Scritto: Domenica, 14 Febbraio 2021 10:23 Ultima modifica: Domenica, 14 Febbraio 2021 13:29

Solo è rimasto solo (momentaneamente!)


La sonda "SOLar Orbiter" ha da poco effettuato il suo secondo perielio e sta passando dietro in Sole, quasi impossibilitata a comunicare con la Terra.

Rate this item
(0 votes)
La traiettoria di Solar Observer dal lancio fino ad oggi (la parte più recente è di un verde acceso); sulla sinistra i parametri attuali. La traiettoria di Solar Observer dal lancio fino ad oggi (la parte più recente è di un verde acceso); sulla sinistra i parametri attuali. Credits: ESA - Processing: Marco Di Lorenzo

 Quando ne avevamo parlato l'ultima volta, la sonda di ESA/NASA per l'osservazione del Sole si preparava al suo primo "gravity assist", avvenuto il 27 dicembre scorso a circa 7500 km dalla sommità delle nubi di Venere. In quella occasione, l'orbita ha subito una prima modifica, una "piroetta" iniziale nell'ambito di una complessa coreografia su cui torneremo a parlare tra un attimo.

 Adesso, il Solar Orbiter ("SolO" per gli amici), sta affrontando un momento critico, detto "congiunzione superiore" e illustrato nella figura di apertura. In pratica, in questa seconda settimana di febbraio, la sonda è dall'altra parte del Sole rispetto alla Terra e la sua distanza apparente dalla stella è inferiore a 5°. A causa delle emissioni da parte della superficie e della corona solare, che disturbano la ricezione del segnale, questo riduce drasticamente lo scambio di informazioni con le stazioni Terra, scese rispettivamente a 255 bit/s in ricezione e soli 7,8 bit/s in trasmissione verso il Solar Orbiter; si tratta di velocità di comunicazione che, ai lettori più "anziani", ricorderanno quelle delle primissime comunicazioni telefoniche tra computer nell'epoca pre-internet oppure quelle con cui la sfortunata sonda Galileo (con antenna difettosa) trasmise i dati dal sistema di Giove, nella seconda metà degli anni 90. In pratica, questo consente di monitorare solo le funzioni vitali della sonda e impedisce di "fare scienza", anche se i dati vengono immagazzinati nella memoria di bordo della sonda per poi essere trasmessi successivamente.

 Nel corso dell'anno, ad agosto è previsto un secondo incontro ravvicinato con Venere e a novembre la sonda tornerà a farci visita per l'ultima volta, sfruttando stavolta la gravità terrestre. Lo scopo di questi "assist gravitazionali" è quello di aumentare progressivamente l'inclinazione orbitale e rendere il movimento della sonda sincrono con la rotazione solare in prossimità del perielio; questo al fine di studiare approfonditamente le zone polari solari e lo sviluppo delle regioni attive nel tempo.

SolO fasi orbita2

Le tre fasi della missione con i vari "gravity assist" e i relativi elementi orbitali - Data source: NASA/JPL/Horizons - Processing/table: Marco Di Lorenzo

 La tabella qui sopra mostra che, per raggiungere questi obiettivi, la sonda effettuerà in tutto 6 gravity assist nel corso dei 7 anni della missione principale, a cui si potrebbero eventualmente aggiungere ulteriori 3 manovre durante la successiva fase di estensione, arrivando a sfiorare i 30° di inclinazione orbitale a fine 2030. Di seguito è riportato l'andamento dettagliato della distanza dal Sole nel corso delle tre fasi della missione, con indicazione di alcuni perieli (lettera P seguita da un numero progressivo) e dei gravity assist con Venere e Terra (lettere V ed E).

SOLO distanza Sole

La distanza dal Sole durante le tre fasi della missione, con indicazione dei perieli e dei vari "gravity assist" - Data source: NASA/JPL/Horizons - Processing/plot: Marco Di Lorenzo

 Dopo il primo gravity assist con Venere, l'afelio si è avvicinato al Sole di 7 milioni di km e, soprattutto, l'inclinazione dell'orbita rispetto all'eclittica è salita di 4° abbondanti. Il secondo perielio è stato raggiunto il 10 febbraio, dunque  esattamente 1 anno dopo il lancio da Cape Canaveral; esso è avvenuto a 74,0 milioni di km dal centro del Sole e circa 6,15° al di sotto del suo equatore. Ricordiamo che Solar Orbiter non si avvicinerà mai molto al Sole come invece sta facendo Parker Solar Probe. Infatti, la sua distanza al perielio non scenderà mai sotto i 42 milioni di km, contro i 14 milioni di km già raggiunti dalla sua cugina americana, che diventeranno meno della metà nella seconda parte della missione; per confronto, Mercurio al perielio dista 46 milioni di km dal centro della stella. In compenso, Solar Orbiter arriverà ad allontanarsi fino a 25° dall'equatore solare, mentre Parker rimarrà sempre a basse latitudini...

SolO futura orbita

Estensione del grafico in apertura, a un anno da oggi; in rosso il tratto futuro percorso da SolO - Credits: ESA

 Come raccontato nel comunicato stampa dell'ESA, le attuali operazioni vengono condotte con una certa apprensione e nonostante le difficoltà legate alle norme di distanziamento COVID-19, che costringono gli ingegneri della missione a lavorare da casa in modalità remota. Già alla vigilia del primo gravity assist, a dicembre, si era resa necessaria l'installazione di un nuovo sistema operativo sulla sonda, mentre a gennaio una serie di istruzioni sono state caricate per fare fronte ad una eventuale perdita indesiderata di contatti durante le tre settimane della congiunzione solare, che si concluderanno tra pochi giorni. Siamo tutti con te, SolO!

Altre informazioni su questo articolo

Letto: 80 volta/e Ultima modifica Domenica, 14 Febbraio 2021 13:29

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici anche su Google News

Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lascia un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori. Il codice HTML non è abilitato.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2021. Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla...

StatisticaMENTE

Perseverance odometry

Perseverance odometry

I progressi del quinto rover NASA su Marte (aggior...

COVID-19 update

COVID-19 update

Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 24 Febbraio [Last upda...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 24 febbraio [Last upda...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 21 febbraio [updated on Fe...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 20/2/21 - Sol 793] - Mete...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

Hot! (aggiornato il 27/01/21). Le manovre del...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista