Scritto: Sabato, 04 Aprile 2020 08:18 Ultima modifica: Domenica, 05 Aprile 2020 06:58

Starship, non c'è due senza tre!


Il terzo prototipo della Starship, la SN03 di SpaceX, ha seguito la stessa fine di Mk1 e SN01, ovvero non ha retto al test di pressurizzazione. Ma non c'è da preoccuparsi perché sono già in fase di costruzione la SN04 e SN05...

Rate this item
(1 Vote)
Nell'immagine il momento del cedimento del serbatoio di SN03. Nell'immagine il momento del cedimento del serbatoio di SN03. Credit: Lab Padre

 Seguiamo da tempo con interesse lo sviluppo dell'innovativo veicolo spaziale riutilizzabile Starship, che la SpaceX sta realizzando presso il proprio sito di Boca Chica, in Texas. Nell'ultima 'puntata' ci eravamo lasciati con lo scoppio del prototipo di SN01 (Serial Number 01), avvenuto lo scorso 28 febbraio, durante un test di pressurizzazione dei serbatoi.

 Purtroppo quello di SN01 non era stato il primo 'botto' ma già il secondo. Infatti la prima volta era accaduto il 20 novembre 2019, quando il prototipo, conosciuto come Mk1, era stato portato al massimo della pressione ed aveva ceduto lanciando in aria la parte superiore del serbatoio. Anche quella volta il test era stato condotto utilizzando azoto liquido super-raffreddato che simulava i propellenti che saranno usati nella versione definitiva di Starship, ossia ossigeno liquido e metano liquefatto.

 Prendendo questa dura lezione dalla fine prematura e non preventivata del prototipo, i tecnici, al lavoro presso lo sperduto sito al confine con il Messico, avevano compreso che la causa era stata un difetto nella progettazione della parte inferiore del serbatoio. Questa struttura è chiamata da Musk 'thrust puck' ed è la zona propulsori che avrebbe dovuto ospitare i tre motori Raptor nei primi voli di prova. I tecnici hanno realizzato quindi prima un serbatoio più piccolo, che avrebbe dovuto essere utilizzato sul prototipo SN02. Questo serbatoio venne portato sulla rampa di lancio e testato il 9 marzo con azoto super-raffreddato fino alla pressione raggiunta nel serbatoio di 7/8,5 bar, superando tranquillamente questa prova. Consideriamo che 6 bar sarà la pressione richiesta per un volo orbitale. Questo successo ha sicuramente dato fiducia agli ingegneri della SpaceX che stavano già completando il più grande serbatoio per il prototipo SN03. A conferma di questo Elon Musk rivelava che il prototipo che avrebbe seguito SN01 avrebbe tentato il primo test statico con un motore Raptor e, forse, anche eseguito un breve volo.

 Botto3a

Nella foto il prototipo SN02 durante il test riuscito di pressione. Credit: Lab Padre

 La costruzione di SN03 era già iniziata a metà marzo all'interno del nuovo edificio di assemblaggio, appena completato. Il veicolo, sempre senza punta ed alette non necessarie nei test e nei voli a bassa quota, è poi stato trasportato alla rampa di lancio il 29 marzo ed innalzato sulla speciale struttura rialzata dotata di tutte le tubazioni per i propellenti. Da alcune immagini ravvicinate, fornite anche da Musk stesso, è stato svelato il nuovo design delle zampe di atterraggio. In questo modello le sei zampe di atterraggio sono ripiegate all'interno della parte finale dello scafo.

 I piani originari per SN03 erano, dopo aver eseguito con successo i test di pressione a temperature criogeniche ai primi di aprile, di installare tre motori Raptor, eseguire quindi uno o più static fire ed infine voli a bassa quota fino a 150 metri a partire dal 6 aprile.

 Il 2 aprile SpaceX esegue il primo test di pressione a temperatura ambiente per controllare che non vi siano perdite. Solo alcune ore dopo SN03 inizia il primo test con l'azoto liquido super-raffreddato imbarcandolo nel serbatoio di ossigeno liquido. Questa prima prova viene però interrotta a causa del congelamento di alcune valvole dell'attrezzatura di supporto alla rampa incaricata di rifornire il razzo. Circa sei ore dopo il primo tentativo, SpaceX riesce a superare il problema alle valvole ed ha iniziato, alle 11pm locali (le 6 italiane del 3 aprile) il secondo tentativo di test a pressione criogenica. Mentre le cose erano iniziate normalmente, per ragioni al momento sconosciute, SpaceX ha iniziato il secondo tentativo di imbarco di azoto super-raffreddato solo nel serbatoio di ossigeno liquido che si trova sopra quello del propellente caricato soltanto di azoto gassoso. Questo si notava bene perchè la brina sullo scafo avvolgeva soltanto la parte superiore del razzo.

 Botto3b

Nella foto il prototipo SN03 durante il montaggio, presso il sito di Boca Chica. Credit: NSF/@bocachicagal>

Ricordo che lo scafo della Starship è realizzato con fogli di acciaio inossidabile spessi pochi millimetri e, dopo circa tre ore di test, mentre il razzo espelleva regolarmente nubi di vapore, alle 2:07am locali (le 8:07 italiane) il serbatoio inferiore per il metano ha iniziato a mostrare delle pieghe che, alcuni secondi dopo, hanno portato all'accartocciamento della parte inferiore del razzo con la relativa caduta del serbatoio superiore, ancora pieno di azoto liquido super-raffreddato. A differenza dei primi due 'botti' questo incidente è stato relativamente poco violento e graduale. In effetti è sembrato che il serbatoio inferiore, quello che dovrà contenere il propellente, non fosse abbastanza pressurizzato da sostenere il peso del serbatoio superiore ripieno di centinaia di tonnellate di azoto liquido. Musk, alcune ore dopo ha scritto un tweet nel quale sembra indicare che si sia verificato un errore nella procedura di svuotamento dei serbatoi, lasciando così quello inferiore con troppo poca pressurizzazione per sostenere il peso di quello superiore.

 La nota positiva è che, al momento, sono già in fase di realizzazione i serbatoi per i prototipi SN04 ed SN05. SN04 sarà il primo prototipo completo a scala reale di Starship e dovrebbe essere completato entro un paio di settimane. Sicuramente i test riprenderanno da dove sono stati interrotti, quindi dal test di pressurizzazione. Fortunatamente, l'implosione di SN03 non ha danneggiato il pad di lancio quanto fece SN01, che quindi sarà pronto per essere utilizzato quanto prima. Tutto questo però rende sempre più perplessi gli osservatori e gli appassionati è questo approccio di SpaceX. Anche se è vero che ogni prototipo, di Starship, proprio per come è realizzato in modo così spartano ed inusuale per un prodotto aerospaziale, non sia un costo elevato (si parla di un paio di milioni di dollari anche grazie al relativo basso costo dell'acciaio inossidabile), questi continui problemi non fanno che allungare i tempi di realizzazione che, con il volo dello Starhopper dello scorso anno, sembravano invece a portata di mano.

 Botto3c

Nella foto ila parte inferiore del prototipo SN03 sulla rampa con le nuove zampe di atterraggio. Credit: SpaceX

  Le tempistiche espresse da Musk, di poter realizzare una Starship alla settimana, entro la fine del 2020 sembrano, come al solito, sempre più irrealistiche.

 Ultima considerazione personale: al sito di Boca Chica i tecnici e gli operai proseguono il lavoro come se non vi fosse una pandemia mondiale in atto, senza nessun accorgimento di sicurezza, e questo, forse, è anche più grave che veder saltare i prototipi uno dopo l'altro...

 

Fonti:
Teslarati: https://www.teslarati.com/spacex-starship-destroyed-cryo-test-next-ship/
NASAspaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2020/04/spacex-starship-sn3-ground-flight-testing/

Altre informazioni su questo articolo

Read 393 times Ultima modifica Domenica, 05 Aprile 2020 06:58
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Massimo Martini Lunedì, 06 Aprile 2020 20:49 posted by Massimo Martini

    Si, l'approccio che utilizza la SpaceX sembra proprio l'opposto di quello delle altri 'grandi' aziende spaziali e questo ha i suoi vantaggi innegabili (soprattutto sul lato costi e tempi). Però devo essere sincero che mi sarei aspettato un numero minore di inciampi lungo la strada per la realizzazione del primo prototipo volante di Starship. E qui, si badi bene, non si parla del fantasmagorico veicolo spaziale che Musk ci fa vedere nelle immagini in CGI delle sue presentazioni annuali e capace di portare 100 persone alla volta su Marte, qui si parla solo di un mero prototipo stile Grasshopper del Falcon 9. Mi rendo conto che questo veicolo è millemila volte più complesso e di 'confine' del razzo tradizionale, però, francamente, tutti questi 'botti' mi paiono veramente troppi anche per l'azienda di Hawthorne. Sembra quasi che alla SpaceX non abbiano fatto uno straccio di progetto ma vadano avanti veramente a tentoni. L'ultimo poi, il botto di SN03, se quello che dice Musk è vero (ossia un errore di procedura nel pompaggio dell'elio liquido nei serbatoi) fa temere che tutto questo 'circo' che vediamo a Boca Chica sia in mano alla più completa incompetenza. Sarò duro nelle mie riflessioni ma, proprio perché sono un fan convinto di SpaceX, tutto questo non mi sembra all'altezza di un'azienda nata dal nulla e che, in pochi anni, si è mangiata il mercato commerciale orbitale ed ha raggiunto il riutilizzo del primo stadio che, nessuno prima, aveva mai neanche tentato.

  • Comment Link Renzo Sandri Domenica, 05 Aprile 2020 13:02 posted by Renzo Sandri

    Approccio "tentative" potrebbe essere quello giusto, sopratutto se confrontato allo stallo Nasa per SLS

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

AcquistaLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta Bonora

 

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

  • NEO News

    Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Ultimo aggiornamento: 26 Maggio

statisticaMENTE

  • COVID-19 update
    COVID-19 update

    Periodico aggiornamento sulla curva di contagio in Italia, con possibili sviluppi futuri. (aggiornamento del 26 Maggio sera)

  • ISS height
    ISS height

    Andamento dell'orbita della Stazione Spaziale Internazionale.

    Aggiornamento del 27 Maggio [Last update: 05/27/2020]

  • HST orbit
    HST orbit

    Hubble Space Telescope orbit monitor.

    Aggiornamento del 27 Maggio [Last update: 05/27/2020].

  • Insight statistics
    Insight statistics

    Meteorologia e numero di immagini trasmesse dal lander geologo [aggiornato al 26/5/20 - Sol 532] 

  • OSIRIS REx operations
    OSIRIS REx operations

    Le manovre della sonda americana intorno a Bennu (aggiornato il 29/4/20). 

  • Curiosity odometry
    Curiosity odometry

    Statistiche sulla distanza percorsa, posizione, velocità e altezza del rover Curiosity.

    Aggiornato il 1 Maggio [updated on May,01]

HOT NEWS