Scritto: Giovedì, 04 Febbraio 2021 23:22 Ultima modifica: Venerdì, 05 Febbraio 2021 06:47

Starship, anche SN9 ha fatto il botto


Anche il prototipo SN9 di Starship, della compagnia SpaceX, ha purtroppo seguito il destino del suo predecessore. Dopo un volo quasi perfetto la fase di atterraggio ha mostrato ancora grossi problemi.

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Nella foto il prototipo Starship SN9 in volo. Nella foto il prototipo Starship SN9 in volo. Credit: SpaceX

La SpaceX ha lanciato martedì un prototipo di razzo Starship dalla sua struttura di volo di Boca Chica, in Texas, inviando con successo il booster d'argento fino a un'altitudine, come previsto, di circa 10 km. Ma il volo di prova, senza pilota, si è concluso con un'esplosione spettacolare quando il razzo non è riuscito a raddrizzarsi e rallentare abbastanza per un atterraggio di coda. Si tratta del secondo incidente consecutivo in fase di atterraggio per il futuristico sistema a razzo, mentre la SpaceX continua lo sviluppo senza soste del razzo super-pesante che il fondatore di SpaceX, Elon Musk, afferma che alla fine lancerà carichi utili e astronauti sulla Luna e oltre. Rispecchiando un volo di prova dell'8 dicembre, il prototipo dell'astronave, noto come numero di serie nove o in breve SN9, è decollato dal sito di lancio di SpaceX, che si trova sulla costa del Golfo del Messico, verso le 15:25 locali (le 21:25 italiane). Il razzo si è allontanato attraverso un cielo senza nuvole con la potenza dei tre motori Raptor a metano ed ossigeno liquido. Il lancio è avvenuto dopo i ritardi della scorsa settimana, quando la FAA (Federal Aviation Administration), l'agenzia americana che concede la licenza per i voli aerei, compresi questi di prova, non aveva concesso l'autorizzazione in attesa di un'ulteriore revisione. Ciò ha portato a lamentele da parte di Musk, ma il problema è stato risolto in tempo per il test di martedì.

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Nella foto il momento del decollo del prototipo Starship SN9. Credit: SpaceX

Il volo sembrava procedere senza intoppi. Quando il razzo ha guadagnato quota, un motore, poi due, sono stati spenti come previsto. Infine, raggiungendo l'altitudine massima, circa quattro minuti e mezzo dopo il lancio, anche il terzo motore si è spento e l'astronave si è inclinata su un lato, usando le grandi pinne sul muso e sulla coda per aiutare a mantenere l'orientamento orizzontale durante il lungo tuffo verso la Terra. Mentre si avvicinava al suolo, almeno un motore si è riavviato e il razzo ha tentato di raddrizzarsi come programmato per un atterraggio di coda a poche centinaia di metri dalla rampa di lancio. Ma la manovra per tornare in verticale sembra essere arrivata in ritardo e non è chiaro se un secondo motore avesse tentato di accendersi o meno. Dalle riprese video, anche rallentate, sia di SpaceX che degli appassionati che stazionavano nei pressi del sito di lancio, sembra che siano volati via dei grossi pezzi dalla zona motori, alcuni secondi prima del tentativo di accensione. In ogni caso, il razzo si è schiantato a terra piegato con una forte angolazione circa sei minuti e mezzo dopo il decollo, esplodendo all'impatto in una palla di fuoco di propellente in fiamme e detriti. Un altro prototipo di astronave, SN10, era stato montato, nei giorni precedenti, nelle vicinanze, sul proprio supporto di lancio e non ha subito danni apparenti a causa dell'esplosione di SN9. Quando SpaceX potrebbe tentare di far volare SN10 non è noto, anche se si parla di un test entro febbraio. Sicuramente, prima di far volare SN10 (e rischiare di distruggere altri tre preziosi motori Raptor) la SpaceX metterà a frutto le lezioni imparate con i sacrifici di SN8 ed SN9.

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Nella foto i tre motori Raptor del prototipo Starship SN9. Credit: SpaceX

Speriamo quindi che la prossima volta sia quella buona, per vedere un volo di prova concludersi positivamente. Ma non dobbiamo disperare perchè negli hangar di Boca Chica vi sono in allestimento SN11 e già SN15 (SN12-13-14 sembrano essere state fermate) che porterà diversi miglioramenti al modello, compreso lo spessore minore dell'acciaio inox utilizzato.

Come attualmente previsto, l'astronave Starship completa sarà composta da un primo stadio "Super Heavy" alto 70 metri, e con un diametro di 9, che genererà 7.260 tonnellate di spinta, più del doppio del razzo lunare Saturn 5 della NASA. Un prototipo (BN1) di questo primo stadio è in fase di allestimento all'interno dell'hangar High Bay di Boca Chica, ma non è stato ancora completato. Una speciale rampa da dove decollerà il SH è in fase di costruzione, sempre a Boca Chica.

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Nell'immagine, tratta dalla diretta, il momento dello schianto di Starship SN9 sulla piazzola di atterraggio. Credit: SpaceX

Il secondo stadio del razzo, alto 50 metri, noto anche come Starship, utilizzerà una mezza dozzina di motori Raptor a metano-ossigeno e sarebbe in grado di trasportare 100 tonnellate di carico utile nell'orbita bassa terrestre. Per fare un confronto, il razzo Falcon Heavy di SpaceX può mettere in orbita circa 30 tonnellate. Come per il volo di prova dell'astronave SN8 a dicembre, SN9 era un prototipo del secondo stadio dell'astronave, questo utilizzando solo tre motori Raptor. Sono previste almeno tre versioni dell'astronave: una per il trasporto di carichi utili pesanti nell'orbita terrestre, sulla Luna o su Marte, una progettata per trasportare propellenti per le operazioni di rifornimento orbitale e una in grado di trasportare fino a 100 passeggeri alla volta.

Starship è al centro della visione del fondatore di SpaceX, Elon Musk, che ha fondato la società con la missione di colonizzare Marte. L'astronave è anche uno dei tre veicoli in lizza per un contratto di atterraggio lunare, con classificazione umana, della NASA per traghettare gli astronauti da e verso la superficie lunare nel corso del programma Artemis. Qui potete vedere una splendida raccolta fotografica, stilata da Marco Di Lorenzo, sulle due Starship, SN8 ed SN9 riprese vicine prima del test di martedì. Invece qui una serie di immagini del volo, e relativo schianto, di SN9, raccolte dalla diretta di SpaceX.

Interessante anche questa serie di grafici sulle prestazioni dei due prototipi a confronto (SN9 in verde e SN8 in blu) realizzate da appassionati utilizzando dati non ufficiali ricavati dai video dei voli di prova. Da notare che SN9 si è sollevato in volo lentamente, con accelerazione verticale di appena 1,25 g che poi è andata a ridursi quasi a zero; la velocità, nelle fasi finali dell'ascesa, ha toccato 80 m/s per poi diventare un "volo parabolico" e infine una discesa frenata, con velocità di punta sui 140 m/s; l'impatto risulta essere avvenuto a circa 30 m/s, oltre 100 km/h.

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Nell'immagine, i vari profili di volo di SN8 ed SN9 messi a confronto. - Credit: @fightclubio on Twitter - Processing: Marco Di Lorenzo

Letto: 198 volta/e Ultima modifica Venerdì, 05 Febbraio 2021 06:47

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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