Scritto: Sabato, 02 Gennaio 2021 00:48 Ultima modifica: Domenica, 03 Gennaio 2021 05:31

2020: ecco gli ultimi voli dell'anno


Con un lancio Indiano, di SpaceX, Cinese e di Arianespace si conclude un anno di missioni spaziali che ha visto ben 114 razzi partire per lo spazio. Vediamo questi ultimi quattro voli oltre l'atmosfera eseguiti nel 2020.

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Nella foto il momento di Max-Q del vettore indiano PSLV nella missione C-50. Nella foto il momento di Max-Q del vettore indiano PSLV nella missione C-50. Crediti: ISRO

Il 17 dicembre decollava, dalla rampa n.2 del Satish Dhawan Space Center, sulla costa est dell'India che si affaccia sul Golfo del Bengala, un razzo PSLV C-50 (Polar Satellite Launch Vehicle C-50) con a bordo un satellite governativo per telecomunicazioni. Il GSAT 12R (conosciuto anche come CMS-1) è stato immesso regolarmente in orbita geostazionaria ed andrà a sostituire il GSAT-12 fornendo servizi di telecomunicazioni sul sub-continente indiano e isole limitrofe. Il satellite, pesante quasi 1,5 tonnellate, è partito a bordo del PSLV-XL alle 15:41 locali (le 11:11 italiane) ed il razzo, alto 44 metri, era nella configurazione più potente, dotata di sei booster a propellente solido per aiutare le prime fasi di missione. Quattro dei booster sono stati accesi al decollo, assieme all'accensione dello stadio principale a propellenti liquidi, mentre gli altri due 25 secondi più tardi per fornire la spinta richiesta. Tutti e sei i booster sono stati rilasciati 90 secondi dopo il decollo, seguiti dallo spegnimento, a T+1 minuto e 49 secondi, del primo stadio. Con la separazione del primo stadio si è quindi acceso il secondo stadio dotato di un motore Vikas ad idrazina. In sequenza si sono poi succeduti il terzo stadio (a propellente solido) ed il quarto (a propellente liquido) fino all'immissione in orbita geostazionaria di trasferimento per CMS-1, con inclinazione di 17,86° sull'equatore. Il lancio del PSLV ha segnato il secondo e ultimo lancio spaziale indiano del 2020, dopo una sospensione di mesi dell'attività di lancio a causa della pandemia COVID-19. L'India ha ripreso i lanci dei satelliti il ​​mese scorso con una missione PSLV che ha portato in orbita un satellite indiano per l'osservazione della Terra, oltre a diversi piccoli carichi commerciali per i clienti negli Stati Uniti e in Europa. Il satellite CMS 1 sostituirà GSAT 12, lanciato nel 2011 in una precedente missione PSLV. La missione del nuovo satellite, programmata per otto anni operativi, servirà per trasmettere telemedicina, istruzione remota, previsioni meteorologiche e altre informazioni di servizio pubblico alle comunità rurali. Il veicolo spaziale CMS 1, dotato di un carico utile per le comunicazioni in banda C, assumerà questi compiti. Il carico utile delle comunicazioni del satellite raggiungerà gli utenti attraverso la terraferma indiana, le isole Andamane e Nicobare e le isole Lakshadweep, secondo l'Indian Space Research Organization. La missione di giovedì 17 dicembre è stata il 52esimo volo di un Polar Satellite Launch Vehicle, il cavallo di battaglia dell'India, fin dal suo debutto nel 1993.

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Il decollo (e nell'inserto l'atterraggio) del razzo Falcon 9 per la missione NROL-108. Credit: SpaceX

Appena due giorni dopo la SpaceX, utilizzando un proprio razzo Falcon 9, ha piazzato in orbita bassa terrestre due satelliti classificati della NRO (National Reconnaissance Office). Il decollo dell'ultima missione orbitale di SpaceX, la sua 26esima per il 2020, è avvenuto dalla rampa 39A del Kennedy Space Center, in Florida, alle 9 a.m. locali (le 15 italiane) ed, approssimativamente otto minuti dopo, è avvenuto il regolare atterraggio del primo stadio (B1059 al quinto volo) sulla piazzola LZ1, che si trova sempre al KSC. Il B1059 aveva compiuto l'ultimo volo, prima di questo, lo scorso 30 agosto, quando partecipò al lancio di un satellite radar argentino. Si è trattato del 70esimo atterraggio di successo per un primo stadio orbitale. Il lancio era originariamente previsto per il 17 dicembre, ma era stato cancellato dopo che gli ingegneri avevano sospeso il conto alla rovescia meno di due minuti prima del decollo. L'azienda ha ritardato il lancio per valutare una lettura di un sensore di alta pressione nel serbatoio di ossigeno liquido dello stadio superiore. Questo è stato il secondo lancio di SpaceX per la NRO. Il primo è stato NROL-76 che ha volato su un Falcon 9 nel maggio 2017, dalla stessa rampa. L'NRO costruisce e gestisce i satelliti spia del governo degli Stati Uniti. La missione NROL-108 e l'orbita finale sono infatti classificate. Il webcast di SpaceX è terminato circa otto minuti dopo il decollo e non ha mostrato la seconda fase con il rilascio del satellite. Sebbene NROL-108 sia una missione del governo degli Stati Uniti, era un lancio acquistato commercialmente e non faceva parte del programma di lancio spaziale per la sicurezza nazionale della US Space Force. Questo è stato anche il caso di NROL-76 nel 2017. La NRO e altre agenzie governative acquistano servizi di lancio commerciale in base a contratti di "consegna in orbita" in cui l'approvvigionamento di un satellite è abbinato al servizio di lancio. Wayne Monteith, amministratore associato per il trasporto spaziale commerciale presso la Federal Aviation Administration, ha affermato che la missione NROL-108 è un esempio dell'NRO che sfrutta il processo di licenza commerciale. "È un modo per ridurre i costi." L'NRO ha anche ottenuto lanci commerciali da Rocket Lab, anch'essi autorizzati dalla FAA.

Il 22 dicembre si era tenuto il debutto del vettore cinese Lunga Marcia 8, ma di questo abbiamo parlato approfonditamente nell'articolo dedicato.

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Il decollo del Lunga Marcia 4C con a bordo il satellite Yaogan 33 (R). Credit: Wang Jiangbo/For chinadaily.com.cn

 Ma, sempre la Cina, eseguiva il lancio successivo il 27 dicembre, con il volo di un Lunga Marcia 4C con a bordo un satellite per l'osservazione terrestre: Yaogan-33(R). Il decollo avveniva alle 23:44 ora di Pechino (le 16:44 italiane) dal centro di lancio di Jiuquan, nel nord-est della Cina. Era la 357esima missione per un razzo vettore della famiglia Lunga Marcia (Cheng-Zeng). La missione ha anche inviato in orbita un satellite per esperimenti di micro e nano tecnologia. I due satelliti verranno utilizzati per esperimenti scientifici, indagini sulle risorse del suolo, stima della resa dei raccolti e prevenzione e riduzione dei disastri. Il satellite Yaogan 33 si fregia anche della lettera R perchè potrebbe andare a sostituire il gemello perso in un lancio del 2019. Secondo analisti occidentali Yaogan 33 sarebbe un satellite da ricognizione radar progettato per ottenere immagini in condizioni di ogni tempo meteo. Per la Cina si è trattato del 34esimo ed ultimo lancio dell'anno.

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Il decollo razzo vettore Sojuz ST-A con il satellite CSO-2. Credit: ESA/CNES/Arianespace – Photo Optique Video du CSG – P. Piron

 L'ultimo volo orbitale di questo distopico 2020 è iniziato il 29 dicembre, alle 13:42 locali (le 17:42 italiane) dalla rampa dello Spazioporto della Guyana Francese, in Sud America. Per il suo decimo e ultimo lancio dell'anno - e il quinto nel 2020 con il lanciatore medio Sojuz ST-A - Arianespace ha inviato il satellite di osservazione della Terra CSO-2, destinato ad applicazioni di difesa e sicurezza, in orbita sincrona attorno al Sole. CSO-2 è stato lanciato per l'agenzia spaziale francese CNES (Centre National d’Etudes Spatiales) e l'agenzia per gli appalti della difesa DGA (Direction générale de l’armement) per conto del Ministero della Difesa francese. Si è trattato della 25esima missione effettuata da un vettore Sojuz dalla Guyana francese da quando ha iniziato ad operare presso il Centro spaziale della Guiana (CSG) nell'ottobre 2011. Con questo ultimo lancio al servizio delle esigenze di difesa della Francia, nonché per le esigenze di diversi paesi partner, Arianespace garantisce ancora una volta l'accesso autonomo francese ed europeo allo spazio - una priorità strategica. CSO-2 è il secondo satellite del programma Optical Space Component (CSO - Composante Spatiale Optique), una costellazione di tre satelliti dedicati all'osservazione della Terra per la difesa e la sicurezza. Essi sono posti in orbite polari a diverse altitudini e svolgeranno due diverse missioni: ricognizione per CSO-1 (lanciato nel dicembre 2018) e CSO-3 (il cui lancio è previsto nel 2022 con un Ariane 6); e identificazione per CSO-2. L'agenzia spaziale francese CNES è delegata come amministrazione aggiudicatrice per il programma Optical Space Component e il suo segmento di terra di missione, oltre ad essere il co-architetto del sistema generale. Il CNES è anche responsabile del posizionamento orbitale, dei test di accettazione in orbita e del funzionamento dei satelliti. La DGA è invece responsabile per la costruzione e la manutenzione del segmento di terra dell'utente e fungerà da interfaccia tra i sensori dispiegati nello spazio e gli operatori. Il quartier generale delle forze armate francesi è l'autorità operativa per CSO. In qualità di successore dei sistemi Helios 1 e 2, il CSO risponderà alle esigenze operative francesi di intelligence globale e sorveglianza strategica, conoscenza dell'ambiente geografico e supporto per le implementazioni operative. In qualità di terza generazione di satelliti militari della Francia, CSO è stato sviluppato in un quadro nazionale e rimarrà accessibile ai partner europei. Infatti, Germania, Svezia e Belgio sono già entrate a far parte della comunità CSO e a breve è previsto un accordo con l'Italia.

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Il satellite militare francese CSO-2 con una copertura sopra il telescopio ottico. Credit: Arianespace

 Il satellite CSO-2, del peso di 3.562 kg, è stato posizionato in orbita sincrona attorno al Sole ad un'altitudine di 480 km grazie allo stadio superiore Fregat-M. Il lancio si è tenuto con oltre otto mesi di ritardo a causa, principalmente della pandemia. Il satellite verrà utilizzato per acquisire immagini ad altissima risoluzione nelle larghezze di banda del visibile e dell'infrarosso, giorno o notte e con il bel tempo, e utilizzando una varietà di modalità di imaging per soddisfare il maggior numero di requisiti operativi possibile. Airbus Defence and Space France è l'appaltatore principale per i satelliti, mentre Thales Alenia Space France fornisce lo strumento di imaging ottico. CSO-2 è stato il 130esimo satellite Airbus Defence and Space lanciato da Arianespace.

Per concludere quest'anno vi sono stati, complessivamente nel mondo, 114 lanci orbitali, dei quali 104 riusciti. La classifica è guidata dalla Cina, con 39 missioni, seguita dagli Stati Uniti con 37 (dei quali però ben 25 da parte del Falcon 9 di SpaceX), terza la Russia con 17 e poi a seguire Nuova Zelanda 7, Europa 5, Giappone 4, India 2, Iran 2 ed Israele 1. Le missioni con equipaggio sono state 4, due degli Stati Uniti (SpX Demo-2 e Crew-1 con le capsule Crew Dragon di SpaceX) e Russia (Sojuz MS-16 e Sojuz MS-17); tutte dirette verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Letto: 138 volta/e Ultima modifica Domenica, 03 Gennaio 2021 05:31
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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