Scritto: Lunedì, 25 Gennaio 2021 00:42 Ultima modifica: Martedì, 26 Gennaio 2021 00:32

Un Falcon 9 da record: 143 satelliti in un colpo solo!


Un razzo Falcon 9 della SpaceX ha immesso in orbita ben 143 satelliti. Si tratta del nuovo record in una sola missione. Poi, ovviamente, il primo stadio è rientrato, atterrato e sono state recuperate anche due semi-ogive.

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Il lancio del razzo Falcon 9 per la missione Transporter-1. Il lancio del razzo Falcon 9 per la missione Transporter-1. Credit: SpaceX

Ad appena quattro giorni dall'ultimo lancio SpaceX, un razzo Falcon 9 è decollato, alle 10:00 locali (le 16 italiane) dalla rampa SLC-40 di Cape Canaveral, in Florida, per una missione veramente da record chiamata 'Transporter-1'. A bordo del razzo infatti si trovavano ben 143 veicoli spaziali fra mini e nano-satelliti. Si tratta del record per il numero di satelliti in un singolo lancio. E' stato così battuto il precedente record di 104 satelliti lanciati nel febbraio 2017, a bordo di un razzo indiano PSLV con la missione C-37. Il lancio del Falcon 9, rinviato di 24 ore per il meteo pessimo, oltre ad essere la quarta missione di SpaceX per il 2021, ha visto anche il quinto lancio (e rientro sulla nave drone Of Course I Still Love You) del primo stadio, B1058.5. Fra l'altro questo stadio è stato utilizzato, la prima volta, per la missione Demo 2 Crew Dragon e non ha subito lo 'static fire', pratica che pare ormai quasi abbandonata per i booster riutilizzati. La missione è la seconda con orbita quasi polare lanciata dalla Florida dopo quella di debutto ad agosto 2020. Dopo aver funzionato regolarmente per 2 minuti e 28 secondi il primo stadio ha terminato il proprio ruolo e, dopo essersi sganciato dal secondo stadio, ha iniziato il suo rientro nell'atmosfera terrestre. A circa 9 minuti dal decollo, il B1058 ha riacceso tre, dei nove motori Merlin 1D di cui è dotato, e dopo aver dispiegato le quattro zampe, è atterrato regolarmente sulla piattaforma della nave drone OCISLY, stazionata a circa 553 km al largo delle coste meridionali della Florida, fra Cuba e le Bahamas. Per la SpaceX si è trattato del 73esimo atterraggio di successo di un primo stadio. Intanto il secondo stadio, dopo aver eseguito due accensioni, iniziava il rilascio, a circa un'ora dal decollo, dei satelliti su un'orbita solare sincrona a 550 km di quota, con inclinazione di 97,59° sull'equatore. L'operazione è durata circa mezz'ora, concludendosi con il rilascio di 10 satelliti della costellazione Starlink. Questi particolari Starlink sono dotati di terminali di trasmissione laser, che saranno utilizzati per comunicare fra di loro. Questa nuova strumentazione sarà in dotazione a tutti i prossimi Starlink lanciati entro il 2022.

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Uno schema della disposizione dei satelliti all'interno dell'ogiva protettiva per la missione Transporter-1. Credit: SpaceX/NSF

Transporter-1 è la prima missione di voli in condivisione dedicata per il programma generale di piccoli veicoli di SpaceX, che fornisce anche opportunità di carico utile secondario su Starlink e altri lanci. La SpaceX ha lavorato direttamente con gli operatori satellitari e diversi aggregatori privati per la condivisione del volo, tra cui D-Orbit, Exolaunch, Nanoracks e Spaceflight, per far volare i carichi utili durante la missione. Il gran numero di satelliti ha rappresentato anche una sfida per il comando spaziale statunitense, che traccia i satelliti e altri oggetti in orbita. Planet è il più grande cliente singolo in termini di numero di satelliti lanciati, con 48 dei suoi CubeSat Dove. Di questi, 36 fanno parte di contratti diretti con SpaceX mentre gli altri 12 tramite altre società. Swarm ha lanciato 36 dei suoi satelliti SpaceBee lavorando con due diversi aggregatori del carico utile. La diversità dei carichi utili ha fatto sì che alcuni concorrenti condividessero un lancio. Iceye ha lanciato tre dei suoi satelliti di immagini radar ad apertura sintetica (SAR) in questa missione, insieme a due satelliti SAR di Capella Space e uno della società SAR giapponese iQPS. Astrocast ha lanciato cinque satelliti per fornire servizi della cosiddetta 'Internet delle Cose' simili a quelli offerti da Swarm, mentre Kepler ha lanciato otto satelliti per la sua costellazione che fornisce lo stesso servizio e altri per la comunicazione. Altri clienti del lancio sono stati Spire, che ha lanciato otto nuovi CubeSat per i servizi di localizzazione meteorologica e delle navi; HawkEye 360, che ha lanciato tre satelliti per il suo servizio di intelligence dei segnali commerciali; e la NASA, che ha lanciato quattro CubeSat dimostrativi di tecnologia. Né SpaceX né gli aggregatori hanno rilasciato la lista completa dei satelliti sulla missione Transporter-1 prima del decollo. SpaceX ha anche aggiunto 10 dei suoi satelliti Starlink alla missione. Questi saranno i primi ad operare in orbite polari, dopo che la Federal Communications Commission ha concesso il permesso, l'8 gennaio, di utilizzare orbite polari per quei 10 satelliti che servono per testare la fornitura di accesso a Internet a banda larga ad alte latitudini. Il Transporter-1 avrebbe potuto avere ancora più carichi utili. Infatti due satelliti DARPA che dovevano volare in missione, per testare le tecnologie per il suo programma Blackjack, sono stati danneggiati durante l'elaborazione del carico utile all'inizio di gennaio. Momentus ha ritardato i piani per lanciare il suo primo rimorchiatore Vigoride, che trasporta diversi CubeSat, in una futura missione in condivisione di SpaceX, citando ritardi nell'ottenere le approvazioni normative.

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Le due semi-ogive recuperate dall'acqua nella missione Transporter-1. Credit: SpaceX

In questa missione sono stati lanciati satelliti, commerciali e governativi, da 11 Nazioni diverse: Stati Uniti, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Svizzera, Olanda, Taiwan e Turchia. La SpaceX ha annunciato il suo programma di condivisione dei voli nell'agosto 2019, offrendo opportunità di lancio a basso costo per i piccoli satelliti con un mix di missioni dedicate e carichi utili secondari nelle missioni condivise. La compagnia ha iniziato a consentire ai clienti di prenotare i lanci direttamente tramite il suo sito Web nel febbraio 2020. La SpaceX cercherà di fornire una cadenza regolare di lanci attraverso quel programma, inteso a fornire "prezzi competitivi e maggiori opportunità di volo a bordo dei veicoli di lancio più avanzati e collaudati del mondo," ha detto Andy Tran, ospite del webcast di SpaceX. "Se sei pronto a volare durante il periodo di lancio programmato, volerai." Questo programma di voli in condivisione potrebbe rappresentare una minaccia per i piccoli veicoli di lancio ora in servizio o in procinto di entrare in servizio, che non possono fornire lo stesso prezzo. Quelle aziende hanno sempre più enfatizzato la reattività, inclusa la loro capacità di posizionare i carichi utili nell'orbita preferita del cliente e nel loro programma preferito.

Nelle prossime settimane SpaceX ha programmato altri due missioni dedicate a Starlink, la prima appena fra tre giorni. Anche due altri voli per missioni in condivisione, come quella di oggi, sono previste entro l'anno, rispettivamente Transporter-2 per giugno e Transporter-2 a dicembre.

Letto: 123 volta/e Ultima modifica Martedì, 26 Gennaio 2021 00:32

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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