. Costruito come parte del progetto Chang Zheng 6, questo pad è stato utilizzato per tutti i voli del veicolo fino ad oggi, così come per almeno un lancio del razzo Kuaizhou-1 a propellente solido. CZ-6 è assemblato orizzontalmente e così trasportato ed eretto in verticale sulla piattaforma prima del lancio. Il pad 16 si trova a poco più di un chilometro a nord-est della rampa di lancio principale di Taiyuan, la numero 9, che ospita i razzi Lunga Marcia 2C, 2D, 4B e 4C, che lanciano principalmente carichi militari in orbita sincrona solare. La missione CZ-6 è il decimo lancio orbitale cinese dell'anno. Il prossimo lancio della Cina è previsto per giovedì e sarà quello del potente Lunga Marcia-5B per l'invio in orbita di Tianhe-1, il primo modulo della nuova stazione spaziale modulare cinese. La prossima missione di un CZ-6 è attualmente prevista per la metà dell'anno, con a bordo il satellite Guangmu-1.

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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