IRIS prima immagine

Ogni volta che un telescopio spaziale apre gli occhi per la prima volta, è un momento di grande eccitazione.

Il 17 luglio 2013 è stata la volta di IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph), lanciato il 28 giugno scorso.

La prima osservazione, diretta verso gli strati più bassi dell'atmosfera del Sole, ha dato risultati sono a dir poco sorprendenti: l'immagine è nitida e mostra dettagli senza precedenti, variazioni di densità e temperatura mai viste prima.

IRIS è una missione NASA Small Explorer e osserverà il flusso della materia solare, come questa raccoglie energia e riscalda, mentre viaggia attraverso una regione poco conosciuta della nostra stella, la cromosfera, nella bassa atmosfera.

Questa zona di interfaccia collega fotosfera e corona solare ed è importante per capire come viene raccolta l'energia e quali sono i meccanismi che spingono il vento solare.
Per esempio, gli scienziati sperano di scoprire perché l'atmosfera esterna del Sole è 1.000 volte più calda della superficie della stella: la regione di interfaccia è larga solo da 4.800 a 9.600 chilometri, eppure le temperature saltano dalla superficie del Sole a 5.500 gradi Celsius, fino a 1 milione di gradi Celsius (o giù di li) nella corona.

Mentre gli osservatori solari già in orbita, come il Solar Dynamics Observatory (SDO) e Hinode, e le sonde STEREO (Solar Terrestrial Relations Observatory), offrono una vista completa del disco solare, lo spettrometro IRIS si concentrerà solo sull'un per centro per volta della nostra stella, raggiungendo una risoluzione di 240 chilometri.

Le prime immagini promettono molte scoperte: in apertura un mosaico che confronta la stessa regione ripresa con IRIS a destra e SDO a sinistra.