Scritto: Mercoledì, 30 Settembre 2020 23:53 Ultima modifica: Giovedì, 01 Ottobre 2020 04:55

Si restringe la ricerca della perdita d'aria sulla ISS


Dopo un altro fine settimana trascorso all'interno del modulo russo Zvezda forse stavolta, finalmente, l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) avrebbe ristretto le ricerche della fuga d'aria.

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La Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Credit: NASA/Roscosmos

L'equipaggio di Spedizione 63 composto dal Comandante NASA Chris Cassidy e dai cosmonauti Roscosmos russi Ivan Vagner ed Anatolij Ivanišin sono rimasti chiusi all'interno del modulo Zvezda dalla sera del 25 alla mattina del 28 settembre. I portelli fra gli altri moduli della stazione sono stati tutti sigillati nel tentativo di identificare quella che è una piccola, ma non critica, fuga d'aria.

Durante un incontro del 28 settembre, per l'imminente missione cargo Cygnus Northrop Grumman NG-14 diretta alla stazione, un responsabile della NASA ha detto che il fine settimana di isolamento nel modulo Zvezda non ha portato immediatamente a localizzare la fonte della fuga. “Fino a questa mattina non vi sono indicazioni chiare di dove si trovi la perdita,” ha dichiarato Greg Dorth, responsabile del Program External Integration Office della NASA per la ISS. “Le squadre stanno ancora controllando i dati e valutandoli.” Questa era la seconda volta che l'equipaggio della ISS si confinava all'interno del modulo russo Zvezda nello sforzo di scovare la fuga d'aria. Un mese fa, i tre avevano già trascorso un fine settimana dentro Zvezda, con gli altri moduli sigillati nel tentativo di localizzare la perdita. “Dopo tre giorni, non vi sono indicazioni da dove provenga la fuga,” ha detto Dorth. Questo ultimo test si è svolto con leggere differenti configurazioni sia nel segmento USA che in quello Russo. Inoltre Cassidy ha utilizzato un sensore ultrasonico per vedere se la fuga provenisse proprio dal modulo Zvezda stesso. La fuga, ha tenuto a sottolineare Dorth, non pone a rischio l'equipaggio o la stazione stessa. “E' una piccola, molto piccola perdita. Ovviamente questa fuga ha un riflesso sulle scorte, ma siamo preparati per questo. Possiamo sostenere la perdita mentre proseguiamo le indagini.” 

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L'astronauta NASA Cassidy mentre ricerca la fuga d'aria a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Credit: Twitter @Astro_SEAL

Anche il Comandante Cassidy ha sottolineato, in una serie di tweet, che l'equipaggio non è a rischio ma che è importante trovare la fuga perché stanno sprecando aria preziosa. I controllori di volo della stazione spaziale hanno approfittato di un periodo relativamente tranquillo dell'avamposto per cercare di localizzare la perdita, segnalata per la prima volta circa un anno fa.

Ma lunedì notte c'è stata una svolta. I controllori di volo hanno svegliato l'equipaggio di Spedizione 63 perché certi di aver isolato il luogo della perdita nell'area di lavoro del modulo di servizio Zvezda. Ora sono in corso ulteriori indagini per localizzare con maggiore precisione la fonte della fuga d'aria.

Al momento soltanto tre persone si trovano sulla ISS, rendendo così più facile per loro rimanere isolati in un solo modulo. Inoltre non vi sono veicoli spaziali in visita alla stazione fin dalla partenza del cargo giapponese HTV, il 18 agosto scorso. Ma questo presto sta per cambiare. Il veicolo cargo Cygnus NG-14 dovrebbe essere lanciato il 1° ottobre da Wallops Island, Virginia, ed arrivare alla stazione il 4 ottobre. Quella missione “segna l'inizio di un periodo molto trafficato di veicoli diretti alla ISS,” dice Dorth. Il traffico comprende anche il lancio di un nuovo veicolo Sojuz, previsto il 14 ottobre, con l'astronauta NASA Kate Rubins ed i cosmonauti Roscosmos Sergej Nikolaevič Ryžikov e Sergej Kud'-Sverčkov a bordo. A questo seguirà, il 21 ottobre, la partenza della capsula Sojuz attualmente attraccata alla stazione che riporterà Cassidy, Vagner e Ivanišin. Di seguito, il 31 ottobre, è previsto il lancio della Crew Dragon di SpaceX con gli astronauti NASA Michael Hopkins, Victor Glover e Shannon Walker e l'astronauta giapponese della JAXA Soichi Noguchi. Questa missione porterà, per la prima volta, il numero dei residenti della stazione spaziale a sette.

 

Fonti:
Spacenews: https://spacenews.com/nasa-still-searching-for-source-of-iss-air-leak/
NASA: https://blogs.nasa.gov/spacestation/2020/09/29/crew-continues-troubleshooting-as-tests-isolate-small-leak/

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Read 116 times Ultima modifica Giovedì, 01 Ottobre 2020 04:55
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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