Scritto: Lunedì, 02 Marzo 2020 22:06 Ultima modifica: Lunedì, 02 Marzo 2020 23:39

Secondo botto per la Starship di SpaceX In evidenza


Il prototipo SN1 del veicolo spaziale Starship, della SpaceX, è esploso durante un primo test di pressione. Fortunatamente nessuno è rimasto coinvolto anche se i danni sono stati seri.

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Nel fermo immagine, il momento dell'esplosione del prototipo SN1. Nel fermo immagine, il momento dell'esplosione del prototipo SN1. Credit: Space Padre Isle - Processing: Marco Di Lorenzo

 Continuiamo a seguire lo sviluppo dell'innovativo veicolo spaziale Starship, di SpaceX, anche se, questa volta, le notizie in arrivo da oltre Atlantico non sono positive.

 Nel sito di Boca Chica, in Texas, di proprietà della SpaceX, si è tenuto un test di pressione, utilizzando l'azoto liquido, del serbatoio del prototipo SN1 della Starship, il rivoluzionario veicolo spaziale progettato dall'azienda di Elon Musk.

 Il test si è tenuto il 28 febbraio scorso e, purtroppo, è terminato con l'esplosione del serbatoio e con i pezzi di acciaio inox scagliati a centinaia di metri di distanza. Fortunatamente nessuno si è fatto male anche se sono stati riportati seri danni alla struttura che funge da rampa di lancio.

 Si tratta della seconda volta che un prototipo, molto grezzo in realtà, realizzato dalla SpaceX a Boca Chica, esplode durante un test di questo tipo. La prima volta era accaduto il 20 novembre scorso, quando il prototipo, conosciuto come Mk1, era stato portato al massimo della pressione ed aveva ceduto lanciando in aria la parte superiore del serbatoio. Anche quella volta il test era stato condotto utilizzando azoto liquido super-raffreddato che simulava i propellenti che saranno usati nella versione definitiva di Starship.

 Questa volta sembra che il cedimento non fosse atteso dato che si trattava di un primo test. Il prototipo SN1 esploso oggi non era dotato della punta, delle alette e dei motori Raptor. In pratica si trattava soltanto della parte dello scafo che funge da serbatoio per i propellenti. Il suo completamento era avvenuto il 25 febbraio e la struttura era stata subito trasportata dal cantiere dove vengono realizzati i prototipi alla rampa di lancio, distante circa 1.500 metri. E' stato da questa rampa di lancio che lo scorso 27 agosto il prototipo Starhopper aveva volato fino a 150 metri di quota, senza problemi, atterrando poi sulle sue tre zampe a qualche centinaio di metri di distanza.

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Nelle immagini, da sinistra, SN1 sulla rampa test, durante il test e quello che ne è rimasto dopo - Credit: @BocaChicaGal/SNF/Lab Padre - Processing: Marco Di Lorenzo

 Il prototipo SN1 era stato realizzato in modo leggermente differente dal suo predecessore Mk1. Infatti, invece di saldare diverse lastre di acciaio per formare un anello alla volta, si era passati ad una sola saldatura per anello, utilizzando un foglio di acciaio più lungo. Il problema però sembra essere stato (ancora in mancanza di notizie ufficiali da parte di SpaceX) scatenato dal fatto che si è passati da uno spessore delle lastre di acciaio inox di 12mm di Starhopper a solo 4mm per Mk1 ed SN1. Nel tentativo di alleggerire lo scafo, sicuramente troppo pesante per un volo più in alto che non quello fatto da Starhopper, la SpaceX ha scelto di utilizzare fogli di acciaio inox molto più sottili che, però, potrebbero non essere abbastanza resistenti alle pressioni richieste.

 Al momento non sappiamo se questo evento porterà Elon Musk, il fondatore di SpaceX, a cambiare nuovamente la strada intrapresa, come fatto lo scorso anno passando dallo scafo in fibra di carbonio a quello in acciaio inox. Al sito di Boca Chica è comunque già iniziata la costruzione del prototipo SN2 ed i primi anelli di acciaio del serbatoio sono già stati avvistati dai soliti 'spioni' appassionati che si trovano sul posto. Il sito di Boca Chica sta inoltre crescendo anche per quanto riguarda le strutture di supporto e, oltre ai soliti hangar in tensostruttura, è in fase di completamento un alto hangar in metallo per proteggere i futuri, e più elaborati, prototipi di Starship.

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Nella foto la punta del prototipo NS2 in costruzione a Boca Chica. Credit: @SpacePadreIsle - Processing: Marco Di Lorenzo

 Insomma, anche se i tempi di realizzazione dichiarati da Elon Musk, sono, come al solito, completamente irrealistici (a luglio scorso aveva dichiarato che entro il 2019 sarebbe avvenuto il primo volo orbitale!) sembra che questo progetto non si fermi ma prosegua nonostante questo nuovo passo falso.

 Venendo invece ai motori Raptor, che spingeranno sia il primo stadio della Starship, il Super Heavy, che la nave spaziale vera e propria, vi sono importanti novità. La SpaceX ha comunicato, via twitter, che è stato attivato, nel sito di McGregor, Texas, un terzo banco di prova per i motori Raptor e che, nel corso dell'anno scorso, sono stati accumulati oltre 3.200 secondi di accensione con 18 motori Raptor, compresi diverse accensioni multiple a piena potenza.

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Nella foto un motore Raptor sul banco di prova a McGregor, in Texas. Credit: SpaceX - Processing: Marco Di Lorenzo

 Ma, chiaramente, i costi per il programma Starship, nonostante la realizzazione dei prototipi in modo così 'artigianale' e poco usuale per il settore aerospaziale, saranno altissimi e Musk, naturalmente, cerca sempre finanziatori. Uno dei possibili finanziatori potrebbero essere i militari USA, proprio nel momento della creazione della Forza Spaziale. Durante l'annuale simposio dell'Associazione Air Force statunitense Musk è intervenuto discutendo della filosofia riguardante l'innovazione spaziale e, pare, gli spettatori sono sembrati molto interessati.

 

Fonti:

Twitter: https://twitter.com/SpaceX/status/1233080513516077058/photo/1

NASAspaceflight: https://forum.nasaspaceflight.com/index.php?topic=50240.msg2053337;topicseen#new

SpaceNews: https://spacenews.com/second-starship-prototype-damaged-in-pressurization-test/

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Read 275 times Ultima modifica Lunedì, 02 Marzo 2020 23:39
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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