Scritto: Giovedì, 22 Ottobre 2020 23:37 Ultima modifica: Venerdì, 23 Ottobre 2020 07:22

Rientra la Sojuz MS-16 ma vi sono problemi sulla ISS


Con il rientro sulla Terra, avvenuto regolarmente oggi, dell'equipaggio della Sojuz MS-16 è iniziata ufficialmente la Spedizione 64 sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ma non si possono nascondere alcuni piccoli problemi.

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Il Modulo di Discesa della Sojuz MS-16 scende verso il suolo del Kazakistan. Il Modulo di Discesa della Sojuz MS-16 scende verso il suolo del Kazakistan. Credit: Roscosmos/NASA TV

Dopo 169 giorni vissuti in orbita terrestre a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), i cosmonauti Anatolij Ivanišin e Ivan Vagner, assieme all'astronauta NASA Chris Cassidy, sono rientrati oggi sulla Terra. Dopo i primi controlli medici, eseguiti sul sito di atterraggio del Modulo di Discesa Sojuz MS-16, i tre astronauti si sono separati per il ritorno a casa. Cassidy è salito a bordo di un aereo della NASA per il ritorno a Houston, Texas, mentre Ivanišin e Vagner si sono imbarcati su un aereo della Roscosmos diretto a Città delle Stelle, nei pressi di Mosca.

Poco prima dello sgancio della capsula dalla stazione, il Comandante di Spedizione 63 Cassidy ha passato il comando dell'avamposto orbitale al cosmonauta russo Sergej Ryžikov, che assieme all'astronauta Kate Rubins della NASA e Sergej Kud'-Sverčkov di Roscosmos, sono giunti a bordo della ISS il 14 ottobre scorso con il volo Sojuz MS-17. I portelli fra la Sojuz ed il modulo Poisk della stazione sono stati chiusi alle 20:24 UTC (le 22:24 italiane), iniziando una sequenza di operazioni per preparare la capsula, la stazione ed i rispettivi equipaggi allo sgancio. Il rilascio della Sojuz MS-17 dal modulo Poisk è avvenuto alle 23:32 UTC (le 1:32 italiane) con un allontanamento dei due veicoli di appena 10 cm al secondo. Un minuto e mezzo dopo lo sgancio, i computer di bordo della Sojuz hanno attivato i controlli del veicolo ed iniziato a preparare la sequenza per le due accensioni di motori per la separazione dalla stazione.

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Nell'immagine la Sojuz MS-16 in allontanamento dalla ISS. Credit: NASA/TV 

La prima di queste accensioni si è tenuta 4 minuti e 30 secondi dopo la partenza mentre la seconda 1 minuto e 20 secondi dopo. La prima accensione ha impartito una modifica della velocità della capsula di 53 cm al secondo, mentre la seconda di 1,53 metri al secondo, accelerando l'allontanamento dalla stazione. Nel corso delle due ore successive, l'equipaggio ha configurato la Sojuz per l'uscita dall'orbita ed il rientro, compreso l'ingresso nel Modulo di Discesa e la chiusura del portello fra questi ed il Modulo Orbitale. La capsula Sojuz è infatti composta da tre moduli: Orbitale, Discesa e di Strumentazione/Propulsione. Dei tre soltanto il Modulo di Discesa, che ospita gli astronauti al lancio ed al rientro, sopravvive al volo essendo l'unico dotato di uno scudo termico ed un sistema di paracadute. Alle 02:00 UTC (le 4 italiane) la Sojuz MS-16 ha iniziato l'accensione del motore, della durata di 4 minuti e 40 secondi, per l'uscita dall'orbita. Rallentando la capsula di 120 metri al secondo ed abbassando così il perigeo è iniziato il tuffo nell'atmosfera terrestre. Dopo l'accensione dei motori la Sojuz ha manovrato per orientarsi nel modo corretto per la separazione dei tre moduli, avvenuta alle 02:28 UTC (le 4:28 italiane) mentre il veicolo sorvolava, a 133 km di quota, l'Egitto. Il rientro atmosferico è avvenuto tre minuti dopo, ad un'altezza di circa 100 km. Appena 90 secondi dopo il Modulo di Discesa è stato avvolto dal plasma del rientro, quando la compressione dell'aria di fronte al veicolo cambia le molecole dell'aria nello stato di plasma.

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I tre moduli che compongono la capsula russa Sojuz. Credit: NASA 

Durante questa fase, iniziata ad 80 km di quota, le comunicazioni con la capsula si sono interrotte, cosa normale in questa fase del rientro. Il modulo è uscita dalla regione di plasma nello stesso momento di massima forza G, ad un'altezza di circa 34 km, ed in quel momento sono state ripristinate le comunicazioni con l'equipaggio. Dopo due minuti dall'uscita della fase di plasma la Sojuz ha rilasciato il suo paracadute, a circa 10,4 km di quota. Le dimensioni del paracadute hanno rallentato il Modulo di Discesa così rapidamente che ci sono voluti circa 15 minuti per completare i 10 km verso la superficie. Ad una velocità di appena 7,3 metri al secondo il Modulo di Discesa si è avvicinato al suolo, quando, appena due secondi prima di toccare il terreno, due serie di tre piccoli motori posti sul fondo della capsula si sono accesi ad appena 80 centimetri dal terreno, riducendo ancora la velocità ad appena 1,5 metri al secondo. I tre sono atterrati appena a sud della città di Dzhezkazgan, nel Kazakistan, alle 8:54 locali (le 4:54 italiane).

Durante la missione, Cassidy ha svolto il ruolo di Comandante di Spedizione 63 ed ha avuto l'onore di dare il benvenuto agli astronauti Robert Benhken e Douglas Hurley, della NASA – i primi astronauti ad essere lanciati verso la ISS con un veicolo spaziale di costruzione USA, la Crew Dragon di SpaceX. Durante la permanenza della Crew Dragon alla ISS, Cassidy e Behnken hanno eseguito quattro attività extra-veicolari (EVA), per un totale di 23 ore e 37 minuti, per sostituire le vecchie batterie della stazione.

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I tre astronauti appena usciti dalla capsula Sojuz ed attorniati dalle squadre di supporto. Credit: NASA 

L'ultima di queste passeggiate spaziali è stata la decima in assoluto per entrambi, facendoli entrare nel ristretto 'club', composto con loro da quattro astronauti, ad aver completato 10 EVA. Cassidy ha trascorso un totale di 378 giorni nello spazio, al quinto posto nella classifica degli astronauti americani. Mentre si trovavano sulla stazione i tre membri di Spedizione 63 hanno contribuito a centinaia di esperimenti, compreso quello sull'influenza della gravità sull'evoluzione dei gas elettrolitici, che osserva le bolle formatesi utilizzando l'elettrolisi. La gravità è un fattore chiave nella galleggiabilità delle bolle, quindi la micro-gravità consente di individuare la crescita delle bolle e studiarne l'effetto nei processi. L'utilizzo di questo metodo per comprendere meglio come crescono le bolle potrebbe migliorare dispositivi medici, come la somministrazione di farmaci attraverso piccoli cerotti cutanei simili a bende. Cassidy ha anche lavorato con Astrobee, dei robot a forma di cubo che volano liberamente all'interno della stazione e che, un giorno, potrebbero aiutare gli astronauti nei compiti di routine. Inoltre l'astronauta americano ha condotto ricerche per l'esperimento Onco-Selectors, che sfrutta la microgravità per identificare terapie antitumorali mirate.

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Il momento del cambio di comando fra Cassidy, in basso a sinistra, e Sergey Ryžikov, il terzo da sinistra nella fila posteriore, con in mano le chiavi della ISS. Credit: Roscomos/@ivan_mks63>

Intanto, a bordo della ISS in queste ultime settimane vi sono state le ricerche delle fuga d'aria segnalata da alcuni mesi. Fortunatamente, negli ultimi giorni la ricerca ha avuto esito positivo ed è stata scovata una piccola falla nello scafo del modulo Zvezda, subito riparata in modo provvisorio dai cosmonauti russi. La fuga d'aria, anche per le sue dimensioni inferiori al millimetro, non poneva comunque a rischio l'equipaggio e, comunque, gli ingegneri della Roscosmos stanno lavorando ad un piano per chiudere definitivamente la falla. Però a bordo della ISS sono subito emersi altri problemi, non meno gravi, anche se già avvenuti spesso in passato. Uno dei due sistemi di generazione dell'ossigeno nel segmento russo della stazione si è guastato ma i cosmonauti sono già al lavoro per la sua riparazione. Inoltre anche la toilet, sempre del segmento russo, si è guastata, probabilmente per una bolla d'aria intrappolata nel sistema. Fortunatamente a bordo della Sojuz MS-17 attraccata vi è un altra toilet mentre, arrivata con l'ultimo cargo Cygnus, una nuova toilet americana è disponibile. Questi problemi, così come quello della fuga d'aria, non pongono in pericolo l'equipaggio della ISS, che dispone anche di altri mezzi per la produzione di ossigeno, ma mostra che alcune attrezzature della stazione spaziale, quelli più vecchie, cominciano a sentire il passare del tempo.

A novembre, l'equipaggio della Spedizione 64 accoglierà la missione Crew-1 della NASA: con gli astronauti della NASA Michael Hopkins, Victor Glover e Shannon Walker, e l'astronauta dell'Agenzia di Esplorazione Aerospaziale Giapponese (JAXA) Soichi Noguchi. Crew-1, compiuta con la capsula Crew Dragon di SpaceX, sarà la prima missione di lunga durata a volare come parte del programma commerciale equipaggi della NASA e segnerà il ritorno della capacità dell'America di lanciare regolarmente astronauti dal suolo statunitense.

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L'equipaggio completo di Spedizione 64: da sinistra Kathleen Rubins,Victor Glover, Soichi Noguchi, Sergey Ryžikov, Michael Hopkins, Shannon Walker e Sergej Kud'-Sverčkov. Credit: NASA 

Per quasi 20 anni, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è stata abitata ininterrottamente da astronauti che testano tecnologie, conducono ricerche e sviluppano le competenze necessarie per esplorare sempre più lontano dalla Terra, compresa la Luna e Marte. Come impresa globale, 241 persone provenienti da 19 paesi hanno visitato l'unica destinazione di microgravità che ha ospitato più di 3.000 indagini scientifiche ed educative di ricercatori in 108 paesi e aree.

 

Fonti:
NASA: https://www.nasa.gov/press-release/nasa-astronaut-chris-cassidy-crewmates-land-safely-back-on-earth
NASASpaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2020/10/soyuz-ms16-returns-to-earth/
Futurism: https://futurism.com/the-byte/space-stations-toilet-oven-air-supply-broke-last-night

 

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Read 137 times Ultima modifica Venerdì, 23 Ottobre 2020 07:22
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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