Scritto: Lunedì, 17 Agosto 2020 00:04 Ultima modifica: Lunedì, 17 Agosto 2020 05:38

Ariane 5 completa con successo il terzo lancio del 2020


Per il suo terzo lancio dell'anno, il primo dell'era Covid-19, Ariane 5, gestito da Arianespace, ha messo in orbita tre satelliti per gli operatori B-SAT, Intelsat e Space Logistics LLC.

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Nell'immagine il decollo dell'Ariane 5 nella terza missione del 2020. Nell'immagine il decollo dell'Ariane 5 nella terza missione del 2020. Credit: ESA/CNES/Arianespace – Photo Optique Video du CSG – S. Martin

Per il terzo lancio dell'anno dal porto spaziale europeo di Kourou nella Guyana francese, Ariane 5, gestito da Arianespace, ha posizionato tre satelliti in orbita di trasferimento geostazionario (GTO): il satellite B-SAT-4b per l'operatore giapponese B-SAT, il satellite Galaxy 30 per l'operatore globale Intelsat e il MEV-2 (Mission Extension Vehicle) per Space Logistics LLC, una controllata di Northrop Grumman, il primo cliente del quale sarà il satellite Intelsat 10-02, in orbita dal 2004. Il MEV fornirà servizi di estensione della missione che consentiranno al satellite 10-02 di ottenere altri cinque anni di attività.

Il MEV-1 era stato lanciato il 9 ottobre 2019 con un razzo Proton-M russo ed aveva intercettato ed agganciato il satellite per telecomunicazioni Intelsat 901 il 25 febbraio 2020. MEV-1 ha poi eseguito una manovra riposizionando l'Intelsat 901, che era rimasto senza carburante, su una diversa orbita da dove ha ripreso l'attività operativa che potrebbe protrarsi fino al 2025. Dopo di allora,    MEV-1, potrebbe sganciarsi da Intelsat 901 ed andare ad occuparsi di altri satelliti.

Il decollo dell'Ariane 5 (missione VA253) è avvenuto alle 07:04 p.m locali, le (00:04 italiane del 15 agosto) dalla rampa ELA-3 della Guyana Francese. Il decollo era stato rinviato di 31 minuti nell'attesa del miglioramento delle condizioni meteo. A due minuti e mezzo dal decollo i due booster a propellente solido terminavano il loro lavoro e si sganciavano dal razzo. Dopo nove minuti dal decollo, lo stadio principale dell'Ariane 5 spegneva il proprio motore Vulcain 2 e si separava, lasciando il posto allo stadio superiore HM7B che avrebbe completato l'inserimento orbitale dei tre satelliti su un'orbita di trasferimento geostazionario.

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Nell'immagine il MEV-2, a sinistra, ed il Galaxy 30 nella clean room del Guyana Space Center. Credit: ESA/CNES/Arianespace – Photo Optique Video du CSG – P. Piron

Le prestazioni complessive richieste al lanciatore sono state di 10.468 kg, con i tre satelliti pari a 9.703 kg. I carichi utili sono stati immessi in un'orbita inclinata di 6° rispetto all'equatore. Grazie al programma di miglioramento continuo delle prestazioni, il lanciatore Ariane 5 ha nuovamente beneficiato di un aumento della sua capacità di carico utile di circa 85 kg grazie all'utilizzo di un nuovo vano per attrezzature (VEB) ottimizzato. Dal 2016 sono stati guadagnati 300 kg di capacità di carico utile addizionale per le missioni in orbita geostazionaria.

Galaxy 30, costruito dalla Northrop Grumman, è stato il primo satellite rilasciato e fornirà servizi commerciali video e televisivi sul Nord America grazie ai suoi transponder in banda C, banda Ku e Ka. Inoltre il satellite ospita un sistema in banda L per la FAA americana in supporto ai servizi di navigazione aerea per gli arrivi e partenze agli aeroporti più affollati.

Il secondo satellite rilasciato è stato il MEV-2, separatosi dall'Ariane 5 pochi minuti dopo Galaxy 30. MEV-2 andrà a raggiungere l'Intelsat 10-02 e, dopo essersi agganciato, prenderà il controllo dell'assetto e ri-posizionerà il satellite per altri cinque anni di servizio nelle telecomunicazioni su Europa, Medio Oriente, Africa e Sud America. Il terzo ed ultimo passeggero di questo volo,  il  satellite BSAT-4b, della Maxar, verrà utilizzato dalla compagnia giapponese BSAT nella regione Asiatica del Pacifico e sarà di riserva per il BSAT-4a, lanciato nel 2017, per le trasmissioni delle Olimpiadi di Tokio, slittate al 2021.

"Questa estate vede il ritorno in servizio di Ariane 5, più efficiente di prima, con più capacità di carico e con nuove importanti parti costruite con la stampa 3D. È davvero motivo di orgoglio vedere il terzo decollo dell'anno di Ariane 5, il primo volo dall'inizio della crisi COVID, reso possibile dall'impegno costante dei team,” ha dichiarato André-Hubert Roussel, CEO di ArianeGroup. “Desidero ringraziare tutti i team che hanno svolto un lavoro così incredibile, nonostante la complicata situazione nella Guyana francese. Estendo tutti i miei migliori auguri e i miei ringraziamenti per il loro impegno con tutti gli ingegneri, i tecnici e i collaboratori di ArianeGroup, Arianespace e tutti i nostri partner industriali, la cui competenza e talento sono le basi su cui sono stati costruiti gli ultimi 40 anni di successi Ariane. I miei ringraziamenti vanno anche ai team dell'ESA e del CNES, per la loro costante fiducia e sostegno."

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Nell'immagine il sateliite BSAT-4b nella clean room del Guyana Space Center. Credit: ESA/CNES/Arianespace – Photo Optique Video du CSG – S. Martin

Per questa missione, il lanciatore Ariane 5 ha beneficiato ancora una volta dell'uso della stampa 3D, in particolare della produzione laser additiva (ALM). Le parti progettate in questo modo saranno ampiamente utilizzate su Ariane 6 e sono già state utilizzate su Ariane 5 dal 2016, in particolare il giunto cardanico del motore Vulcain. Per questo terzo volo, il lanciatore è dotato di due nuove parti prodotte utilizzando ALM: un supporto per cavi destinato allo stadio superiore e sei corpi valvola per il sistema di propulsione di questo stesso stadio. Gli ingegneri del dipartimento ArianeGroup Future Launchers Architecture di Brema sono riusciti per la prima volta a qualificare l'intero processo di produzione di componenti strutturali; in precedenza, erano stati certificati solo i singoli componenti stampati in 3D (come nel caso delle croci cardaniche). Le parti prodotte in questo modo sono generalmente più leggere dei componenti convenzionali, il che rappresenta un grande vantaggio in termini di capacità di carico utile del lanciatore.

Quest'ultimo volo Ariane 5 è stata la prima occasione per utilizzare il sistema di sicurezza autonomo KASSAV sviluppato dal CNES in collaborazione con ArianeGroup. La prima versione del sistema KASSAV offre al dipartimento di sicurezza del CNES una capacità di localizzazione autonoma del lanciatore. Utilizzando un collegamento di telemetria dedicato, le informazioni sulla posizione e la velocità del lanciatore vengono trasferite in downlink in tempo reale al dipartimento indipendentemente dai sistemi del lanciatore stesso. Per questa prima campagna sotto la responsabilità di CNES, Safran, la società incaricata di sviluppare il sistema, ha supportato ArianeGroup per l'integrazione sul programma di avvio e i controlli eseguiti presso il Launcher Integration Building (BIL). L'integrazione con il lanciatore Ariane 5 è stata qualificata sotto la supervisione dell'ESA. Il CNES ha finanziato lo sviluppo del sistema e ne controlla l'utilizzo sicuro, mentre l'ESA ha finanziato e supervisionato l'installazione sul veicolo di lancio. Tutti i lanciatori Ariane 5 e Ariane 6 operanti dal CSG porteranno il sistema KASSAV.

La prossima missione di Arianespace sarà il ritorno al volo del razzo Vega, prevista per il prossimo 1° settembre, con 53 satelliti di 21 clienti diversi.

 

Fonti:
Ariane Group: https://www.ariane.group/en/news/ariane-5s-third-2020-launch-is-a-success/
SpaceflightNow: https://spaceflightnow.com/2020/08/15/debuting-upgrades-ariane-5-rocket-deploys-three-u-s-built-satellites-in-orbit/
Northrop Grumman: https://news.northropgrumman.com/news/releases/northrop-grumman-successfully-completes-historic-first-docking-of-mission-extension-vehicle-with-intelsat-901-satellite

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Letto: 415 volta/e Ultima modifica Lunedì, 17 Agosto 2020 05:38
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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