Scritto: Domenica, 27 Dicembre 2020 14:05 Ultima modifica: Domenica, 27 Dicembre 2020 15:41

La OneWeb rinasce dalle ceneri


La OneWeb, riemersa da una bancarotta, ha ripreso il dispiegamento della propria costellazione di satelliti. I 36 nuovi satelliti sono stati inviati in orbita grazie ad un Sojuz-2.1b decollato dal Cosmodromo di Vostoschny.

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l decollo del razzo Sojuz-2.1b con i 36 satelliti OneWeb, dal Cosmodromo di Vostochny. l decollo del razzo Sojuz-2.1b con i 36 satelliti OneWeb, dal Cosmodromo di Vostochny. Credit: Roscosmos

36 satelliti, per la rete Internet a banda larga di OneWeb, sono stati lanciati in orbita venerdì 18 dicembre dall'Estremo Oriente russo, a bordo di un razzo Sojuz. In questo modo la OneWeb, uscita dal fallimento della compagnia ad inizio anno, dispone ora di 110 satelliti su una flotta pianificata di 650 veicoli spaziali. I motori, alimentati a cherosene ed ossigeno liquido, che hanno spinto il lanciatore Sojuz-2.1b e il suo stadio superiore Fregat verso lo spazio, si sono accesi da una rampa di lancio presso il Cosmodromo di Vostochny, nella Russia orientale, alle 21:26 locali (le 13:26 italiane). Il razzo Sojuz a tre stadi ha completato il suo lavoro nei primi 10 minuti di volo e ha rilasciato lo stadio superiore Fregat ad eseguire una serie di manovre propulsive per posizionare i 36 satelliti OneWeb - ciascuno delle dimensioni di un mini-frigo - in un'orbita bersaglio a un'altitudine di 450 chilometri. Il Fregat trasportava un distributore, costruito dalla RUAG Space of Sweden, utilizzato per rilasciare i 36 satelliti, quattro alla volta, nel corso di diverse ore. Roscosmos, l'agenzia spaziale russa, e Arianespace, la compagnia di lancio francese che supervisiona la missione commerciale, hanno confermato che tutti i 36 satelliti si sono separati, come previsto, dallo stadio superiore Fregat. La OneWeb, con sede a Londra, ha affermato che i team di terra hanno stabilito un contatto con tutti e 36 i veicoli spaziali, verificando che i satelliti erano in buone condizioni dopo il lancio. "Abbiamo confermato l'acquisizione del segnale per tutti i 36 satelliti," ha twittato OneWeb. "Siamo grati a tutto il nostro team e ai partner per il successo ottenuto oggi." I nuovi satelliti OneWeb, costruiti in Florida da una joint venture formata da OneWeb e Airbus, vanno a raggiungere i 74 veicoli spaziali lanciati durante le tre precedenti missioni Sojuz. I primi sei satelliti OneWeb furono lanciati a bordo di un razzo Sojuz partito dal Centro spaziale della Guiana, gestito dall'Europa, in Sud America, nel febbraio 2019, a questo seguirono due voli Sojuz dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, che hanno trasportato in orbita 34 satelliti OneWeb ognuno a febbraio e marzo di quest'anno. "Congratulazioni a tutti i team che hanno reso questa prima missione commerciale dal Vostochny Cosmodrome, un successo," ha affermato Stéphane Israël, Amministatore Delegato di Arianespace. "Questo lancio conferma la capacità di Arianespace di schierare la costellazione OneWeb attraverso l'uso di tre diversi siti di lancio Sojuz - in Guyana francese, Kazakistan e Russia.

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Il momento dell'incapsulamento dei 36 satelliti OneWeb nell'ogiva protettiva del razzo Sojuz-2.1b. Credit: Roscosmos

"Voglio sinceramente ringraziare OneWeb per la loro fiducia," ha proseguito Israël in una dichiarazione. "Sono lieto che Arianespace e Starsem abbiano contribuito - per la quarta volta - all'ambizione finale di questo cliente di fornire l'accesso a Internet a tutti, ovunque e in qualsiasi momento." I satelliti OneWeb, prodotti in serie, pesano ciascuno circa 147,5 chilogrammi, sono dotati di propulsori ionici alimentati allo xeno, antenne in banda Ku e in banda Ka per il collegamento con i clienti e le stazioni di terra e ali dispiegabili per i pannelli solari. I satelliti OneWeb useranno i loro propulsori ionici per aumentare l'altitudine a 1.200 chilometri nei prossimi tre mesi, dove i controllori prepareranno il veicolo spaziale per l'entrata in servizio. "Per noi, tornare, è un momento fantastico," ha detto Maurizio Vanotti, direttore senior dello sviluppo delle infrastrutture spaziali di OneWeb.

Dopo il lancio di venerdì, altri 15 lanci di Sojuz da Vostochny, dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan e dal Centro spaziale nella Guyana francese, completeranno la sequenza di missioni per posizionare i circa 650 satelliti OneWeb in orbita. Il contratto di lancio originale di OneWeb con Arianespace era per 21 lanci di Sojuz. Quel contratto, modificato durante il fallimento di OneWeb, copre ora 19 missioni Sojuz. Nel 2019, OneWeb e Arianespace hanno concordato che i satelliti OneWeb voleranno sul lancio inaugurale del razzo Ariane 6 di prossima generazione. OneWeb non ha più in programma di lanciare i suoi satelliti nella prima missione Ariane 6. A marzo, OneWeb aveva dichiarato di non aver avuto successo negli sforzi per raccogliere fondi aggiuntivi dai suoi precedenti proprietari - guidati dal conglomerato giapponese SoftBank - per finanziare la costruzione della costellazione satellitare della società e l'avvio di servizi commerciali. A luglio, il governo del Regno Unito e l'operatore indiano di telecomunicazioni mobili Bharti Global avevano annunciato che si sarebbero impegnati ciascuno per 500 milioni di dollari per l'acquisto di OneWeb. Con operazioni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, OneWeb ha raccolto più di 3 miliardi di dollari dai suoi precedenti investitori prima di dichiarare fallimento a marzo. L'impegno finanziario di 1 miliardo di dollari del Regno Unito e di Bharti ha permesso così a OneWeb di riprendere le operazioni. Secondo quanto riportato dal Financial Times, OneWeb prevede di chiudere un altro giro di raccolta fondi, da 400 milioni di dollari, il mese prossimo per avvicinarsi all'obiettivo di finanziamento finale della società. Questo lascerà la OneWeb con circa 1 miliardo di dollari in meno del denaro necessario a completare la rete di 650 satelliti ed entrare nel servizio commerciale. Il Financial Times ha riferito che OneWeb potrebbe acquisire quei soldi mancanti attraverso ulteriori raccolte di fondi o finanziamento del debito. Con un nuovo amministratore delegato e un contratto di lancio rivisto, OneWeb è emerso dalla procedura fallimentare del Capitolo 11 a novembre, sotto la proprietà congiunta del governo britannico e di Bharti. I nuovi proprietari hanno approvato il riavvio della produzione dei satelliti in Florida, ma il nuovo ruolo del governo britannico in OneWeb potrebbe portare allo spostamento della produzione dei veicoli spaziali in Gran Bretagna. "OneWeb continuerà ad avere sede nel Regno Unito, portando nuovi programmi di ricerca e sviluppo, opportunità di produzione e una piattaforma globale con diritti di utilizzo dello spettro prioritario," ha affermato la OneWeb in un comunicato rilasciato il mese scorso. "Con gli ultimi satelliti di OneWeb che prendono il volo, ci avviciniamo di un passo al collegamento di persone in tutto il mondo con una banda larga veloce sostenuta dal Regno Unito e pochi mesi dopo che gli investimenti del governo britannico lo hanno reso possibile," ha affermato Alok Sharma, segretario agli affari del Regno Unito, in un dichiarazione. "Il Regno Unito può essere orgoglioso di essere al centro degli ultimi progressi a lungo termine nella tecnologia spaziale".

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Un'illustrazione della rete di satelliti OneWeb, una volta completata. Credit: Airbus

 Con più lanci pianificati nel 2021 e nel 2022, OneWeb afferma che potrebbe iniziare a fornire servizi Internet commerciali in alcune regioni già dalla fine del 2021. "Il successo di questo lancio metterà OneWeb sulla buona strada per offrire servizi globali ai clienti che iniziano con Regno Unito, Alaska, Nord Europa, Groenlandia, Islanda, Mar Glaciale Artico e Canada nel 2021, con un servizio globale che seguirà nel 2022,", ha detto la OneWeb in un comunicato stampa. Quella del 18 dicembre è stata la 53esima missione Sojuz condotta da Arianespace e dalla sua affiliata Starsem che opera al Cosmodromo di Vostochny. Certo che, con il dispiegamento, in corso, della costellazione Starlink di SpaceX che ha già raggiunto i 900 satelliti ed iniziato i primi servizi di prova negli Stati Uniti, la sfida di OneWeb si fa ardua. E questo senza contare che è previsto almeno un altro pericoloso concorrente: il Project Kuiper del magnate di Amazon, Jeff Bezos. Benché quest'ultimo sia ancora avvolto nella riservatezza, sia per quanto riguarda l'inizio dei lanci che per l'avvio del servizio, si tratta sempre di un colosso mondiale. Certo è che, avendo a disposizione almeno tre concorrenti commerciali, i costi dei servizi internet dallo spazio potrebbero entrare in competizione ed a usufruirne finirebbero per essere gli utenti di tutto il mondo.

 

Fonti:
SpaceflightNow - https://spaceflightnow.com/2020/12/18/oneweb-resumes-deployment-of-650-satellite-broadband-network/
Arianespace - https://www.arianespace.com/mission/Soyuz-flight-st29/
Oneweb - https://www.oneweb.world/media-center/onewebs-successful-launch-paves-the-way-for-commercial-services

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Letto: 87 volta/e Ultima modifica Domenica, 27 Dicembre 2020 15:41
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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