Scritto: Sabato, 29 Agosto 2020 05:56 Ultima modifica: Sabato, 29 Agosto 2020 06:57

Lucy: verso la fase finale


Il Southwest Research Institute ha annunciato che la fase di finale di sviluppo della missione Lucy è stata approvata dalla NASA.

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Il percorso orbitale di Lucy. Il percorso orbitale di Lucy. Crediti: Southwest Research Institute

Questa pietra miliare nelle procedure decisionali, nota come Key Decision Point-D (KDP-D), rappresenta la transizione ufficiale dalla progettazione e fabbricazione (Fase C) alla consegna, test, assemblaggio e integrazione dei sistemi (Fase D). Durante questa parte del ciclo di vita della missione, la progettazione e la fabbricazione della navicella vengono completate e gli strumenti vengono integrati e verificati. La sonda sarà quindi spedita la prossima estate al Kennedy Space Center della NASA in Florida per l'integrazione con il veicolo di lancio.

"Ogni fase della missione è più eccitante dell'ultima", ha affermato il dottor Hal Levison, ricercatore principale di Lucy, dello SwRI. "Anche se ovviamente, Lucy ha ancora diversi anni e qualche miliardo di chilometri da percorrere prima di raggiungere il nostro vero obiettivo - esplorare asteroidi troiani mai visti prima - veder nascere questo veicolo spaziale è semplicemente incredibile".

Lucy fa parte del programma Discovery della NASA, missioni specializzate a basso costo, ed esplorerà alcuni asteroidi troiani di Giove. Questi ultimi sarebbero i resti del materiale primordiale che andò a formare i pianeti esterni più di 4 miliardi di anni fa e potrebbero contenere indizi vitali per decifrare la storia del Sistema Solare e, forse, anche le origini del materiale organico sulla Terra. Orbitano in corrispondenza dei punti di equilibrio (i punti di Lagrange) del sistema gravitazionale Sole-Giove. I gruppi principali sono concentrati in corrispondenza di L4 ed L5 (che, rispettivamente, precedono e seguono di 60º Giove nel suo tragitto orbitale), dove la risultante tra l'attrazione gravitazionale complessiva esercitata dal Sole e dal gigante gassoso e la forza centrifuga apparente sono nulle.
Lucy sarà la prima missione spaziale a studiare i Troiani. La missione prende il nome dall'australopiteco scoperto nel 1974 in Etiopia, chiamato "Lucy" dai suoi scopritori, il cui scheletro ha fornito una visione unica sull'evoluzione dell'umanità.

La missione sarà lanciata nell'ottobre 2021 (la finestra di lancio si aprirà il 16 ottobre 2021) e, con una serie di gravity assist attorno alla Terra, completerà un viaggio di 12 anni verso otto diversi asteroidi: un asteroide della cintura principale e sette troiani, quattro dei quali sono sistemi binari. Il primo incontro avverrà nel 2025, raggiungerà il primo dei sette asteroidi troiani nel 2027 e supererà l'ultima coppia binaria nel 2033. Il complesso percorso porterà Lucy a studiare entrambe i gruppi principali e quindi i tipi C, P e D. Gli ultimi due sono rosso scuro ed assomigliano ai corpi ghiacciati nella Fascia di Kuiper, oltre l'orbita di Nettuno. Quelli di tipo C, invece, si trovano principalmente nelle parti esterne della fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove. Si pensa che tutti i Troiani siano abbondanti di composti di carbonio scuro e, sotto una coltre isolante di polvere, siano ricchi di acqua e altre sostanze volatili.

lucy spacecraft oxidizer tank install

Courtesy of Lockheed Martin

Come per altre missioni, il programma ATLO di Lucy, cioè le operazioni di assemblaggio, test e lancio, sono state influenzate dalla pandemia di COVID-19.
"Abbiamo dovuto rivedere il programma ATLO per dare ai componenti interessati dalle restrizioni COVID-19 un po' più di tempo prima di essere integrati nel veicolo spaziale", ha dichiarato John Andrews, vice-capo progetto del payload. "Grazie a un sacco di duro lavoro e ingegnosità, il team di Lucy è stato in grado di avviare ATLO come previsto il 10 agosto, e stiamo rispettando i tempi per spedire la navicella spaziale al Kennedy Space Center come previsto il prossimo luglio". Tutti gli strumenti saranno consegnati alla Lockheed Martin a partire da ottobre.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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