Scritto: Mercoledì, 10 Febbraio 2021 02:21 Ultima modifica: Mercoledì, 10 Febbraio 2021 11:48

Lanci orbitali dai quattro angoli del mondo


La solita SpaceX ma anche i cinesi ed i russi, hanno compiuto diversi lanci orbitali nella scorsa settimana. Vediamo in dettaglio che cosa è successo e quali altri veicoli spaziali girano ora sopra le nostre teste.

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Nella foto il Falcon 9/Starlink 18 decolla da Cape Canaveral con lo sfondo della Luna. Nella foto il Falcon 9/Starlink 18 decolla da Cape Canaveral con lo sfondo della Luna. Credit: SpaceX

La scorsa settimana vi sono stati quattro lanci orbitali, tre dei quali hanno avuto pieno successo. Vediamo in dettaglio di cosa si è trattato.

La danza l'ha iniziata la compagnia privata cinese Interstellar Glory Space Technology Ltd. (iSpace) con il lancio del veicolo SQX-1 (Hyperbola-1 / Shuang Quxian-1) dal Centro di Lancio Satelliti di Jiuquan, nel deserto del Gobi, il 1° febbraio 2021. Il decollo è avvenuto alle 16:15 ora di Pechino (le 9:15 italiane) ma un grave problema è apparso subito dopo. Infatti, dopo aver lasciato la rampa di lancio il razzo ha iniziato l'inclinazione programmata ma poi, probabilmente durante la fase di MaxQ (il momento di maggiore resistenza aerodinamica del veicolo) è successo qualcosa alla punta del vettore. Il veicolo si è disintegrato pochi attimi dopo. Il tipo di carico utile di questo volo non è stato reso noto. Si è trattato del secondo tentativo orbitale di SQX-1, dopo il volo inaugurale del 25 luglio 2019. Il razzo a quattro stadi, probabilmente basato sui motori a propellente solido derivati dai missili balistici DF-11 o DF-15, era lungo 24 metri, un incremento di 3,2 metri rispetto alla versione del volo inaugurale.

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Nell'immagine Hyperbola-1, al suo secondo lancio orbitale, nel momento della disintegrazione. Credit: 苏沫玖 Aerospace

Il diametro massimo è di 1,4 metri e la spinta massima al decollo era di 42 tonnellate. Il peso lordo al decollo era sulle 31 tonnellate e la capacità di carico era di 300 kg su un'orbita solare sincrona, 40 kg maggiore del primo SQX-1. Durante il 2018, la iSpace aveva condotto due test suborbitali come parte della fase di sviluppo. Uno, lungo 8,4 metri, pesante 4,6 tonnellate e fornito di alette standard, era stato chiamato SQX-1S. L'altro, che utilizzava quattro alette per variare la traiettoria in atmosfera, era stato chiamato SQX-1Z. Le società di lancio cinesi gestite privatamente, come iSpace, sono gestite indipendentemente dalle grandi aziende aerospaziali statali cinesi, come China Aerospace Science and Technology Corp. o CASC. Ma nonostante i nuovi investimenti privati in iSpace e in altre nuove compagnie spaziali cinesi, molte delle startup hanno ricevuto assistenza dal governo attraverso finanziamenti, tecnologia e know-how, o trasferimenti diretti di hardware missilistico, come stadi missilistici militari in eccesso. Il lancio del razzo Hyperbola 1 del 1° febbraio è stato il terzo tentativo di lancio di un satellite cinese nel 2021, dopo le due missioni missilistiche di vettori Lunga Marcia avvenute con successo a gennaio.

Il giorno successivo, 2 febbraio, la Russia compiva il suo primo lancio orbitale del 2021, inviando in orbita un satellite spia a bordo di un razzo Sojuz 2.1b.

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Nella foto il decollo del Sojuz 2.1b dal Cosmodromo di Plesetsk. Credit: Ministero Difesa Russo

Il decollo avveniva alle 23:45, ora di Mosca, (le 21:45 italiane) dall'innevata rampa di lancio 4 del sito 43 del Cosmodromo di Plesetsk, nell'estremo nord della Russia, a circa 800 chilometri a nord della capitale. Il ministero della Difesa non ha reso noto il tipo di satellite sul razzo, ma la traiettoria di lancio e l'orbita del carico utile hanno indicato che è il prossimo di una serie di veicoli spaziali, per la raccolta di informazioni militari, Lotos S1. Dopo essersi diretto a nord-est da Plesetsk, il Sojuz ha sganciato, in sequenza, i suoi quattro booster del primo stadio, il secondo stadio e la carenatura del carico utile, tutti alimentati a propellenti liquidi. Il terzo stadio Sojuz ha poi rilasciato il quarto satellite di sorveglianza Lotos S1, dell'esercito russo, in un'orbita compresa tra 245 e 900 chilometri, con un'inclinazione di 67,1 gradi rispetto all'equatore. L'orbita corrisponde all'altitudine e all'inclinazione dei precedenti satelliti della serie Lotos. La Russia ha lanciato il primo satellite di prova Lotos nel novembre 2009, quindi ha schierato una serie di veicoli spaziali Lotos per la raccolta di informazioni elettroniche operative, noti come satelliti Lotos S1, con lanci nel 2014, 2017 e 2018. Il satellite è ufficialmente chiamato Kosmos 2549, in linea con lo schema di denominazione dei veicoli spaziali dell'esercito russo. Il nuovo veicolo Lotos S1 dovrebbe manovrare per raggiungere un'orbita circolare alta 900 chilometri prima di entrare in servizio per l'esercito russo allo scopo di intercettare le comunicazioni radio.I satelliti Lotos S1 sono costruiti da KB Arsenal, un appaltatore militare russo di San Pietroburgo, in collaborazione con TsSKB Progress. Secondo il produttore, i satelliti Lotos S1 pesano circa 6.000 chilogrammi, completamente riforniti, al momento del lancio.

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Nell'illustrazione artistica il satellite Lotos. Credit: KB Arsenal

Il 4 febbraio, altri sessanta satelliti Starlink, per la trasmissione internet, di proprietà di SpaceX sono stati lanciati con un razzo attraverso il cielo invernale illuminato dalla Luna sopra Cape Canaveral. I satelliti, a bordo di un vettore Falcon 9 (missione Starlink 18), sono partiti all'inizio di giovedì, mentre un altro Falcon 9 (missione Starlink 17) si trovava su una rampa di lancio diversa, a pochi chilometri di distanza, carico di altri 60 Starlink, ed il cui lancio era previsto il giorno seguente. I nove motori Merlin 1D hanno preso vita e hanno prodotto un rombo attraverso la Space Coast della Florida giovedì alle 01:19 a.m. EST (le 7:19 italiane) del 4 febbraio. I morsetti di fissaggio sono stati rilasciati per consentire al razzo Falcon 9, alto circa 70 metri, di decollare dalla rampa 40 della Cape Canaveral Space Force Station. Il sistema di guida del Falcon 9 ha deviato il razzo a nord-est di Cape Canaveral per allinearsi con l'inclinazione orbitale pianificata per i satelliti Starlink. Dopo aver superato la velocità del suono, il Falcon 9 è salito negli strati più alti e rarefatti dell'atmosfera e ha sganciato il suo primo stadio, alto come un palazzo di 15 piani, circa due minuti e mezzo dall'inizio del volo. Il motore dello stadio superiore si è acceso per continuare ad accelerare verso l'orbita con i 60 satelliti Starlink a bordo, mentre il primo stadio - matricola B1060 nell'inventario di razzi riutilizzabili di SpaceX - è disceso per eseguire un atterraggio sul bersaglio della nave drone "Of Course I Still Love You" che si trovava a circa 630 chilometri al largo nell'Oceano Atlantico.

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Nell'immagine il booster B1060 al suo quinto atterraggio sulla nave drone. Credit: SpaceX

L'atterraggio del primo stadio ha segnato il quinto viaggio nello spazio e ritorno per questo booster, e ha battuto il record per il più breve periodo tra i voli di uno stesso booster di SpaceX, superando il precedente record di 38 giorni stabilito il mese scorso. Infatti il booster della missione di giovedì era volato lo scorso 7 gennaio con il satellite per comunicazioni Turksat 5A, appena 27 giorni fa. Lo stadio superiore del Falcon 9 ha raggiunto un'orbita preliminare, con i 60 satelliti Starlink, circa nove minuti dopo il decollo, quindi ha riacceso il motore per un secondo per manovrare in un'orbita mirata compresa tra 250 e 291 chilometri di quota. I 60 satelliti Starlink sono stati rilasciati dal razzo poco più di un'ora dopo il decollo, mentre sorvolavano l'Oceano Pacifico vicino alla Nuova Zelanda. Con i nuovi satelliti lanciati giovedì, la flotta Starlink di SpaceX è cresciuta fino a raggiungere più di 1.000 satelliti attivi, questo secondo i dati raccolti da Jonathan McDowell, un astronomo dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics che tiene traccia dei dell'attività di lancio satelliti globale. In totale, la SpaceX ha lanciato fino ad oggi 1.085 satelliti, inclusi prototipi e veicoli spaziali guasti che non sono più in orbita. Altri 60 satelliti Starlink erano montati su un razzo Falcon 9 in attesa del decollo dal pad 39A, pochi km a nord della rampa 40, presso il Kennedy Space Center della NASA. Ma quel lancio è stato messo a terra diversi giorni per attendere migliori condizioni meteorologiche nella zona di atterraggio del primo stadio al largo nell'Oceano Atlantico. La SpaceX aveva programmato di lanciare entrambi i razzi Falcon 9 a meno di cinque ore di distanza l'uno dall'altro giovedì, ma la società ha detto, mercoledì pomeriggio, che la missione dalla rampa 39A sarebbe stata rinviata fino a venerdì mattina alle 5:14 am EST (le 11:14 italiane) "per consentire ulteriore tempo per i controlli pre-lancio." La SpaceX aveva entrambe le sue piattaforme oceaniche per l'atterraggio di razzi, o navi drone, schierate nell'Oceano Atlantico, per le due missioni Starlink. Le due missioni sono il diciottesimo e il diciannovesimo volo Falcon 9 dedicato alla rete Starlink, che SpaceX sta costruendo per fornire servizi Internet a banda larga in tutto il mondo. La missione di giovedì è stata il quarto lancio del Falcon 9 di quest'anno da parte di SpaceX, il 107esimo volo del Falcon 9 dal 2010 ed il 74esimo atterraggio riuscito di un primo stadio.

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Nella foto la scia del Falcon 9 Starlink 18, vista dalla rampa 39A con il Falcon Starlink 17 in attesa del lancio. Credit: SpaceX

La SpaceX afferma che la rete Starlink fornisce un servizio Internet preliminare a bassa latenza agli utenti negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito attraverso un programma di beta test. Il servizio commerciale inizierà dopo che SpaceX avrà la sua rete iniziale di circa 1.584 satelliti in orbita, inclusi quelli di scorta. I satelliti Starlink, pesanti circa 250 kg ognuno, sono realizzati da tecnici e ingegneri della SpaceX a Redmond, Washington. Il blocco iniziale di satelliti Starlink, compresi i 60 lanciati giovedì, volano in orbite inclinate di 53 gradi rispetto all'equatore. I nuovi satelliti Starlink dispiegheranno i loro pannelli solari e attiveranno i loro propulsori ionici al krypton automatizzati per raggiungere le loro posizioni operative finali nella flotta. Una volta operativi, i satelliti orbiteranno a un'altitudine di 550 chilometri per fornire una copertura a banda larga su quasi tutto il mondo popolato. La SpaceX prevede di lanciare più satelliti Starlink in orbita polare per consentire la copertura globale per i clienti marittimi e dell'aviazione, comprese le forze armate statunitensi. L'azienda ha l'approvazione normativa per il lancio di circa 12.000 satelliti Starlink.

Concludiamo questa rassegna con l'ultimo lancio orbitale di questa settimana. La Cina ha lanciato un razzo vettore Lunga Marcia 3B (CZ-3B) nella tarda notte di giovedì 4 febbraio, per trasportare un satellite sperimentale in orbita, secondo il principale appaltatore spaziale della nazione, la China Aerospace Science and Technology Corp. (CASC).

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Nella foto il decollo del Lunga Marcia 3B/E con a bordo il satellite dimostrativo TJSW-6. Credit: SpaceX

Il conglomerato statale ha dichiarato, venerdì mattina, che il razzo è decollato alle 23:36 ora di Pechino (le 16:36 italiane) dalla rampa LC3, presso il centro di lancio satellitare di Xichang, nella provincia di Sichuan, e poi ha rilasciato il sesto satellite dimostrativo per le comunicazioni TJSW-6 nello spazio. Il lancio è stato il 360 esimo volo della famiglia cinese di razzi Lunga Marcia. Il satellite è stato progettato e costruito dalla Shanghai Academy of Spaceflight Technology, l'azienda che ha il compito di testare le tecnologie relative alle comunicazioni satellitari, alle trasmissioni televisive e alla trasmissione di dati. La China Aerospace Science and Technology Corp prevede di lanciare più di 40 missioni quest'anno, comprese quelle per il programma della stazione spaziale della nazione. La società ha affermato che all'inizio di questo mese il 2021 diventerà il suo anno più impegnativo in termini di attività di lancio. Nel 2020, il gigante spaziale ha condotto 34 lanci, di cui tre realizzati da razzi della serie Lunga Marcia 5, che hanno trasportato nello spazio la navicella spaziale cinese di nuova generazione con equipaggio, la prima sonda del Paese su Marte e la storica missione di ritorno del campione lunare Chang'e 5. 

Letto: 95 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 10 Febbraio 2021 11:48

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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