Scritto: Venerdì, 04 Settembre 2020 23:32 Ultima modifica: Sabato, 05 Settembre 2020 06:37

SpaceX, altri Starlink in orbita e 'saltino' di SN6


La SpaceX movimenta ancora il campo spaziale con un'altra missione Starlink ed un nuovo 'saltino' di un prototipo di Starship.

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Un collage delle varie fasi del salto di SN6 a Boca Chica. Un collage delle varie fasi del salto di SN6 a Boca Chica. Credit: SpaceX - Processing:Marco Di Lorenzo

Il prototipo SN6 della Starship ha condotto giovedì, presso il sito di Boca Chica della SpaceX, un test di volo di 150 metri di altezza, appena poche settimane dopo che SN5 aveva completato il primo lancio di questo tipo. Il volo di SN6 è stato quasi una copia del breve volo di SN5 con lo scopo di migliorare le operazioni di lancio ed atterraggio di SpaceX. Intanto ulteriori prototipi in preparazione continuano ad evolvere, assieme ai preparativi per il razzo Super Heavy, che, secondo quando dichiarato dal Capo Progettista Elon Musk, potrebbe condurre un primo test di volo già ad ottobre.

Sia SN5 che SN6 sono realizzati da anelli di acciaio del tipo '301' e questo li rende quasi gemelli dal punto di vista costruttivo. Questo permette ai due prototipi di eseguire test di volo multipli che aiuteranno la SpaceX a raccogliere informazioni sulla configurazione del veicolo con un singolo motore Raptor. Dopo un test abortito domenica, il giorno di apertura di questa serie di test, il 'saltino' di SN6 è stato riprogrammato per giovedì. Il test è poi avvenuto nella prima metà della finestra di 12 ore che andava dalle 8 del mattino alle 20 di sera (ora del Texas). Come al solito una sirena è suonata 10 minuti prima dell'accensione del Raptor n.29. Il test sembra essere andato regolarmente, con SN6 che si è innalzato nell'aria, seguendo una traiettoria simile a SN5, prima di scendere sulla piazzola di atterraggio. Il solo potenziale problema nel saltello è relativo ad una delle sei zampe, che è sembrata leggermente piegata dopo che il fumo e la polvere si sono diradati. Ora SN6 potrebbe tornare alla zona di assemblaggio per ricevere un controllo post-volo. SN5 appare aver completato il suo controllo post-volo presso la Mid-Bay (l'hangar mediano che si trova presso la zona di assemblaggio di Boca Chica) e sono stati sostituiti alcuni dei serbatoi di pressurizzazione (COPV) che si trovano all'esterno dello scafo. Poi SN5 è stato di nuovo portato all'esterno dell'hangar per fare posto alle prossime attività di montaggio dei prototipi successivi. La possibilità quindi che SN5 venga nuovamente utilizzato per un altro volo sono alte. SN8 sarà la prima Starship 'completa' di punta e superfici aerodinamiche, che le permetteranno di raggiungere maggiori altezze, fino al traguardo di oltre 20 km di quota. Il veicolo potrebbe, inizialmente, essere lanciato a quote più basse per testare i motori.

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SN8 in fase di montaggio all'interno della Mid Bay. Fuori SN5, reduce del salto di agosto Credit: NASASpaceflight 

Questo veicolo, realizzato con rotoli di acciaio del tipo 304L, ospiterà tre motori Raptor grazie ai quali potrà raggiungere maggiori altezze. Le superfici aerodinamiche saranno impiegate per la sequenza di atterraggio, che comprende l'avvicinamento 'di pancia' prima che i Raptor spingano la parte inferiore verso la piazzola di atterraggio per toccare sulle sue zampe. Come nella relazione fra SN5 ed SN6, anche Starship SN9 si trova nella fase di costruzione. Anche questo prototipo sarà realizzato con l'acciaio 304L e, quasi sicuramente, anche questo modello riceverà la punta e le superfici aerodinamiche. Anche se vi sono indizi che SN9 potrebbe ospitare, in alcuni punti, l'installazione delle mattonelle del Sistema di Protezione Termica (TPS). Questo non vuole necessariamente dire che SN9 sarà un veicolo suborbitale, ma che la SpaceX vuole soltanto valutare i punti di attacco delle TPS durante questo profilo di volo. Questo per essere prudenti, e non solo per le lezioni imparate durante l'era Space Shuttle, ma anche perchè alcune mattonelle di una piccola area di prova, vicino alla parte inferiore del veicolo, si erano staccate durante un test.

Sempre parte dei test di SpaceX vi è un serbatoio di prova, ovvero senza la parte motore. Si tratta di SN7.1, sempre realizzato con l'acciaio 304L e che verrà utilizzato per prove di sovra-pressione allo scopo di raccogliere dati. SN7.1 segue SN7, sempre un serbatoio di prova che è stato, anch'esso, portato fino alla rottura, in effetti per due volte. Nel primo test si era formata soltanto una piccola perdita di azoto liquido, poi rattoppata. Nel secondo test invece SN7 si era letteralmente aperto completamente, anche se SpaceX non ha reso noto a che pressione era arrivato prima del cedimento. SN7.1 sarà portato al sito di lancio e piazzato sopra una struttura apposita, vicino alla rampa di lancio dei prototipi Starship. Appena SN6 lascerà la rampa di lancio, SN7.1 sarà trasportato fino alla zona di prova nel giro di pochi giorni.

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L'alto nuovo hangar, chiamato High Bay, in costruzione a Boca Chica. Qui sarà montato il SuperHeavy Credit: @RGVaerialphotos 

Intanto, mentre è in corso la realizzazione di questi prototipi di Starship proseguono i lavori di costruzione sia nell'area produttiva che in quella di lancio ed entrambe sono in relazione al Super Heavy. Il Super Heavy (SH) sarà il grande razzo che fungerà da primo stadio per le Starship. I lavori alla struttura esterna della High Bay (l'hangar più alto) sono quasi completati anche se vi sarà ancora un gran lavoro per i livelli più bassi della struttura, alta in tutto 81metri. Qui è dove le sezioni, di quello che diventerà il più potente razzo al mondo, saranno assemblate una sopra l'altra. Una volta completato il veicolo sarà trasportato al sito di lancio orbitale, che si trova vicino all'area di lancio delle Starship. La costruzione di questa rampa è in corso con l'installazione di grandi supporti alla base. Elon Musk ha dichiarato che spera di poter vedere un SH già compiere un primo 'saltello' entro ottobre, quando vi sarà l'annuale aggiornamento di SpaceX sul programma Starship. Il primo test di volo sarà, probabilmente, compiuto con soli due motori Raptor. Intanto a McGregor, (sempre in Texas) il sito SpaceX dove si testano i motori, è stato acceso il Raptor n.40. Questo significa che vi sono già abbastanza motori per Sn8, SN9 ed il primo volo di SH. Una volta passati i test a McGregor questi motori sono inviati a Boca Chica per essere integrati sui prototipi. I test proseguono anche con la combustione di metano a ciclo chiuso che ha già raggiunto i 330 bar di pressione interna “e senza eplodere!”, ha commentato Elon. Anche i test della versione Raptor per il vuoto (RaptorVac o Rvac) sono già iniziati. Per il momento con brevi accensioni, anche se quelle di maggiore durata dovrebbero essere a breve, sempre secondo Musk. Anche il design delle zampe del SuperHeavy sarebbe cambiato. Sempre secondo Musk, da sei a quattro zampe, anche se più larghe per evitare di essere investiti dagli scarichi dei motori. Un'altra rivelazione di Musk (tutte queste provengono dai suoi Twitter) sarebbe che, nel lungo termine, il complesso SH/Starship utilizzerebbe, per il lancio, uno spazioporto oceanico. Questo permetterebbe di ridurre l'impatto dell'accensione dei 31motori, previsti per il primo stadio, sulle comunità locali.

A questo punto, con i progressi del SH, una possibile 'gara' con lo Space Launch System della NASA a chi raggiungerà prima lo spazio, potrebbe tenersi nel 2021.

Però una piccola doccia fredda per gli appassionati è arrivata quando Musk si è lasciato scappare che ci vorranno 'centinaia' di lanci di satelliti prima che Starship ospiti esseri umani a bordo. Questo confermerebbe che, almeno all'inizio e se funziona, Starship potrebbe essere utilizzato per trasportare cargo sulla Luna, in appoggio al programma Artemis della NASA.

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Decollo del Falcon 9 per la missione Starlink 11 Credit: SpaceX 

Intanto, mentre la SpaceX aumenta il suo impegno con Starship, non si dimentica certo del progetto Starlink. Il 3 settembre, alle 8:46 locali (le 14:46 italiane) un razzo Falcon 9 è decollato dalla rampa 39A del Kennedy Space Center, in Florida, per portare in orbita un altro gruppo di 60 satelliti Starlink. La missione Starlink 11 ha rilasciato con successo il suo carico su un'orbita fra i 210 ed i 340 km di altezza. Dopo aver terminato il suo compito, il primo stadio, matricola B1060 qui già al suo secondo volo, è atterrato regolarmente sulla nave drone 'Of Course I Still Love You', posizionata al largo delle coste della Florida. L'atterraggio ha segnato il 60esimo compiuto regolarmente. Si è trattato del secondo lancio di SpaceX nel giro di quattro giorni, da due rampe diverse della Florida. Questo è stato il 101esimo lancio di SpaceX, il 93esimo di un Falcon 9, il 16esimo di quest'anno. Con i 60 satelliti lanciati in questa missione sono 713 gli Starlink inviati in orbita nel corso di 12 missioni Falcon 9 fin dal maggio 2019. Alcuni di questi satelliti, soprattutto quelli del primo lancio, si stanno muovendo su orbite più basse di quella operativa (circa 550 km) o sono già deorbitati. Ogni satellite pesa circa 250 kg e può manovrare grazie ai motori elettrici al plasma, alimentati da un pannello solare. La costellazione di satelliti Starlink è, attualmente, la più vasta al mondo ma altre centinaia di satelliti saranno lanciati nei prossimi mesi, fino a raggiungere la cifra di almeno 1.440. Con questo numero la rete Starlink potrà iniziare ad essere operativa e fornire una prima copertura internet su tutto il globo. La Commissione Federale per le Comunicazioni degli Stati Uniti ha comunque approvato la SpaceX per il lancio fino a 12.000 satelliti e la compagnia starebbe per chiedere un'autorizzazione per arrivare alla sbalorditiva cifra di 42.000 satelliti. SpaceX non è la sola che si sta muovendo in questo campo. Anche il colosso Amazon di Jeff Bezos sta preparando la propria costellazione Kuiper ed il governo britannico ha acquisito dalla bancarotta la OneWeb dopo il lancio dei primi 74 satelliti (su un totale di 648).

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Il Falcon 9 per la missione Starlink 11 durante la fase di MaxQ e la condensa sull'ogiva. Credit: @Ken_Kramer 

La banda larga dallo spazio sembra essere la nuova corsa all'oro dello spazio anche se vi sono più di una voce critica sull'immissione in orbita di così tanti veicoli, con tutti i pericoli che esso comporta. Oltre al disturbo delle osservazioni astronomiche vi è infatti anche quello degli scontri orbitali. La comunità scientifica è in subbuglio e la SpaceX, ma anche Amazon, stanno tenendo contatti con gli astronomi per concordare, per quanto possibile, azioni comuni che tendano a ridurre al minimo i problemi. Speriamo che si possa raggiungere presto ad un accordo dato che entrambe le motivazioni sono importanti.

 

Fonti:
NASASpaceflight:  https://www.nasaspaceflight.com/2020/09/starship-sn6-hop-super-heavy-coming/
Spaceflight Now: https://spaceflightnow.com/2020/09/03/spacex-launches-more-starlink-satellites-beta-testing-well-underway/

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Read 102 times Ultima modifica Sabato, 05 Settembre 2020 06:37
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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