Scritto: Venerdì, 31 Maggio 2013 06:56 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:14

Le radiazioni: un pericolo per le future missioni spaziali


Ieri sera alle 20:30 ora italiana, è stato trasmesso su NASAtv un breve briefing di aggiornamento sulla missione Mars Science Laboratory. In particolare, sfruttando i risultati del Radiation Assessment Detector (RAD) a bordo del rover Curiosity, gli scienziati stanno ricavando le informazioni necessarie per progettare sistemi di protezione dalle radiazioni efficaci, in vista delle future missioni umane verso il Pianeta Rosso.

Rate this item
(0 votes)

Curiosity - RAD

Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI

Ieri sera alle 20:30 ora italiana, è stato trasmesso su NASAtv un breve briefing di aggiornamento sulla missione Mars Science Laboratory. In particolare, sfruttando i risultati del Radiation Assessment Detector (RAD) a bordo del rover Curiosity, gli scienziati stanno ricavando le informazioni necessarie per progettare sistemi di protezione dalle radiazioni efficaci, in vista delle future missioni umane verso il Pianeta Rosso.

Il RAD è il primo strumento in grado di misurare le radiazioni ambientali e ad aver fornito dati anche durante il viaggio verso Marte della sonda Mars Science Laboratory, circa un anno fa.

Radiazioni rilevare durante il viaggio Terra - Marte

Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI

"Poiché questa nazione si sforza di raggiungere un asteroide e Marte nel corso della nostra vita, stiamo lavorando per risolvere ogni dettaglio in grado di tenere gli astronauti al sicuro, in modo che possano esplorare l'ignoto e il ritornare a casa", ha detto William Gerstenmaier, amministratore associato della NASA per l'esplorazione umana e le operazioni a Washington. "Impariamo ogni giorno di più sulla capacità del corpo umano di adattarsi allo spazio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Mentre costruiamo il veicolo spaziale Orion e il razzo vettore per trasportarlo e portare noi nello spazio profondo, continueremo a fare i progressi per ridurre i rischi dei nostri esploratori. Lo strumento RAD di Curiosity ci sta dando i dati critici di cui abbiamo bisogno in modo che noi esseri umani, così come i rover, possiamo osare grandi cose per raggiungere il Pianeta Rosso".

Un report pubblicato il 31 maggio sulla rivista Science indica che l'utilizzo degli attuali mezzi di propulsione potrebbe non essere appropriato per la salute degli astronauti nelle lunghe permanenze nello spazio.

Le forme di radiazioni pericolose sono due: i raggi cosmici galattici (GCR), particelle causate da esplosioni di supernova e altri eventi ad alta energia al di fuori del Sistema Solare; le particelle solari energetiche (SEP) associate ai brillamenti solari e alle espulsioni di massa coronale dal Sole.

Radiazioni nello spazio

Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI

L'esposizione alle radiazioni è misurata in Sievert (Sv) o milliSievert (un millesimo di Sv) e diversi studi a lungo termine, hanno dimostrato che l'esposizione lenta ma constante, anche a dosi minime, favorisce lo sviluppo di tumori mortali. La NASA ha così stabilito dei limiti ben precisi per i suoi astronauti in orbita e operati sulla ISS.

I dati indicano che Curiosity è stato esposto a una media giornaliera di 1,8 milliSievert di GCR nel suo viaggio verso Marte e solo circa il tre per cento della dose di radiazioni è stata associata a particelle solari a causa di una relativamente tranquillo ciclo solare e per la schermatura fornita dalla sonda.

Se contro le SEP potrebbe aiutare una schermatura supplementare, il grosso problema sono i GCR, molto penetranti ed altamente energetici, che non vengono bloccati dalla modesta e tipica schermatura di un veicolo spaziale attuale.

Radiazioni a confronto

Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI

Dopo che Curiosity atterrato su Marte nel mese di agosto dello scorso anno, lo strumento RAD continuato operativo, misurando le radiazione ambientali sulla superficie del pianeta, mostrando dati abbastanza promettenti.

Nella conferenza stampa del 15 novembre 2012, Don Hassler del Southwest Research Institute a Boulder, Colorado, aveva dichiarato:
"L'atmosfera fornisce un livello di protezione e così il livello di radiazioni è minore quando l'atmosfera è più spessa.
Nel complesso l'atmosfera di Marte riduce la dose di radiazioni, rispetto a quelle rilevate durante il viaggio verso Marte".
E poi ancora...
“Assolutamente, gli astronauti possono vivere in questo ambiente”.

Read 4134 times Ultima modifica Sabato, 27 Dicembre 2014 21:14
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla loro catalogazione e...

StatisticaMENTE

ISS height

ISS height

Andamento dell'orbita della Stazione Spaziale Inte...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 4 Luglio [Last update:...

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 30 Giugno [updated on Jun...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 29/6/20 - Sol 564] Meteor...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

(aggiornato il 24/6/20). Le manovre della sonda am...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista